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Falsi allarme bomba sui voli: ecco quanto ci costano davvero

Falsi allarme bomba sui voli: ecco quanto ci costano davvero
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Quasi 30 aerei bloccati in Europa e caccia militari mobilitati: ecco l’impatto economico reale delle minacce sul trasporto aereo e sul turismo.

La sequenza si è aperta lunedì scorso. In quattro giorni quasi 30 voli, in almeno otto Paesi europei, sono finiti sotto falso allarme bomba. Otto i voli da e per l’Italia. Il punto, per chi si occupa di sicurezza del trasporto aereo, non è il singolo allarme. È il rapporto tra il costo di un messaggio, praticamente nullo, e la quantità di risorse militari, di polizia e aziendali che quel messaggio riesce a mettere in moto, ogni volta, in più Paesi contemporaneamente. Secondo le stime basate sui parametri di Eurocontrol, un ritardo può comportare un costo compreso stimato tra i 160 e i 2.000 euro al minuto per ciascun volo, considerando anche gli effetti a catena sugli altri collegamenti. Un aereo costretto ad atterrare in uno scalo alternativo deve essere rifornito e successivamente riposizionato. Le compagnie devono riorganizzare i programmi di volo e garantire assistenza ai passeggeri coinvolti. A questi costi si aggiunge quello dell’intervento militare: un’ora di volo di un Eurofighter dell’Aeronautica italiana ha un costo medio stimato di circa 75.000 euro.

Applicando ai 29 voli coinvolti un costo di 166 euro per minuto di ritardo a terra, comprensivo dell’effetto a catena sulla rete (valore Eurocontrol a prezzi 2022), e ipotizzando fra 90 e 180 minuti di ritardo per volo, si ottengono da 0,43 a 0,87 milioni di euro. I cinque dirottamenti confermati, valutati fra 1.400 e 10.500 euro ciascuno, aggiungono da 10.000 a 50.000 euro. Il costo diretto per le compagnie si colloca quindi, secondo questa stima, fra 0,45 e 0,9 milioni di euro.

La sproporzione economica tra la minaccia e i costi a terra

Facendo questo calcolo sugli otto aerei da e per l’Italia che sono stati interessati dall’allarme bomba, ipotizzando una durata del ritardo compresa tra 90 e 180 minuti per ciascun velivolo, il costo complessivo stimato varia da 0,12 a 0,24 milioni di euro (da 119.520 euro a 239.040 euro).

Sul fronte dei rimborsi, il regolamento europeo 261/2004 elenca i rischi per la sicurezza tra le circostanze che possono essere considerate eccezionali (Corte di giustizia Ue): la compensazione pecuniaria ai passeggeri è probabilmente esclusa, ma restano gli obblighi di assistenza.

Il peso dei diritti di assistenza e delle deviazioni notturne

Facciamo l’ipotesi su un volo medio con 150 passeggeri (Airbus 320 o Boeing 737) per un totale di 1.200 passeggeri coinvolti in otto voli. Poiché per l’allarme bomba la compensazione pecuniaria è azzerata, l’impatto economico varia a seconda della gestione operativa dei ritardi. Nel caso di un ritardo diurno gestito nello stesso giorno tra 90 e 180 minuti, il costo per passeggero è di 15-30 euro e per volo tra 2.250 e 4.500 euro. Il costo totale per gli otto voli interessati è tra 18.000 e 36.000 euro. Ma nel caso di una deviazione notturna, quindi con pernottamento, il costo totale sale tra 180.000 e 360.000 euro.

Il consumo di cherosene e l’effetto immediato sulle prenotazioni

Poi c’è il consumo extra di carburante. Se l’allarme scatta mentre gli aerei sono in volo, questi devono effettuare orbite di attesa, aspettando l’autorizzazione all’atterraggio o al dirottamento. Il consumo di carburante è di circa 2.200-2.500 chilogrammi/ora per aereo. In caso di allungamento della rotta verso uno scalo idoneo, il costo del consumo extra per tratta può arrivare a 2.975 euro. Inoltre, durante i controlli a terra degli artificieri, l’Apu (Auxiliary power unit) rimane in funzione per garantire aria condizionata ed energia ai sistemi di sicurezza a bordo: il consumo extra per 1,5-3 ore va da 255 a 765 euro per volo. Quindi, per otto voli, il costo extra di carburante oscilla tra 2.040 e 6.120 euro se il ritardo è a terra. Se l’attesa è in volo e c’è una deviazione di rotta, il maggior costo di carburante oscilla tra 10.200 e 23.800 euro. Sommando tutte le componenti di costo per gli otto aerei italiani, l’impatto complessivo stimato è tra 139.560 e 622.840 euro, a seconda che i voli abbiano subito un semplice ritardo diurno a terra o dirottamenti notturni con pernottamento.

Gli effetti sui flussi turistici si fanno già sentire. Il presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi, evidenzia che «c’è stato un picco delle disdette dei viaggi programmati dell’11% circa. Il rischio voli potrebbe far diminuire la crescita del turismo nel nostro Paese, finora percepito come sicuro».

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