Per scongiurare possibili difficoltà nel pagamento del risarcimento milionario, i familiari delle vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana hanno chiesto il commissariamento del Comune. L’obiettivo è «la vigilanza finanziaria e amministrativa» delle casse pubbliche, per «far sì che il Comune si prepari a tutti gli esiti plausibili». Intanto oggi Jacques Moretti, proprietario de Le Constellation e indagato per il rogo, è comparso in aula per un nuovo interrogatorio. Ma a differenza della precedente udienza, questa volta non c’è stato un confronto diretto tra lui e la moglie Jessica Moretti. La comparizione della donna è rinviata al 2 dicembre: dopo l’arresto del consorte per violenza nei suoi confronti, si troverebbe in «uno stato di fragilità psichica particolarmente grave».
La richiesta di commissariare il Comune
I 24 familiari delle vittime hanno chiesto il commissariamento del Comune tramite l’avvocato Sébastien Fanti. Lo scopo dell’istanza è preventivo: riguarda quindi «la vigilanza finanziaria e amministrativa» delle casse pubbliche in modo tale che «il Comune si prepari a tutti gli esiti plausibili». Il timore è infatti che le casse comunali non siano in grado di sostenere il pagamento di centinaia di milioni di euro. I familiari delle vittime prospettano un risarcimento complessivo che oscilla tra i 323 milioni di euro e oltre il miliardo. Nella stima intermedia, pari a circa 650 milioni, oltre 400 milioni ricadrebbero sulle casse dell’amministrazione locale. In tal caso, l’esborso sarebbe equivalente a cinque anni di gettito fiscale del Comune di Crans-Montana. L’avvocato Fanti ha ricordato che è stata respinta la richiesta precedente di trasparenza, così i genitori delle vittime hanno «tirato fuori l’artiglieria pesante» per far sì che il Cantone del Vallese svolga la propria funzione di vigilanza.
L’interrogatorio di Jacques Moretti: assente la moglie e presenti per la prima volta alcuni superstiti
Per l’interrogatorio davanti ai magistrati Catherine Seppey e Victoria Roth, Jacques Moretti è entrato dal retro per evitare le telecamere e i familiari delle vittime. Questi ultimi hanno però partecipato all’audizione insieme, per la prima volta, ad alcuni superstiti. A differenza dell’udienza del 5 giugno scorso, questa volta non c’è stato il confronto diretto tra i due coniugi Moretti. Dopo che Jacques Moretti è stato arrestato ad agosto per violenze domestiche contro la moglie Jessica, la comparizione della donna è stata rinviata al 2 dicembre. I legali di Jessica Moretti, lo scorso 26 ottobre, avevano infatti spedito una lettera alle pm insieme a una relazione di una psicologa secondo cui la donna si troverebbe in «uno stato di fragilità psichica particolarmente grave» dopo l’aggressione del marito. Prima di entrare nell’aula del politecnico di Sion, dove si è tenuto l’interrogatorio, Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, morto nel rogo, ha commentato: «Non è stata una tragedia ma un omicidio per negligenza». Sull’assenza di Jessica Moretti è intervenuta Astrid Panine, la mamma di Cyanne, la cameriera del Constellation morta nell’incendio: «Non ho paura di Jacques Moretti, mia figlia ha lavorato per lui per quattro anni, non è lui che volevo vedere, ma Jessica, che scappa dalle responsabilità tutte le volte».
«Schiuma fonoassorbente presente al momento dei controlli»
Moretti, che deve rispondere alle accuse di omicidio, lesioni e incendio colposi insieme ad altri 15 indagati, continua a fare lo scaricabarile. Nell’interrogatorio, stando a quanto riferito da uno dei suoi legali, ha ribadito che la schiuma fonoassorbente era già presente quando il Comune di Crans-Montana ha effettuato i controlli a Le Constellation nel 2015. Tra le ipotesi dell’indagine si ritiene che la schiuma acustica, applicata sui pannelli del soffitto, possa aver contribuito all’incendio essendo altamente infiammabile. Sull’ipotesi di riciclaggio, Moretti ha deciso di non rispondere agli avvocati di parte civile. La sua posizione era già stata resa nota negli scorsi giorni da una lettera inviata dal suo avvocato Patrick Michod alla procura del Vallese. Nel fascicolo inerente a questa inchiesta figura un rapporto di fedpol, l’Ufficio federale di polizia svizzero, che segnala sui conti correnti movimenti «anomali» e «transazioni opache».
