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Bibbia, tutte le storie e le curiosità sul libro più famoso del mondo

Bibbia, tutte le storie e le curiosità sul libro più famoso del mondo

Giovanni Maria Vian ricostruisce la storia millenaria della Bibbia, tra codici dispersi, falsi storici e viaggi straordinari

Il libro sul Libro (quello per antonomasia) è un’opera molto interessante, e ci teniamo a segnalarvela perché merita sul serio. Parliamo di «Le vie delle Bibbie» (Il Mulino, pp. 240, Euro 16) dello storico e giornalista Giovanni Maria Vian.  

Il tema dunque è la Bibbia, ve l’abbiamo rivelato. Ma è opportuno fare alcune precisazioni. Sì, per semplificare l’abbiamo definita «Libro». Ma la verità è che la Bibbia non è un libro, quanto piuttosto una raccolta di tanti volumi, in formati diversi e materiali antiquati, almeno quanto le soffitte delle case di campagna dei nostri nonni. Eppure, il Libro continua ad affascinare, continua a essere oggetto di studi. Un momento, occorre fare un’altra precisazione. È un’opera sì profondamente occidentale, ma non viene dall’Occidente e non viene dall’Europa (o perlomeno, non solo). Lo testimoniano innanzitutto le lingue in cui è scritta. Greco, ebraico, aramaico: ecco che si può ipotizzare l’origine del testo sacro fra l’antica Babilonia e Roma.

E affascina anche l’eterogeneità degli argomenti trattati. Si spazia dalla giurisprudenza alla preghiera, dai testi sapienziali alle lettere dirette a comunità di fedeli, fino alle rivelazioni sulla fine del mondo.

La Bibbia e il Codice di San Pietroburgo

Fra le curiosità più intriganti emerse dal libro di Vian, quelle relative alla Corona di Aleppo e al Codice di San Pietroburgo. Proprio su quest’ultimo, si basano le moderne edizioni critiche. Un manoscritto che proviene dalla Galilea, più precisamente dalla tradizione dei Ben Asher, una dinastia di scribi ebrei masoreti del X secolo a Tiberiade, una storica città israeliana situata sulla riva occidentale del lago omonimo. Cosa accadde nei secoli successivi, è assai misterioso. Si sa, per esempio, che nel XIV secolo il manoscritto si trovava a Damasco, attuale capitale della Siria. Fino a quando, si ipotizza fra il 1863 e il 1865, fu acquistata da un caraita (ovvero un seguace della corrente ebraica del caraismo) proveniente dalla Crimea.

Nei suoi decenni di viaggi in Oriente, Firkovič accumula migliaia di manoscritti, poi venduti per una somma enorme alla biblioteca imperiale di San Pietroburgo. Via Odessa, nel 1876, il codice entra nella capitale degli zar. Il luogo esatto del suo acquisto resta ignoto: forse Aleppo, forse Gerusalemme.

I testi millenari della Bibbia

Gli originali della Bibbia sono perduti. Vale per quasi tutta la letteratura antica. Ma alcune copie millenarie si sono salvate, e la loro storia è quella che Vian ricostruisce con precisione e con una prosa che tiene il lettore incollato alla pagina. Ventitré secoli di Bibbie, percorsi attraverso rotte spesso sconosciute, affidate a uomini e talvolta a donne colte e determinate che le hanno cercate, trovate, trasportate.

Per oltre un millennio, fino alla metà dell’Ottocento, i manoscritti biblici ebraici medievali si muovono tra Siria ed Egitto, non lontano dai luoghi in cui erano stati scritti, in particolare a Tiberiade, in Galilea. Poi guerre, dispersioni e commerci li portano altrove. Il Codice di Aleppo, più antico di un secolo rispetto a quello di San Pietroburgo ma incompleto, è oggi in Israele, dove fu smembrato dopo il 1958 per motivi di lucro, in circostanze ancora oscure.

Più complessa la vicenda dei manoscritti del Mar Morto, scoperti a partire dal 1947 e acquisiti da Israele nei primi anni dopo la proclamazione dello Stato. I manoscritti biblici greci, diffusi su un’area molto più vasta, sono numericamente superiori a quelli ebraici. Alcuni papiri del Nuovo Testamento distano dai testi originari solo pochi decenni.

Perché il libro merita veramente

Vian è esplicito: non ci sono tutte le vie. Le Scritture sacre di ebrei e cristiani sono arrivate ovunque, già nell’antichità, tradotte e trascritte fino in Etiopia e nel cuore dell’Asia centrale. È impossibile tracciare un percorso completo. Si possono però riconoscere alcune direttrici principali, e seguirle significa capire qualcosa di essenziale non solo sulla Bibbia, ma sulla civiltà che l’ha prodotta e tramandata.

«Le vie delle Bibbie» è un libro che sa essere colto senza essere accademico, preciso senza essere arido. Un’opera che avrebbe potuto scrivere solo chi conosce la materia in profondità e sa, al tempo stesso, raccontarla. La storia di questi testi è anche la storia dell’umanità che li ha custoditi, cercati e, qualche volta, ritrovati. Ecco perché vale veramente la pena dargli un’occhiata.

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