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Così la Cina dominerà l'Eurasia, la Russia resterà una potenza minore

Basta dare un'occhiata a una cartina geografica per rendersi conto che la partnership strategica tra Russia e Cina sta andando alla deriva. Mosca continua a vendere petrolio a Pechino, è vero, e i due paesi non hanno nessuna intenzione di interrompere le esercitazioni militari congiunte nel Mar Baltico e nel Mare cinese meridionale iniziate appena un paio di anni fa.

Eppure, come scrive anche il politologo americano Robert Kaplan sul New York Times, il legame tra i due giganti non è mai andato oltre la mera convenienza. Ed entrambi i paesi non si sono mai tirati indietro quando è capitata loro l'occasione di sfruttare la debolezza altrui.

La Cina avanza in Asia Centrale

Se è vero che né Russia né Cina si fidano di Europa e Stati Uniti e solo per questa ragione dovrebbero andare d'accordo, è anche vero che non si fidano nemmeno l'una dell'altra.

Per un motivo molto semplice: condividono un confine che si estende per più di 4mila chilometri, e hanno entrambe scelto l'Asia Centrale come cortile di casa. E un solo cortile, per quanto grande possa essere, non può ospitare due proprietari.

Cosa è cambiato con la Nuova Via della Seta

Se fino a un paio di anni fa la Repubblica popolare sembrava interessata soprattutto a consolidare la propria presenza nel Sudest Asiatico, da cui ha poi cercato di raggiungere l'Oceano Indiano puntando sulla strategia del "filo di perle", creando un collegamento marittimo tra Cina, Myanmar, Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka e Maldive, oggi con la Nuova Via della Seta punta ad arrivare fino al Mediterraneo via mare e fino all'Europa via terra, attraversando quindi l'Asia Centrale.

L'impatto di One Belt One Road su Mosca

Xi Jinping nel 2013 è stato molto chiaro: la Via della Seta terrestre sarebbe servita alla Cina per ricollegare l'Estremo Oriente all'Europa, passando attraverso Asia Centrale e Medio Oriente. Ovvero attraversando Kazakhstan, Kyrgystan, Turkmenistan, Kyrgyzstan, Tajikistan e Uzbekistan, senza dimenticare Iran e Turchia.

Investire massicciamente in questi paesi, però, significa minare alla radice l'influenza russa sugli stessi. E farlo in un momento in cui la Russia è economicamente in difficoltà ha fatto alzare più di un sopracciglio a Mosca. Del resto, in questo momento Vladimir Putin & co non sono affatto contenti di come vanno gli affari con la Cina.

La caduta del prezzo del petrolioha reso Pechino molto meno dipendente da Mosca, e quest'ultima non è stata affatto contenta ne' di registrare una diminuzione anche nelle esportazioni di armi verso Oriente ne' di rendersi conto che la Cina realizza ormai modelli di armi identici a quelli russi in maniera autonoma...perché li ha copiati.

Ancora, a gennaio 2018 partirà lo storico accordo con cui la Russa si è impegnata a inviare in Cina per i prossimi 30 anni niente meno che 38 miliardi di metri cubi di gas all'anno, aumentando la sua dipendenza da Pechino come mercato di sbocco. Eppure, se Mosca dovesse perdere anche il controllo delle cinque Repubbliche ex sovietiche sempre per colpa della Cina non potrà che inventarsi qualcosa per contrastare l'avanzata di Pechino in Asia.

Il ruolo dell'Europa

Vista la difficoltà dei rapporti con l'Europa, la Russia per ora non può che accontentarsi di fare il gioco della Cina. Mosca sta collaborando con Pechino perché non ha altra scelta: senza un appiglio strategico in Occidente, non le resta che "tenersi buona" la Cina e cercare di trovare un modo per continuare ad essere coinvolta nelle iniziaive che porta avanti. 

La Cina sa benissimo che la Russia ha le mani legate, eppure non sembra essere intenzionata ad approfittare di questo vantaggio per evitare di spingerla troppo verso il Vecchio Continente.

A Pechino interessa l'Iran, e in particolare il petrolio e il gas naturale di cui il paese dispone. Un rafforzamento della presenza cinese in Iran potrebbe non stare bene all'Europa, che potrebbe quindi allearsi con Mosca per evitarlo.

Ma se la Cina si muoverà a piccoli passi, conquistando Asia Centrale e Medio Oriente con infrastrutture e investimenti per lo sviluppo, ovvero con la Nuova Via della Seta, quando Russia o Europa si decideranno ad intervenire per contenerla, insieme o separate non importa, potrebbero rendersi conto un avversario ormai impossibile da contrastare. 

Per saperne di più

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