(Alessandro Sgarito)
Viaggi

Il turismo nelle Langhe ripartirà all'insegna della sicurezza e della reputazione

Torneremo tra le colline piemontesi Patrimonio dell'UNESCO, per 'assaporare' un territorio d'eccellenze enogastronomiche, intriso di storia, cultura e tradizioni, plasmato da paesaggi incantevoli

"Langhe Monferrato Roero The Home of Buonvivere". Un nuovo claim per riscoprire un territorio ricco e variegato, dichiarato Patrimonio Mondiale dall'UNESCO, che si snoda nelle province di Cuneo e di Asti. Sede della Fiera Internazionale del Tartufo bianco d'Alba e patria di ottimi vini, oggi si prepara ad accogliere i visitatori non appena sarà superata l'emergenza Coronavirus. Ne abbiamo parlato con Mauro Carbone, direttore dell'Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero e destination manager delle colline piemontesi a Sud del Po.

Quale responsabilità ha in questo momento?

Nelle ultime settimane il ruolo della nostra Agenzia è profondamente cambiato. Da soggetto fulcro del sistema promozionale del territorio di competenza, siamo diventati l'ente di riferimento per la gestione e il superamento della crisi del mercato turistico dovuta al Covid-19. Stiamo attivando innanzitutto azioni di monitoraggio del mercato per capire gli sviluppi: in termini di tempo ma anche di modalità. Dobbiamo fornire informazioni repentine e molto affidabili a tutta la filiera riguardo l'evoluzione del mercato e le nuove possibilità di business al termine dell'emergenza.

Qual era in termini di percentuali il trend del turismo in Langhe, Roero, Monferrato ed Asti in questo inizio di 2020? Che servizio state offrendo ai turisti per supportarli?

Abbiamo chiuso la stagione 2019 con numeri molto positivi. Pubblico sempre più variegato per provenienza, visitatori molto interessati a fare esperienze legate al mondo del food and wine ma anche del paesaggio vitivinicolo, offerta in costante ascesa sia quantitativa che qualitativa. Era la fotografia di una domanda molto motivata da un'offerta esclusiva e ricercata, con una forte attenzione ai valori del territorio. Quello stesso pubblico sta ora dimostrando grande affetto verso la destinazione. È ben evidente che nel breve periodo possiamo raccogliere solo cancellazioni, ma l'attesa per l'autunno rimane. Siamo molto attenti nell'osservare l'andamento della crisi per invitare il nostro a riprogrammare una vacanza da noi, sapendo bene dai feedback che raccogliamo che abbiamo molti viaggiatori potenziali pronti a partire quando sarà possibile.

Quali iniziative avete studiato per raccontare il territorio per stimolare l'interesse quando si potrà tornare a viaggiare?

Tutto dipende dalla stagione in cui ci saranno le prime possibilità di viaggio. Ma abbiamo almeno due idee ben chiare. La prima riguarda il nuovo claim su cui si baseranno tutte le nostre azioni: Langhe Monferrato Roero The Home of Buonvivere. Vogliamo trasmettere con ogni mezzo che questa è una destinazione ad alta qualità della vita, dove lo stile si fonde con la tradizione italiana. La seconda è l'esclusività del territorio. I grandi vini e il tartufo hanno qui una forza esperienziale che non si può trovare in nessun altro luogo. Le degustazioni nelle cantine con i produttori, i ristoranti sempre più di ualità, il tartufo che è sempre più vicino a ottenere il risonoscimento dell'Unesco per il patrimonio culturale che rappresenta sono i cardini di un'offerta da cui ripartire per portare qui taste lover da tutto il mondo

Il Turismo, sia come incoming sia come outgoing, è tra i settori più colpiti da questa emergenza: cosa è mancato al sistema Italia a suo avviso per fronteggiare tempestivamente l'emergenza? Quali sono a suo avviso gli interventi efficaci che potrebbero fare per supportarvi nella fase di rilancio e ora per tener vivo il territorio?

Il turismo è incompatibile con il clima di insicurezza che si crea in un periodo di pandemia. Qualche scivolone di comunicazione è stato evidente, ma per come si sono evoluti i fatti di carattere sanitario a livello mondiale, non credo si sarebbe potuto fare qualcosa per salvare la situazione. Ora servono almeno tre azioni. Innanzitutto alla riapertura del mercato le imprese turistiche devono ancora esistere. Quindi hanno bisogno di liquidità: il cash flow naturale del settore si è arrestato bruscamente e totalmente. Servono soldi freschi per mantenere vive le imprese. Seconda necessità: avere informazioni. Le istituzioni devono garantire un monitoraggio dei mercati molto puntuale e un conseguente flusso informativo. Ogni imprenditore deve sapere in tempo reale quale mercato sta ripartendo, con quali modalità, quale sentiment si percepisce. Infine, la promozione. Dobbiamo tutti insieme trovare gli strumenti e le risorse per attivare la macchina del tempo del percepito. Dobbiamo tornare a essere la meta sognata e desiderata come un'oasi di serenità e piacevolezza della vita che eravamo fino a poche settimane fa.

Quali importanti attività di promozione avevate in programma?

Avevamo un programma molto fitto. Ad iniziare dalla presenza in Germania, Regno Unito e Stati Uniti per lanciare il cicloturismo in abbinamento con il passaggio del Giro d'Italia sul nostro territorio, fino alla presentazione degli eventi enogastronomici autunnali in almeno dieci capitali in tutto il mondo. Ripartiremo a lavorare su quei mercati, appena sarà possibile tornare a volare.

Se il domani fosse già oggi, quale sarebbe il tuo primo passo per rilanciare il brand Italia?

Lavorerei sul recupero della reputazione. Bisogna innanzitutto trasmettere sicurezza: lo farei portando qui da noi molti influencer che testimonino la fine della crisi e il ritorno alla normalità. Ovviamente a crisi superata. E poi dobbiamo avere la possibilità di recuperare mercato molto rapidamente per dare fiato alle imprese. Quindi risorse e idee per incidere in modo molto verticale sui bacini turistici di ogni area, con azioni molto mirate e ad alta efficacia

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