Calcio nel caos, ma Gravina può vincere la partita delle riforme

Il passo indietro che ha spinto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, a sconvocare l'assemblea straordinaria che il prossimo 11 marzo avrebbe dovuto scrivere le nuove norme di funzionamento del calcio italiano è stata vissuta dai contrari come certificazione di una vittoria. Il fronte del 'No' avrebbe ottenuto un primo risultato concreto, con la cancellazione a tempo indeterminato dell'appuntamento in cui Gravina avrebbe provato a far pesare i suoi numeri andando oltre anche al dissenso. Sul tavolo le regole economiche e finanziarie per rendere sostenibile il giochino, il taglio del numero di squadre dell'ecosistema professionistico (oggi 100, davvero troppe), nuovi format per i campionati e soprattutto la cancellazione del cosiddetto diritto d'intesa, meccanismo per il quale qualsiasi cambiamento riguardi una lega deve essere accettato dalla lega stessa.

Lo scenario è in realtà più complesso e il passo indietro potrebbe essere un passo per prendere la rincorsa e portare a casa le riforme, piuttosto che la resa davanti alla difficoltà di raccogliere consenso unanime. Piuttosto che logorarsi per mesi in un confronto con ripercussioni anche a livello legale, minacciate dalla Serie A in caso di cancellazione del diritto d'intesa, perché non provare a dividere la guerra in tante battaglie e affrontarle una per volta?

L'asse con i Dilettanti rimane saldo e non è un caso che a suggerire la strategia del rinvio sia stato Giancarlo Abete. Nel comunicato che ha ufficializzato il passo indietro è stato confermato nero su bianco il via libera della componente elettoralmente più pesante alla riforma delle riforme. E Gravina ha anche incassato da tutti un generale appoggio sulle nuove norme finanziarie che entro il 2029 dovranno portare all'alleggerimento della situazione debitoria dei club attraverso un sistema di controlli e regole stringenti. Per capirci: applicate oggi renderebbero la vita difficile a molti. Per rendere operativo il nuovo sistema basterà la maggioranza semplice ed entro poche settimane Gravina passerà all'incasso.

Poi, come metà guerra vinta, si potrà aprire il fronte del taglio del numero delle squadre, dei format dei campionati e tutto il resto. Come andrà a finire è presto dirlo, ma certamente il numero uno della Figc ha numeri importanti da giocare. In Federcalcio considerano alcuni cambiamenti non rinviabili anche se dolorosi. Ad esempio, il passaggio della Serie A da 20 a 18 squadre. Le medio piccole non lo vogliono per ovvie ragioni e si sono coalizzate stoppando Juventus, Inter, Milan e Roma. Per ora hanno vinto, ma cosa accadrà dal 2025 quando nell'ormai intasato calendario internale entrerà anche il Mondiale per Club della FIFA?

Prenderanno parte alla prima edizione Inter e una tra Juventus, Napoli e Lazio (bianconeri a un passo dall'ufficializzazione). Si giocherà da metà giugno a metà luglio obbligando chi vi partecipa a concedere ferie ai calciatori fino a metà agosto e ad essere pronti a tornare in campo a metà settembre. Con la Champions League allargata (più date bloccate), la Supercoppa Italiana a quattro e in fondo alla stagione il Mondiale 2026 da celebrare. Per mettere insieme un calendario della Serie A a 20 squadre servirà il mago Houdini. Piaccia o no, la dieta potrebbe essere obbligata e non necessariamente imposta da Gravina.

TUTTE LE NOTIZIE DI CALCIO SU PANORAMA

YOU MAY ALSO LIKE