Arriva Ploom S, il nuovo dispositivo per il tabacco riscaldato

Quello dei prodotti di nuova generazione, delle evoluzioni tecnologiche alla sigaretta tradizionale, è un mercato al galoppo. In Italia valeva 350 milioni di euro nel 2016, oggi è schizzato a quota 1,86 miliardi. In questa categoria rientrano i riscaldatori di tabacco, che consentono un'esperienza simile alla sigaretta senza provocare la combustione nociva per la salute. Si tratta di un segmento quasi inesistente fino a 5 anni fa, che a livello globale potrebbe valere 18 miliardi di euro l'anno prossimo (contro i 2 miliardi del 2017) e che già raggiunge 12 milioni di consumatori su scala internazionale.

Quelli italiani avranno prestissimo un'alternativa in più tra cui scegliere: Japan Tobacco International (JTI), il secondo player nazionale con una quota di mercato del 25 per cento, ha annunciato che il suo riscaldatore di tabacco, Ploom S, è prossimo al debutto anche da noi. Sarà disponibile a partire dal 3 novembre a Palermo, Bari e Foggia, mentre il resto del territorio della Penisola verrà coperto progressivamente più avanti. I consumatori siciliani e pugliesi dei capoluoghi selezionati troveranno il prodotto in tabaccheria, in spazi speciali creati ad hoc per raccontarne e mostrarne le peculiarità, online tramite un e-commerce che sarà limitato a livello geografico.

«Si tratta per noi di una scelta molto importante. È la prima volta che ci affacciamo al tabacco riscaldato. La tecnologia sta cambiando le nostre abitudini, le migliora o le rende diverse» ha spiegato durante un evento digitale riservato alla stampa Gian Luigi Cervesato, presidente e amministratore delegato di JTI Italia. L'azienda, a livello globale, ha investito più di 2 miliardi di dollari dal 2015 a oggi per sviluppare prodotti a potenziale rischio ridotto. «Il nostro obiettivo» ha aggiunto Cervesato «è garantire la massima libertà di scelta. Sono oltre 2 milioni i consumatori italiani adulti che optano oggi per i prodotti alternativi di nuova generazione, scelti anche perché considerati potenzialmente meno dannosi rispetto al fumo di sigaretta e per il più facile utilizzo».

Giacomo Merli, direttore marketing di JTI Italia, ha invece illustrato il contenuto d'innovazione dell'oggetto piccolo e leggero, che scalda il tabacco a 235 gradi, non provocando quindi quella combustione tipica della sigaretta da cui si generano le sostanze nocive per la salute dell'uomo. Perciò è potenzialmente a rischio ridotto e, in parallelo, «è di facile utilizzo, ergonomico, al passo con i tempi. Abbina un look iconico con un gusto ricco e immediato». Nel dettaglio, con una singola carica si possono riscaldare fino a 20 stick, mentre una luce a led permette di conoscere l'autonomia residua per sapere quando è il momento di ricaricare il dispositivo (dotato di una porta Usb-C come la maggior parte degli smartphone in circolazione). Unendo due tecnologie proprietarie, è in grado di massimizzare gusto e sapore durante il consumo, senza produrre fumo e odori che potrebbero dare fastidio al suo utilizzatore e a chi gli sta intorno. Gli stick, inoltre, sono frutto dell'unione di due diverse tipologie di tabacco, una miscela che offre un'esperienza quanto più simile al fumo tradizionale.

Gian Luigi Cervesato, presidente e amministratore delegato di JTI Italia

Ploom S arriva sul mercato in tre colorazioni: Matte Black, Steel Silver e Soft Champagne. Quella di partire dalla Puglia e dalla Sicilia è una scelta simbolica: sono mercati «vivaci», per usare la definizione data da Cervesato durante l'evento.

Il presidente non dà orizzonti certi circa l'arrivo del dispositivo nel resto dello Stivale, ma garantisce il piano di espansione. Inoltre, anticipa che questa è solo la prima generazione, che altre progressivamente evolute verranno lanciate più avanti, come già avviene per smartphone, tablet e altri prodotti ad alto tasso di tecnologia, in cui Ploom S s'inserisce a pieno titolo. Senza fretta, solo quando ci sarà la certezza di una piena maturità. È il riflesso di una filosofia cara a JTI: «Dobbiamo sempre imparare e migliorare. Questo» chiosa Cervesato «è l'inizio di un lungo processo. C'è un detto nipponico che dice: "In Occidente avete l'orologio, in Giappone abbiamo il tempo"».

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