Oscar 2024
Sandra Hüller nel film "La zona d'interesse" (A24 / Extreme Emotions)
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Oscar 2024, i nostri vincitori: chi vincerà e chi dovrebbe vincere

Eccoli squillare i premi Oscar 2024, che saranno assegnati domenica 10 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles. Ovvero, secondo l’orario italiano, nella notte tra domenica 10 e lunedì 11 marzo. A sorpresa non sarà più Sky a trasmettere la diretta (negli States affidata ad Abc). La cerimonia di premiazione della 96esima edizione degli Academy Awards potrà essere vista da noi in chiaro su Rai 1 e in streaming in contemporanea su RaiPlay.
Il via? Alle ore 19 Eastern Time, un'ora prima del solito, quando in Italia sarà l’1 di notte.

Le speranze tricolori sono per Io capitano di Matteo Garrone, in corsa per l’Oscar al miglior film internazionale ma, diciamocelo, ci sono almeno due rivali che se lo meriterebbero di più (La zona d’interesse e Perfect days).
Dal suo canto Oppenheimer, dalla vetta delle sue 13 nomination, tra cui quella più di peso a miglior film, già pregusta Academy Awards sonanti. E, c’è da scommetterci, li avrà.

In pieno conto alla rovescia sulla grande notte del cinema, intanto andiamo di “toto vincitori”. Come ogni anno, stiliamo le nostre previsioni su chi vincerà gli Oscar più importanti e su chi, invece, vorremmo che vincesse. Tra sfera di cristallo e desideranda.

Immagine del film "Io capitano" (Credits: 01 Distribution)

Oscar al Miglior film

Dieci i film tra cui scegliere (qui tutte le nomination agli Oscar 2024) e tra questi ben due che non sono made in Usa, ovvero Anatomia di una cadutadi Justine Triet, thriller famigliare francese Palma d’oro a Cannes che ha avuto forte gradimento in America, eLa zona d’interessedi Jonathan Glazer, Grand Prix Speciale della Giuria sempre a Cannes, film britannico da non perdere, uscito il 22 febbraio, che per fortuna il pubblico italiano sta premiando in sala.
A sorpresa e chissà perché si ritrova tra i candidati anche Maestro di Bradley Cooper, biopic lineare e poco palpitante su Leonard Bernstein. E, con pieno merito, c’è anche Past lives, sorprendente opera prima di Celine Song che che sa pennellare con sapienza e sensibilità i sentimenti.
Tra lo spumeggiante campione d’incassi Barbie e il drammone storico di poca verve Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese, sarà molto probabilmente Oppenheimer di Christopher Nolan ad avere la meglio, ahinoi. L’infinito (durata 3 ore) e noiosetto film sul padre della bomba atomica ha sbancato al botteghino (incassando oltre 950 milioni di dollari in tutto il mondo) e ha conquistato i principali premi cinematografici (Golden Globe, Bafta, Critics' Choice Awards). Difficilmente avrà rivali. L’unico che può insidiarlo, forse? Povere creature!di Yorgos Lanthimos, Leone d’oro a Venezia. Noi adoriamo Lanthimos, regista greco sempre inusuale e corrosivo, ma non è certamente questo il suo film più riuscito: oh quanto gli piace indugiare nelle sequenze dentro il bordello, come se la liberazione femminile passasse soprattutto da lì!
Chi potrebbe scombinare i piani di Nolan, che finora non ha mai vinto un Oscar, neanche per la sceneggiatura di Memento? La zona d’interesse, così agghiacciante e bello. Questa è la nostra speranza.

Chi vincerà: Oppenheimer di Christopher Nolan
Da non sottovalutare: Povere creature! di Yorgos Lanthimos
Dovrebbe vincere: La zona d’interesse di Jonathan Glazer

Cillian Murphy nel film "Oppenheimer" (Credits: Universal Pictures)

Oscar al Miglior regista

A sfidarsi Jonathan Glazer, Yorgos Lanthimos, Christopher Nolan, Martin Scorsese e Justine Triet, quattro uomini e una donna. Il vincitore sembra più che scontato, Nolan, certo, che negli anni è riuscito ad attirarsi un’aura da venerato, amato da critica, attori, colleghi e pubblico (leggasi: incassi). La stima degli elettori dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences è decisamente dalla sua.
Ma noi invece facciamo il tifo per Glazer, indubbiamente, e per La zona d’interesse. Narrando l’amabile e serena quotidianità di Rudolf Höß e della sua famigliola, tra roseti, orto e piscina, a tre passi dal muro del campo di concentramento di Auschwitz, colpisce sia il cuore che l’occhio, narrativamente e visivamente. A livello registico è potente e sublime: terse e leggiadre le immagini, in contrasto quasi disturbante con l’orrore che si intuisce e conosce a lato. Film di suoni, tra cinguettii di uccellini e schiamazzi allegri dei bimbi, ecco le urla di sottofondo, i crepitii, pianti confusi, spari. E la musica sperimentale, inquietante.
Se non Nolan o Glazer, potrà l’Acedemy dare il suo tributo a un veterano iconico come Scorsese? Improbabile.

Chi vincerà: Christopher Nolan per Oppenheimer
Da non sottovalutare: Jonathan Glazer per La zona d’interesse
Dovrebbe vincere: Jonathan Glazer per La zona d’interesse

Oscar alla Migliore attrice protagonista

Se tutto andasse per il verso giusto, questa categoria non avrebbe rivali: Emma Stone sarebbe imbattibile, così sfrenata e dominante in Povere creature! come umana riportata alla vita, con un mondo da scoprire per la sua insaziabile fame di conoscenza.
Dopo la protesta #OscarSoWhite mossa nel 2016 da Spike Lee, però, le priorità dell’Academy sono cambiate: è più importante premiare la diversità, ora, che il talento. Badi bene: viva la diversità! Più che sacrosanto diversificare l’elettorato dell’Academy! Ma quante volte negli ultimi anni abbiamo visto sacrificati vincitori più meritevoli sull’altare del premio più giusto secondo rappresentanze etniche, sessuali, generazionali…
Potrà quindi Lily Gladstone di Killers of the Flower Moon, già prima nativa americana a vincere il Golden Globe, scippare l’Oscar ad Emma Stone, che tra l’altro vinse già la statuetta nel 2017 per La La Land?
Da tenere d’occhio Sandra Hüller, che viene da un’annata straordinaria. L’attrice tedesca, coprotagonista tra l’altro de La zona d’interesse, ha già vinto il César (gli Oscar francesi) per la sua ambigua e gelida interpretazione in Anatomia di una caduta.
Brucia l’assenza di Margot Robbie tra le candidate, divertente bambola in carne e ossa di Barbie.

Chi vincerà: Lily Gladstone per Killers of the Flower Moon
Da non sottovalutare: Sandra Hüller per Anatomia di una caduta
Dovrebbe vincere: Emma Stone per Povere creature!


Emma Stone in "Povere creature!" (Credits: The Walt Disney Company Italia)

Oscar al Miglior attore protagonista

Qui la corsa sembra a due. Cillian Murphy, fisico brillante e controverso di Oppenheimer, ha il favore dei pronostici. Ma Paul Giamatti ha recuperato terreno come burbero prof di The Holdovers - Lezioni di vita. Per l’irlandese finora in bacheca Golden Globe e Bafta; Golden Globe anche per lo statunitense.

Chi vincerà: Cillian Murphy per Oppenheimer
Da non sottovalutare: Paul Giamatti per The Holdovers - Lezioni di vita
Dovrebbe vincere: Cillian Murphy per Oppenheimer

Oscar alla Migliore attrice non protagonista

Nessun dubbio su questa categoria: Da'Vine Joy Randolph, of course. La sua performance in The Holdovers - Lezioni di vita di Alexander Payne, come cuoca di una mensa scolastica in lutto, è vitale, energica e ricca di sfumature. Intanto si è già portata a casa Golden Globe, Bafta, Critics' Choice Award, SAG Award.
Il vero dubbio semmai è un altro: ma cosa ci fa Emily Blunt candidata se in Oppenheimer compare per pochi secondi appena, facendo per lo più scena muta? Il potere dell’atomica…

Chi vincerà: Da'Vine Joy Randolph per The Holdovers - Lezioni di vita
Da non sottovalutare: Emily Blunt per Oppenheimer
Dovrebbe vincere: Da'Vine Joy Randolph per The Holdovers - Lezioni di vita


Da'Vine Joy Randolph, Paul Giamatti e Dominic Sessa in "The Holdovers - Lezioni di vita" (Credits: Universal Pictures)

Oscar al Migliore attore non protagonista

Altra categoria dall’esito abbastanza spianato, anche se con un paio di rivali belli tosti a sparger qualche insidia. Robert Downey Jr. sembra aver già il premio in tasca. I punti a suo favore: stempiato e canuto, è quasi irriconoscibile come nemesi di Robert Oppenheimer nel film di Nolan, machiavellico e ambiguo, un ruolo di peso in uno dei film più amati dell’edizione; in più, non ha mai vinto un Oscar. Pimpante e carismatico, c’è da giurare che l’ex Iron Man Downey Jr. saprà regalare un discorso di ringraziamento da risate e applausi.
I rivali più meritevoli? Mark Ruffalo, che in Povere creature! è amante prima minaccioso e fiero, quindi disperato d’amore ed esilarante, e Ryan Gosling, Ken stupidino e super comico in Barbie. Anche per loro due sarebbe il primo Oscar.

Chi vincerà: Robert Downey Jr. per Oppenheimer
Da non sottovalutare: Ryan Gosling per Barbie
Dovrebbe vincere: Mark Ruffalo per Povere creature!

Oscar al Miglior film internazionale

Ed eccoci alla categoria che sta molto a cuore all’Italia. Ha qualche chance Io capitano di Matteo Garrone, film di migrazione, patimenti e sogni, Leone d'argento alla regia a Venezia? Vista la tematica narrata, di interesse sociale e per cuori aperti, potrebbe avere qualche spazio nella bontà caramellosa dell’Academy.
Ma i film che ci hanno davvero rapito sono altri. E torna La zona d’interesse, il film britannico che non mostra niente ma fa vedere tutto, tutto l’orrore dell’Olocausto. Il sottinteso ha una potenza micidiale, più di un’atomica. Come già in Birth - Io sono Sean (2004) e in Under the Skin (2013), ma questa volta più compiutamente, Glazer sa affascinare con l’oscurità.
E poi, torreggiante, altro film davvero bello e da vedere, è Perfect days di Wim Wenders, ode alla meraviglia della quotidianità e delle piccole cose.
Meno universale, alle spalle di questi due giganti, c’è La società della nevedi Juan Antonio Bayona, la vera storia di morte e sopravvivenza al disastro aereo delle Ande: quanta forza narrativa!
Apprezzabile, ma senza possibilità di vittoria, il tedesco La sala professori.

Chi vincerà: La zona d'interesse di Jonathan Glazer (Regno Unito)
Da non sottovalutare: Perfect days di Wim Wenders (Giappone)
Dovrebbe vincere: La zona d'interesse di Jonathan Glazer (Regno Unito)

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