Il furto di ottanta fiale di Fentanyl dalla cassaforte della farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma riaccende i riflettori su una minaccia che negli ultimi anni ha iniziato a manifestarsi con sempre maggiore frequenza anche in Italia: la sottrazione di oppioidi destinati all’uso ospedaliero per alimentare il mercato illegale. Le fiale, una volta uscite dai circuiti sanitari, possono infatti finire nelle piazze di spaccio oppure essere commercializzate attraverso il dark web, con conseguenze potenzialmente devastanti vista l’estrema potenza della sostanza. L’allarme è scattato quando il personale della struttura di via Fulda, nel quartiere Magliana, ha aperto la cassaforte della farmacia accorgendosi che mancavano ottanta fiale di Fentanyl, uno dei più potenti analgesici oppioidi utilizzati in medicina per l’anestesia e il trattamento del dolore severo. Il farmaco, decine di volte più potente della morfina, viene normalmente impiegato esclusivamente sotto rigoroso controllo sanitario proprio a causa dell’elevato rischio di dipendenza e overdose.
Come scrive Il Messagero i responsabili dell’ospedale hanno immediatamente denunciato l’accaduto ai Carabinieri, che hanno avviato le indagini ascoltando farmacisti, personale sanitario e addetti alla sicurezza. Gli investigatori si sono trovati subito davanti a un elemento particolarmente significativo: la cassaforte non presentava alcun segno di effrazione. Nessuna forzatura, nessun tentativo di scasso. Un dettaglio che lascia ipotizzare che chi ha portato via le fiale disponesse della chiave o comunque avesse accesso legittimo al locale. Secondo quanto riferito dalla struttura sanitaria, quella chiave è utilizzata da più dipendenti, circostanza che amplia il ventaglio delle ipotesi investigative. Non viene escluso né il furto della chiave né un eventuale coinvolgimento interno, volontario o su commissione. Al momento nessuna pista è stata esclusa. Il timore principale degli investigatori riguarda però la destinazione delle fiale. Una volta sottratto al circuito ospedaliero, il Fentanyl può essere rivenduto illegalmente a tossicodipendenti oppure utilizzato per tagliare altre sostanze stupefacenti, aumentando in modo esponenziale il rischio di overdose. Negli Stati Uniti proprio il mercato clandestino del Fentanyl è stato all’origine di una crisi sanitaria senza precedenti, con decine di migliaia di morti ogni anno.
Quello dell’Israelitico non rappresenta un episodio isolato
Negli ultimi anni diversi casi hanno evidenziato come il Fentanyl sia diventato un obiettivo sempre più ricercato dalla criminalità. La scorsa estate, ad Ariccia, la Guardia di Finanza arrestò un uomo trovato in possesso di ventotto compresse di Effentora, un medicinale a base di Fentanyl, insieme a un timbro medico utilizzato per falsificare le prescrizioni. Gli investigatori ricostruirono un sistema che consentiva di ottenere legalmente il farmaco attraverso ricette contraffatte, dimostrando come, accanto allo spaccio tradizionale, si stia sviluppando anche un mercato basato sul furto di ricettari, timbri professionali e documentazione sanitaria. Poche settimane prima, sempre nell’area dei Castelli Romani, un medico era stato fermato all’uscita dell’ospedale in cui prestava servizio mentre trasportava nello zaino numerose fiale di Fentanyl sottratte alla struttura sanitaria. Il materiale venne sequestrato e il professionista arrestato, confermando come, in alcuni casi, il traffico possa coinvolgere direttamente personale autorizzato ad avere accesso ai farmaci.
Anche in altre regioni italiane non sono mancati episodi analoghi
Negli ultimi anni diverse aziende sanitarie hanno denunciato ammanchi di farmaci oppioidi, mentre le forze dell’ordine hanno più volte smantellato reti che utilizzavano ricette false, timbri rubati o prescrizioni compilate abusivamente per approvvigionarsi di medicinali contenenti Fentanyl e altri analgesici ad alta potenza. Si tratta di un fenomeno ancora limitato rispetto a quanto accade negli Stati Uniti o in Canada, ma considerato con crescente attenzione dagli investigatori proprio perché potrebbe rappresentare il primo segnale di un mercato clandestino in espansione. Il furto avvenuto all’ospedale Israelitico assume quindi un significato che va ben oltre il semplice episodio di cronaca. Ottanta fiale sottratte a una struttura sanitaria rappresentano una quantità sufficiente ad alimentare il mercato illecito per settimane. Per questo le indagini puntano non soltanto a individuare l’autore materiale del furto, ma anche a verificare se dietro l’episodio vi sia un’organizzazione criminale interessata ad alimentare il traffico di uno degli oppioidi sintetici più pericolosi oggi in circolazione.
