Le 10 attrici migliori del 2015

Metro-Goldwyn-Mayer Pictures/Columbia Pictures/EON Productions
9) Lèa Seydoux ("The Lobster", "Spectre")
01 Distribution
8) Margherita Buy ("Mia madre", "Io e lei")
Officine Ubu
7) Anaïs Demoustier ("Una nuova amica")
Warner Bros.
6) Reese Witherspoon ("Wild", "Fuga in tacchi a spillo")
Medusa
4) Juliette Binoche ("L'attesa")
Good Films
5) Julianne Moore ("Still Alice", " Freeheld - Amore, giustizia, uguaglianza", "Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2")
Universal Pictures
3) Alicia Vikander ("Ex_Machina", "Operazione U.N.C.L.E.", "Il sapore del successo")
Lucasfilm
2) Daisy Ridley ("Star Wars 7 - Il risveglio della Forza")
Warner Bros.
1) Charlize Theron ("Mad Max: Fury Road", "Dark Places - Nei luoghi oscuri")

Dive carismatiche e belle. Anzi, spesso bellissime. Ma soprattutto talentuose. Ecco le attrici che hanno lasciato il segno nel 2015.

10) Jessica Chastain 

Sarà sicuramente emozionante vederla diretta dall'enfante prodige canadese Xavier Dolan in The Death and Life of John F. Donovan. In attesa del 2016, quest'anno abbiamo visto la brava attrice statunitense in due piccole parti, incisive. È stata inquietante, solenne e minacciosa nella fiaba gotica Crimson Peak: può tanta bellezza essere così pericolosa? Sì! Meno affascinante ma sempre puntuale, è stata il comandante della missione Ares di Sopravvissuto - The Martian. In larghe o esigue dosi Jessica è sempre magnetica.

9) Lèa Seydoux

Spectre non ha entusiasmato, anche se a livello mondiale ha incassato oltre 838 milioni di dollari (12 milioni di euro in Italia, meno di Jurassic World e già superato da Star Wars 7). Tra le note positive del 24° film sull'agente 007 c'è la nuova Bond girl, Lèa Seydoux, che infonde alla sua Madeleine Swann una personalità complessa, dallo charme ambiguo e sfuggente. Da grandi produzioni a film d'autori, l'attrice francese è stata anche tra i protagonisti del greco The Lobster, alle prese con un personaggio alquanto diverso da quello bondiano: leader crudele dei Solitari, è stata temibile e glaciale.

8) Margherita Buy

L'attrice romana ha messo in bacheca il settimo David di Donatello come migliore attrice, vinto per Mia madre, uno dei più meritati. In tutte le sue manie e riflessioni dubbiose, nell'egocentrismo e nelle incapacità, è l'alter ego del suo regista Nanni Moretti. Nel graduale avvicinarsi alla morte della mamma ci fa sorridere o commuovere. Abbiamo visto la Buy anche come lesbica sbadata e divertente di Io e lei, accanto alla vulcanica Sabrina Ferilli: interpretazione meno degna di nota seppur quanto basta credibile.

7) Anaïs Demoustier

Francese classe 1987, è stata la bella scoperta di Una nuova amica, dove ha recitato con emotività cangiante e acume al servizio di François Ozon. Sul suo volto alla curiosa ricerca delle sue pulsioni più recondite, abbiamo vissuto lo stupore, la meraviglia e la paura di avere a che fare con una sessualità che sfugge a definizioni.  

6) Reese Witherspoon

In Wild è assoluta protagonista (per questa performance a febbraio è stata tra le candidate all'Oscar). Nella sua avventura a piedi sulle Creste del Pacifico è autoironica, smarrita, prode nella sua totale inesperienza. Wtiherspoon nel 2015 si è data anche alla commedia pura, ma dallo scarso risultato comico, come attrice e produttrice di Fuga in tacchi a spillo: provaci ancora Reese.

5) Julianne Moore

Il 2015 per Julianne Moore è l'anno del suo primo Oscar, meritato per Still Alice. Nei panni di una malata di Alzheimer, diffonde grazia e coraggio. L'abbiamo vista anche in Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2, ambigua ledaer della ribellione, e in Freeheld - Amore, giustizia, uguaglianza, storia vera di amore lesbico e battaglia per i diritti civili. La sua bravura ne esce però ammaccata: per colpa di una regia incolore, anche la sua interpretazione è bolsa e anemica.

4) Juliette Binoche

La diva francese crede nell'esordio alla regia di Piero Messina e ne L'attesa dà vita a una delle sue interpretazioni drammatiche più screziate e sensibili dopo Film Blu. Come allora affronta il dolore di una madre, si immerge completamente nel sentimento che attanaglia e divora, nella perdita che toglie il respiro e spinge alla fuga dalla realtà.

3) Alicia Vikander

Il 2015 è stato l'anno della sua definitiva affermazione. Se il suo nome vi è ancora nuovo, presto non lo sarà più: in The Danish girl, film presentato alla Mostra del cinema di Venezia ma che arriverà nelle sale italiane a febbraio 2016, brilla di energia e carisma. Gli Oscar parleranno probabilmente di lei, come già hanno fatto i Golden Globe, in cui l'attrice svedese è stata nominata sia come migliore attrice (per The Danish girl) sia come attrice non protagonista per Ex_Machina, seducente sci-fi in cui appare scaltra, sottile e affascinante come androide Ava. L'abbiamo anche vista spia e donna d'azione in Operazione U.N.C.L.E., mentre è stata troppo breve la sua apparizione nell'insapore Il sapore del successo. Nuovo volto per Louis Vuitton, da fine 2014 è fidanzata a Michael Fassbender. Probabilmente non si può chiedere di più a dodici semplici mesi.

2) Daisy Ridley

Da quasi sconosciuta a nuova stella del cinema. Attrice inglese ventitreenne, Daisy Ridley è Rey, protagonista dell'evento cinematografico dell'anno, Star Wars 7 - Il risveglio della Forza. Non era facile caricarsi le innumerevoli aspettative sulle spalle e regalare alla saga fantascientifica cult un nuovo personaggio da ricordare (che non era facile lo ha dimostrato il collega Adam Driver, giovane e capace attore eppure asfittico come nuovo cattivo). Lei ci è riuscita, in grinta, fragilità, intelligenza. 

1) Charlize Theron

Mad Max: Fury Road è tra i film più belli del 2015. Oltre che al genio sfrenato del creatore della saga George Miller, gran parte del merito va non tanto al nuovo "Mad Max", Tom Hardy, ma a lei, Charlize Theron. La sua Imperatrice Furiosa buca lo schermo, ammanetta la concentrazione. L'attrice di origini sudafricane è stata protagonista anche di Dark Places - Nei luoghi oscuri, thriller dimenticabile ma certamente non per colpa sua. Lei, ancora una volta, nel suo malessere cinico, ha rapito gli sguardi.

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