Marco Mengoni: l'ascolto di Parole in Circolo

Stylaz
Marco Mengoni per "Parole in Circolo"
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Marco Mengoni per "Parole in Circolo"
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Marco Mengoni
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Marco Mengoni per "Parole in Circolo"
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Marco Mengoni per "Parole in Circolo"
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Marco Mengoni

Quando è arrivato "Guerriero", il brano ci ha lasciato senza parole. Marco Mengoni ha dimostrato con una sola canzone che il gusto del grande pubblico italiano ha tanti preconcetti, ma oltre il primo strato di diffidenza, non ha limiti.

Le persone, alla fine, inseguono sempre le emozioni e quel singolo ne è un portatore sano e di robusta costituzione. Marco ha osato come nessun altro vincitore di un talent ha fatto finora, ed è questo che ci ha incantati. La più grande vittoria è stata quella di essere riuscito a portare stupore in un panorama musicale dove sembra che nulla di nuovo possa accadere.

Ora parliamo di "Parole in circolo", prima parte di un lavoro in due tempi pubblicato il 13 gennaio (la seconda parte uscirà nel corso del 2015), partendo da una constatazione. Marco è da sempre un artista dai tratti anti-convenzionali, anche nelle scelte fatte nella sua carriera, come pubblicare il suo album "#Prontoacorrere" un mese dopo la vittoria al Festival.

Una follia autorizzata che ha invece fatto prima centro e poi scuola.

È per questo che molti oggi sono rimasti interdetti di fronte al primo ascolto integrale dell'album. Perché ci si aspettava una tracklist in linea con "Guerriero", dove la parola "sperimentazione" permeasse il progetto. Invece "Parole in circolo" è un album che conserva il lavoro di identità popolare fatto su "#Prontoacorrere", facendo corrispondere il recente passato al suo presente.

La domanda che ci si pone è: se "Guerriero" fosse arrivato molto prima (un anno prima, per dire) ottenendo lo stesso successo, quanto avrebbe influito oggi nel nuovo progetto? Secondo me, molto. Ma non fate l'errore di sottovalutare questo disco. Non fate l'errore di sottovalutare Marco, soprattutto.

Il focus sui testi è primario e "Esseri Umani", nella sua semplicità, racconta un uomo nuovo: meno protetto, più nudo, diretto. Quelle emozioni che portava negli orpelli vocali dei suoi esordi (oggetto di giuste critiche) oggi arrivano in modo diverso, più maturo e comprensibile. Prima sembrava autocontrollo, oggi appare naturale.

Nelle 10 tracce dove le ballad hanno un peso specifico importante (forse per la stagione di lancio), emergono prepotenti i brani di segno diverso, come "Io ti aspetto" (scritta con Ermal Meta e Dario Faini) e in particolar modo "Ed è per questo" (scritta con Fortunato Zampaglione), due tracce in cui si nota una delle doti più interessanti di Mengoni: la capacità non comune di infondere energia e forza, con la sua visione "diversamente romantica" della vita. Dove, detta in breve, l'essere in coppia non è per forza il bene e star da soli non è per forza il male. Dove l'amore non è un sogno e basta, ma un'avventura fatta di concretezza, quando c'è.

L'impronta produttiva di Michele Canova è forte, forse anche troppo. Chi come noi ascolta tanta musica italiana in questo album ci ritrova l'ultima Giorgia e anche un po' di Francesco Renga, tutti artisti di successo prodotti di recente dal mago della musica nostrana, ma che chiaramente nella sua cifra di stile ci riporta in alcuni episodi un po' più nel suo universo e un po' meno in quello di Mengoni.

La cosa che colpisce di più in "Parole in Circolo", lo si percepisce davvero in modo omogeneo in tutto album, è la capacità di mostrarsi in tutta la sua fragilità, come forse non hai mai fatto così tanto finora ("20 Sigarette" e "Natale senza regali" per molte orecchie sono due fari in questo senso).

Mi ha colpito l'uso così ben valorizzato della sua voce in brani in tutte le sue sfaccettature come "La neve prima che cada". Mi ha emozionato la delicatezza struggente di brani come "Mai e per sempre".

Marco è forse l'unico giovane artista della scena italiana che ti dà 10 e sai già che potrà dare 100. E quando ti ha dato 100, che potrà dare mille. È esponenziale.

Per questo è gratificante sapere di non dover aspettare altri due anni per sentire sua nuova musica, alla luce di un buon album e in attesa del prossimo "episodio". La natura di questi due progetti non è l'occasione per vendere x2, ma una finestra di tempo per darci un secondo lavoro ancora più bello e coraggioso, ancora più personale.

Il lancio "Guerriero" è stato un rischio, ma oggi, con quello che ha combinato nel cuore di molti, è anche un'enorme responsabilità. Marco, chi lo conosce da tempo lo sa, è come quei supereroi che hanno dei poteri speciali che non sanno nemmeno bene di avere. Appena ne prenderà del tutto coscienza, non ce ne sarà per nessuno. 

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