Negli ultimi giorni, la difesa di Sempio era passata a un contrattacco verticale e repentino. Ora, però, la Procura di Pavia, che ha ricevuto le perizie dei consulenti dell’indagato, torna nel ruolo di protagonista, mentre il 38enne e i suoi legali saranno costretti nuovamente a trincerarsi nei loro presidi. La novità più recente è che, il 28 maggio, la Procura ha disposto una consulenza psichiatrica nei confronti di Sempio, come ha annunciato il procuratore Fabio Napoleone.
Cosa dovrà valutare il consulente psichiatrico
L’incarico è stato affidato al professor Roberto Catanesi, medico psichiatra. I compiti che gli sono stati assegnati sono ben precisi: verificare se Sempio fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti, accertare l’eventuale presenza di disturbi rilevanti ai fini dell’imputabilità e valutare se sussista una condizione di pericolosità sociale. Non si tratta, dunque, di un atto routinario: la perizia psichiatrica incide direttamente sul giudizio di responsabilità penale.
La mossa della Procura non è stata una sorpresa vera e propria. Napoleone spiega infatti che la decisione è conseguente al deposito, da parte della difesa, di «plurime consulenze tecniche» presentate dopo la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini. I termini resteranno aperti fino al 28 settembre 2026. In questo lasso di tempo, i consulenti del pubblico ministero sono stati incaricati di esaminare le tesi tecniche della difesa e di valutarne «il rigore e l’affidabilità scientifica».
Le mosse della difesa di Sempio
L’avvocato Liborio Cataliotti, che difende Sempio insieme alla collega Angela Taccia, non chiude la porta alla consulenza, ma non la lascia nemmeno del tutto aperta. La socchiude, per così dire. Il legale ha infatti evocato il caso di Anna Maria Franzoni, condannata per l’omicidio del figlio Samuele, in quello che è passato alla storia come il famoso «delitto di Cogne»: anche in quel caso fu richiesta una perizia, cui la Franzoni scelse di non sottoporsi. «Noi non so, ne parleremo», ha dichiarato Cataliotti. Il quale ci ha tenuto a specificare che nessuno può essere obbligato a sottoporsi a una perizia psichiatrica. Con un ragionamento speculare, infine, ha anticipato che se la difesa dovesse un giorno richiederla a propria volta, la Procura non avrebbe motivi per opporsi.
A che punto siamo con il caso di Garlasco
All’alba del 29 maggio 2026, a quasi 19 anni dal delitto, il caso Garlasco resta estremamente complesso e stratificato, su questo non vi è alcun dubbio. Andrea Sempio è indagato, ma non ancora imputato: siamo ancora nella fase delle indagini preliminari, e ogni atto va letto in questa cornice. La perizia psichiatrica, in questo senso, non costituisce una condanna, né un’assoluzione anticipata. Rappresenta più che altro uno strumento tecnico, che la magistratura utilizza per costruire un quadro il più possibile completo, prima di decidere se e come procedere. Gli ultimi capitoli di questa «storia infinita», per citare il famoso romanzo di Michael Ende, restano ancora tutti da scrivere.
