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Italia

Bicicletta, gli itinerari per una pedalata d’autunno in Italia

Con il caldo che sfuma e la pioggia non esagerata, ottobre è il mese ideale per una gita sui pedali. Sia per poche ore, sia seguendo itinerari di qualche giorno. Da Nord a Sud lo Stivale abbonda di percorsi scenografici e ben segnalati, da coprire con le proprie forze. O la spinta di un motore elettrico

Di vento ce n'è, assieme alla promessa che avvolge ogni curva, pronta a rivelare qualche altro paesaggio. La fatica c'è pure, potente oppure sfumata, la scelta rimane libera: spingere sui pedali o lasciare il grosso del lavoro al motore elettrico. Che sia in e-bike, mountain bike, una qualsiasi scassata recuperata in cantina, una sportiva fiammante noleggiata in negozio (ce ne sono in tutta la Penisola), fa lo stesso. Conta il piacere di una gita in bicicletta, esplorazione accelerata, viaggio in movimento con un doppio privilegio: coprire in meno tempo distanze maggiori, impensabili con una camminata; avere accesso a sentieri, lingue d'asfalto, sterrati, spazi proibiti a un'automobile. In epoca Covid, peraltro, il mezzo aiuta a mantenere le distanze, non solo per paura del virus, anche per il buon senso della prudenza, per il timore, più che del fiato, delle sbandate altrui. E l'autunno è la stagione perfetta per partire: il caldo sfuma, la pioggia non esagera, il gelo non punge nemmeno dopo il tramonto.

Dal Nord al Sud l'Italia abbonda di piste panoramiche, strade provinciali con le due ruote come habitué, percorsi di periferia che non si limitano a portare a una destinazione. Sono, essi stessi, già una meta. Lambiscono montagne, sfiorano coste e corsi d'acqua, toccano la storia, raccontano storie. Le proposte non si contano in ogni regione, isole comprese. Un'ottima bussola di questa gigantesca ragnatela pedalabile è il sito Bikeitalia.it, che per ogni itinerario evidenza lunghezza, grado di difficoltà, spesso con altimetrie, mappe, spigolature tecniche.

Benvenuti nei territori della «low touch economy», economia che pone come capisaldi salute, sicurezza, spostamenti a corto raggio. Valori sottolineati anche dall'ultimo rapporto Isnart-Unioncamere e Legambiente, che ha registrato 20,5 milioni di pernottamenti di cicloturisti italiani nel 2019 e stima, per il 2020, una crescita possibile fino a 25,9 milioni, con un aumento del 26 per cento «considerando anche i brevi soggiorni autunnali (due/tre giorni)» come si legge nello studio. La spesa media a persona è invece di circa 75 euro, segno che il fenomeno oltre a essere low touch è pure low cost, alla portata di chi vuole spalmare l'esperienza su più tappe, dunque deve trovare un posto per dormire e ricaricare le proprie batterie (o quella dell'e-bike). Per riuscirci, un buon riferimento è il sito Italybikehotels.it, che raccoglie strutture molto ben disposte ad accogliere ciclisti. Indica pure qual è la stagionalità più adatta per visitare in sella le principali località nei paraggi. La buona notizia è che a ottobre si può andare pressoché ovunque.

Lo Stivale, d'altronde, è un compendio di bellezze: «Pochi Paesi possono competere con l'Italia quanto ad attrattive, prima al mondo com'è per numero di siti Unesco, ben 55» ricorda Giorgio Palmucci, presidente di Enit, l'Agenzia nazionale del turismo. Che ha stilato il profilo del cicloturista tipo: «Si tratta» dice Palmucci «di un adulto tra i 40 e i 50 anni con un livello educativo e reddituale medio-alto. A scegliere il senso di libertà della bici sono soprattutto donne e coppie».

Fin qui, un approccio più amatoriale al fenomeno, da strizzare in un tempo corto. Se però ci si prende gusto, è giusto ricordare che esistono percorsi lunghi, classici, diffusi in molti territori. Un Grand Tour da fare su due ruote. È la stessa Enit a ricordare alcuni tra i principali: la Ciclopista del sole, che ha diverse varianti ma di fatto mantiene l'ambizione di abbracciare l'intero suolo nazionale, come se fosse un unico corridoio da percorrere in sella. La Ciclovia dei Borboni, che va da Bari a Napoli (o viceversa) attraverso Puglia, Basilicata, Campania: da un mare all'altro, quasi la risposta tricolore all'avventura coast to coast americana. Certo, servono tempo, passione, preparazione atletica. Come per coprire tutta la via Francigena, la cui storia torna indietro fino al Medioevo, alle rotte dei pellegrini: da Canterbury, in Inghilterra, arriva fino a Roma passando per la Francia e la Svizzera. Sfiora i 2 mila chilometri, è mediamente ben segnalata, per vari tratti si biforca per alternative, procede per bivi: da una parte chi cammina, dall'altra chi pedala. Da qui il cicloturista, da lì il pedone. Comunque anime erranti, una delle due con il vantaggio di poter cambiare marcia, accelerare, andare incontro all'aria che si muove, sentirsi addosso il senso fisico, magnifico, di essere in viaggio.

Quattro idee di itinerari in giro per l'Italia

SARDEGNA

Da Alghero fino a Porto Torres, costeggiando la spettacolare area a Nord Ovest dell'isola. Obbligatoria una sosta per un tuffo fuori stagione.

TRENTINO

Le proposte nella regione sono tantissime. Imperdibile la ciclabile delle Dolomiti, da Dobbiaco a Calalzo di Cadore, passando per Cortina.

LOMBARDIA

Il sentiero Valtellina, lungo il fiume Adda, vanta 40 soste attrezzate e 7 punti noleggio delle bici. Va da Colico, sul lago di Como, a Bormio.

LIGURIA

La ciclabile dei fiori non poteva non passare da Sanremo. Va da Ospedaletti a San Lorenzo al Mare, rimanendo in provincia di Imperia.

4 app essenziali per un viaggio su 2 ruote

Bikemap. Mappe, anche con una chiave social: si possono segnalare agli altri ciclisti ostacoli e pericoli lungo il percorso.

Naviki. Amata dai ciclisti per la presenza delle istruzioni vocali che consentono di orientarsi senza perdere di vista il panorama.

Komoot. Promette di far trovare la strada giusta dappertutto, anche su sentieri di montagna o su sterrati poco battuti in mezzo alla natura.

Strava. Il programma di riferimento per monitorare i percorsi pedalati, misurare le proprie prestazioni, condividerle sui social network.

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