Tecnologia

Aeroporti: al via il riconoscimento facciale

Ecco come funziona il nuovo metodo di riconoscimento dei passeggeri che aumenterà sicurezza e rapidità delle operazioni negli scali. Si comincia a Linate

All'inizio quella del Face Boarding, il riconoscimento facciale eseguito per imbarcarsi su un volo, sarà una rivoluzione soft, di quelle novità che all'inizio, cioè dal 12 febbraio scorso, coinvolgeranno soltanto i viaggiatori delle fasce alte che voleranno da Milano Linate verso Roma Fiumicino con Alitalia. E non avrà altro scopo se non quello di rendere meno stressante il tempo tra l'arrivo in aeroporto e l'imbarco sull'aeromobile, che all'inizio si ridurrà di circa 10 minuti, mentre in futuro, sempre se non avremo bagagli con noi, anche fino alla mezz'ora. Ma è certo che entro un quinquennio, se non prima, quella che oggi è una sperimentazione diverrà prassi comune per tutti i passeggeri.

Tecnicamente il riconoscimento dei dati biometrici in Italia fu utilizzato già qualche anno fa all'aeroporto Marco Polo di Venezia per questioni di sicurezza (si era in piena lotta contro Al Qaeda), invece in quanto a usarlo per regolare gli imbarchi, l'Enrico Forlanini è il primo aeroporto italiano a dotarsene, seppur in via sperimentale fino a fine anno, seguito dopo qualche giorno da Fiumicino. Una tecnologia che invece negli Usa è in Asia è diffusa, al punto da essere offerta come servizio a pagamento per l'imbarco rapido anche da società private. A Linate invece, Sea e Alitalia lo hanno reso funzionante con registrazione su base volontaria e gratuita, lasciando ad ogni singolo passeggero la scelta se registrarsi per un solo volo, oppure se far conservare al sistema i suoi dati biometrici per un intero anno.

Riconoscimento facciale: come funziona



Per cominciare è necessario presentarsi davanti ai totem digitale della postazione e far fare dalla macchina sia la scansione della carta di imbarco, sia quella del passaporto elettronico o della carta di identità in formato digitale del passeggero. Contemporaneamente la videocamera del Face Boarding esegue la scansione del volto e conferma l'identità della persona. Un secondo controllo, senza più registrazione né esibizione dei documenti personali, avviene prima dei controlli di sicurezza, e una terza e ultima verrà fatta al gate di imbarco senza più dover mostrare alcunché se non guardare la videocamera.

Diciamo subito che tentare di travestirsi non funziona: i dati biometrici vengono elaborati tenendo in considerazione caratteristiche inalterabili del volto, dunque la presenza di occhiali oppure di un copricapo, di barba o baffi non mette in crisi il sistema. Al momento la maggiore comodità per il passeggero, che potrà fare i controlli con molta più rapidità e comodità, non ha altri fini né risvolti: il servizio attivato all'aeroporto Forlanini è stato possibile anche grazie alla cooperazione con l'ente Nazionale Aviazione Civile e con la Polizia di Stato, che però non sono entità coinvolte nella gestione dei dati personali. Questi, e soprattutto quelli del volto, vengono usati soltanto per creare il modello biometrico necessario per riconoscere la persona ai controlli successivi al primo, mentre quelli del passaporto o del documento di identità possono essere tenuti in memoria dal sistema in forma crittografata e non leggibile a terzi, fino al 31 dicembre 2020, soltanto se il passeggero ne ha dato esplicito assenso. In caso contrario dopo 24 ore vengono cancellati i dati personali, e dopo 48 ore anche quelli relativi alla carta di imbarco.

A Milano ogni passeggero potrà revocare o modificare i consensi dati in qualsiasi momento, una richiesta al responsabile della protezione dei dati personali (in questo caso privacy@seamilano.eu) oppure attraverso la posta ordinaria all'indirizzo indicato sul sito web della SEA e dedicato al Face Boarding. Rimane comunque sempre possibile eseguire le operazioni in modo tradizionale, come pure essere assistiti da un operatore qualora si dovesse riscontrare un problema.

Ogni volto, un'equazione matematica



Per capire come funziona possiamo usare un paragone: provando a riconoscere le persone da una determinata quantità di fotografie, saremo portati a identificarle non soltanto dalla forma del viso, dal colore degli occhi e dai lineamenti, ma anche da come questi dettagli si incontrano tra loro all'interno dei volti stessi. Ma se al posto di farlo lentamente e con il rischio di dimenticarci qualcuno, a eseguire questo processo è una macchina dalla memoria infallibile e dalla velocità decine di migliaia di volte superiore alla nostra, allora ecco che la possibilità di errore scende. Presentandosi inannzi allo scanner del volto sarà scattata una foto oppure un breve video. Gli algoritmi del riconoscimento facciale analizzano il viso del soggetto e in particolare la sua geometria, ovvero la distanza tra gli occhi, quella tra la fronte e il mento e algtri ancora, creando una settantina di punti fondamentali, una vera e propria firma del volto fatta di segmenti che uniscono queste posizioni. Come tutte le figure geometriche anche questa sarà traducibile in una equazione unica, seppure simile a milioni di altre. A questi connotati numerici possono quindi essere associate caratteristiche come il colore della pelle o la postura innanzi alla videocamera. Più si utilizza il sistema più questo diventerà ricco di dati da processare e quindi migliorerà le sue prestazioni. Ingannarlo sarà dunque sempre più complicato, perché nel dubbio il riconoscimento facciale si bloccherebbe e lascerebbe il campo a un controllo tradizionale. Ovviamente se il primo utilizzo di una nuova macchina per rilevamento dei dati biometrici avviene in una nazione piuttosto che in un'altra, il "tipo" di fisionomia memorizzata, almeno inizialmente, tenderà a un determinato aspetto piuttosto che a un altro. Dunque un aeroporto intercontinentale è proprio il tipo di ambiente idoneo a far sì che la macchina impari più velocemente possibile. Le implicazioni e le applicazioni sono parecchie: da un lato la privacy del passeggero deve essere tutelata il più possibile da eventuali possibilità di diffusione del modello matematico associato, dall'altra in caso di ricerche da parte delle autorità poterla condividere renderebbe immediati i riscontri e il ritrovamento sarebbe molto più rapido di quanto non lo sia attualmente. La preoccupazione più grande riguarda quindi la sicurezza cibernetica e l'accesso ai database, garanzie che alzano il valore delle tecnologie ad esse associate.

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