Andrea Costantino
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Politica

Costantino: «Ecco come mi hanno liberato dalla prigionia ad Abu Dhabi»

Dopo oltre due anni, l'imprenditore Andrea Costantino, è rientrato stamani da Abu Dhabi dove era ostaggio «per motivi politici». A Panorama ha raccontato la sua storia

C’eravamo sentiti martedì 20 dicembre. Andrea Costantino era depresso: «Spero di tornare, ma non so quando anche se ormai sono al limite. Da due anni mi tengono in ostaggio qui ad Abu Dhabi per ragioni politiche, so che Matteo Salvini sta cercando di riportarmi a casa. Ho chiesto il miracolo di Natale, ma non ci spero».

Il resto lo raccontiamo nell’intervista che comparirà sul numero di Panorama di mercoledì 28 dicembre in edicola per conoscere la storia di questo ostaggio dimenticato. Una vicenda che si porta dietro moltissimi interrogativi e però ha una sola, felicissima certezza: Andrea Costantino, 50 anni, uno dei più dinamici trader di petrolio e gas, è da stamani di nuovo a Milano, è da stamani un uomo libero! La sua storia rischiava di finire nell’oblio. E’ cominciata con un processo senza fondamento giuridico. Le autorità degli Emirati Arabi Uniti lo accusavano di terrorismo perché aveva spedito un carico di greggio, autorizzato dagli stessi Emirati, in Yemen come aiuto umanitario. E’ seguito più di un anno di carcere in mezzo ai topi, poi una sorta di limbo. Dopo la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Abu Dhabi Costantino è stato scarcerato e si è rifugiato in uno sgabuzzino dell’ambasciata italiana, ma non aveva passaporto. Lo hanno infine condannato a una multa che però non poteva pagare lui, gli Emirati pretendevano un pagamento dallo Stato italiano. «Ho capito in quel momento di essere un ostaggio politico» - racconta ora – «e sapevo che senza un intervento politico non sarei mai più tornato». Si è messa in moto la macchina del sostegno, attraverso Radio Libertà sono stati lanciati appelli, è cominciato uno sciopero della fame, è partita una petizione.

Il direttore di Radio Libertà Giulio Cainarca e il reporter Antonio D’Anna hanno iniziato collegamenti giornalieri con il «tugurio» dove viveva Andrea fino a ieri sera. Così la Lega si è convinta a passare all’azione. «Avevo chiesto al nostro ambasciatore il regalo di Natale. Il dottor Lorenzo Fanara mi ha detto: "ci proviamo, ma no ti prometto nulla". Lo so gli ho risposto. Eppure Cainarca e D’Anna mi dicevano che si stava studiando una soluzione, ma non pensavo che ci riuscissero. Quando ci siamo sentiti martedì – mi confida adesso quasi tra le lacrime Andrea Costantino – ero convinto che ci sarebbero voluti mesi». Invece tutto si è sbloccato in pochissimo tempo. Matteo Salvini è riuscito insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a trovare un modo per pagare la famosa multa da un milione di dirham attraverso lo Stato che era condizione esiziale per la liberazione dell’ostaggio. E’ un prestito che l’Italia fa a Costantino che contrare un mutuo con lo Stato, ma il bonifico per gli Emirati parte dall’Italia.

«Devo dirti che voi di Panorama mi avete portato fortuna. Avevo perso le speranze nonostante avessi chiesto all’ambasciatore che stava intervenendo alla conferenza dei nostri diplomatici il regalo di Natale. Ieri sera invece il dottor Fanara che è stato straordinario è venuto a bussare al mio rifugio insieme alla moglie; avevano tre bicchieri di vino. Mi hanno detto: Andrea brindiamo, sei libero. E’ arrivato il tuo passaporto, prendi il primo volo e torna a Milano».

Dunque nessun Falcon della Repubblica?

Ma lo sapevo che non ci sarebbe stato nessun Falcon: io sono un ostaggio di serie B. Sono bianco, cattolico, non sono di sinistra in più sono un imprenditore mica faccio notizia. Di me i giornaloni, le televisioni non hanno dato notizia. Quando l’allora ministro degli Esteri Luigi Di Maio è venuto a Doha per l’Expo mica si è interessato a me. Di me non si sono occupati nessuno degli alti papaveri della Farnesina e del «cerchio magico» Paolo Gentiloni-Elisabetta Belloni-Federica Mogherini. Fortuna che se ne è data pena la Lega. Ma ora non m’importa più nulla. Avrò modo di riflettere e peraltro a voi di Panorama ho già detto molto. Alle 3 e 30 di stanotte ho preso il primo aereo per Malpensa e alle 7 sono atterrato.

La prima cosa che ha fatto?

Lo confesso: ho pianto quando ho visto le luci di Malpensa. E poi c’erano ad aspettarmi all’uscita come se stessi tornando da un viaggio qualsiasi Stefania la mia compagna e Bibola, la mia Agata che ha 5 anni e non la vedevo da oltre due. Mi hanno stretto forte e Bibola – sarebbe Agata - non mi lascia un minuto! Questa è la vita. E’ il più straordinario regalo di Natale che mi si potesse fare. Ringrazio Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, ringrazio i ragazzi di Radio Libertà e voi di Panorama.

Ma è stata una liberazione improvvisa?

Sì, assolutamente. Credo come succede nei sequestri di persona. So che c’è stato un intoppo nel versamento del milione di dirham perché era a nome mio e la banca che mi ha bloccato tutti i conti voleva trattenerlo. Poi quelli degli Emirati non sapevano su che conto versare i soldi perché non si aspettavano che il bonifico arrivasse, come loro avevano chiesto, dallo Stato italiano. So che il dottor Fanara ha parlato con tutti e per due notti di fila per rassicurare, per accelerare i permessi. Insomma è stato un grande alla fine è venuto con quel bicchiere di vino che profumava di libertà.

E ora?

Ora è festa, stasera ho tanti amici a cena, domani facciamo il pranzo di Natale; mi ha detto che passa anche il ministro Matteo Salvini a salutarmi. E poi rimetterò insieme i cocci. Mi godo gli abbraccioni della Bibola, il sorriso di Stefania. Ripenserò a questa storia, magari leggendo mercoledì Panorama. Ma avremo modo di riparlarne. Per ora, Buon Natale!.

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