La Germania finanzierà la consegna di cinque veicoli da combattimento per la fanteria di tipo Lynx Kf-41 all’Ucraina, dando così esecuzione al contratto firmato con Kiev nel dicembre scorso. Lo ha comunicato il costruttore Rheinmetall, specificando che le prime unità partiranno entro la fine del mese o al massimo ai primi di febbraio. Il contratto, del valore di circa due milioni di euro, porta all’Ucraina i primi esemplari di mezzi corazzati di nuova generazione, equipaggiati con una torretta Lance per due persone e configurati specificamente per i requisiti delle Forze Armate della nazione in guerra con la Russia.
La scelta di Kiev dopo due anni di valutazioni
Kiev aveva scelto i Lynx dopo una selezione durata quasi due anni, poiché il primo esemplare di prova era stato consegnato all’Esercito nel novembre 2024 proprio per lo scopo di valutazione. La consegna segna il secondo operatore di Kf-41 dopo l’Ungheria, che aveva ricevuto i nuovi carri a dicembre. Questi ultimi, però, sono stati costruiti nello stabilimento di Szeged gestito da Rheinmetall, con personale ungherese. La medesima operazione sarà fatta una volta finito l’attuale conflitto, aprendo alla produzione Rheinmetall in territorio ucraino insieme a quella di veicoli Fuchs e Panther, simili a un modello implementato in Algeria.
Caratteristiche tecniche del Lynx Kf-41
Il Lynx Kf-41 è un veicolo combattimento per la fanteria progettato per competere con piattaforme come l’americano Bradley e lo svedese Cv-90. Esso offre protezione, mobilità e potenza di fuoco migliorate rispetto ai vecchi modelli, nonché la possibilità di installare sistemi elettronici che oggi sono il cuore degli equipaggiamenti militari. Il suo motore è un diesel Liebherr D976 I-6 da 18.000 cc che eroga da 750 a 1.140 cavalli a seconda della versione, scaricando tali potenze sulla trasmissione automatica Renk Hswl 256.
Autonomia, velocità e struttura modulare
Le sospensioni sono a bracci oscillanti con barre di torsione e ammortizzatori. I due serbatoi di bordo contengono poco più di 700 litri che permettono un’autonomia operativa di 500 km e una velocità massima che arriva a 70 km/h. Viene definito un mezzo modulare, ovvero composto da un unico telaio sul quale è installabile un equipaggiamento variabile, molto efficiente dal punto di vista della robustezza agli attacchi con razzi e missili Rpg (portatili a spalle), nonché da impatti con proiettili Heat (anticarro e altamente esplodenti), oltre ad avere capacità anti-drone.
Punti di forza e limiti del sistema
I suoi punti di forza includono la flessibilità per diversi ruoli (trasporto truppe, antiaereo, supporto), mentre i suoi lati negativi sono i costi più alti rispetto ai concorrenti e la complessità. Secondo il progetto può montare diverse torrette con cannone da 30 o da 50 millimetri e missili, ospitare lanciatori di missili anticarro. Tutte caratteristiche che alzano la complessità della costruzione e quindi il costo finale, fatto per il quale, nonostante l’interesse, il Kf-41 è quindi un sistema relativamente nuovo, del quale il primo cliente è stata proprio l’Ungheria nel 2020, quindi la sua performance a lungo termine sul campo è ancora da dimostrare su larga scala, sebbene sia promettente.
Il test operativo sul campo
Il collaudo sul campo di battaglia sarà quindi essenziale, non tanto per le prestazioni quanto per valutarlo in azioni operative in una configurazione particolarmente studiata per il territorio europeo. Oltre alle minacce rappresentate da droni e artiglieria, tali mezzi potranno vedersela con i carri armati che i russi stanno utilizzando, principalmente modelli di progettazione sovietica ma modernizzati come i T-72B e B3, i più moderni T-80 e alcune unità di T-90M recentemente entrate in servizio. Tuttavia, l’Esercito russo sta utilizzando anche obsoleti T-58 risalenti alla fine degli anni Cinquanta per poter compensare rapidamente le perdite, talvolta trasformandoli in veicoli a controllo remoto.
Gli aiuti tedeschi all’Ucraina
Dal 2022 le forniture militari all’Ucraina hanno portato la Germania a essere la seconda nazione per volumi consegnati dopo gli Stati Uniti. Al 31 ottobre 2025 Berlino aveva fornito quasi venti miliardi di euro in aiuti militari, ai quali sono stati aggiunti ulteriori cinque miliardi di euro in prodotti e servizi di assistenza finanziaria e umanitaria.
Il ruolo dell’Italia nel programma
L’Italia, tramite la Joint Venture Lrmv (Leonardo e Rheinmetall), gestirà lo sviluppo e la produzione in Italia degli esemplari destinati al nostro Esercito presso gli stabilimenti di La Spezia (ex Oto Melara, oggi Leonardo). Il nostro obiettivo è sostituire gradualmente i mezzi corazzati Dardo e modernizzare l’intera componente cingolata entro il 2040 con un programma che in totale prevede oltre mille veicoli.
