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Bang & Olufsen
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Tecnologia

Otto nuovi oggetti per sentire meglio la musica

Cuffie che personalizzano il suono alle nostre orecchie, soundbar con casse staccabili, diffusori evoluti e di design. Il meglio da ascoltare

All'apparenza, a livello estetico, sembrano la vecchia copia di sé stessi: la prossima generazione di cuffie, auricolari, diffusori e dintorni, non vivranno stravolgimenti sul piano del design. Non cambieranno forma. In compenso, nella sostanza, saranno parecchio differenti.

È in arrivo una metamorfosi nel sentire, una trasformazione che coincide con una personalizzazione: come gli occhi di ciascuno di noi vedono in maniera diversa, le impronte digitali non si equivalgono mai, anche le orecchie non sono tutte uguali. E la tecnologia destinata al pubblico di massa, non solo agli audiofili, è pronta a tenerne conto. A offrire oggetti intelligenti, a prezzi accessibili, che si adeguano all'udito di chi li indossa.

JBL

Le cuffie Club, oltre ad adattarsi alla capacità d'ascolto di chi le sta usando, attraverso i loro microfoni captano l'audio nei dintorni 50 mila volte al secondo e cancellano il rumore in base all'ambiente in cui si trovano.

«Al termine di ricerche durate anni, abbiamo misurato quanto fattori come l'età, il sesso, la sensibilità delle orecchie possano influenzare come il nostro cervello riesce a percepire la musica» racconta a Panorama Damon Johnson, responsabile globale della categoria cuffie di Harman. La multinazionale proprietaria del marchio JBL lancerà prossimamente le Club, cuffie con la versatilità di serie. Il loro modo di suonare sarà il risultato di un rapido sondaggio sulle nostre preferenze sonore, più un veloce test acustico. Si fa tutto sullo smartphone, poi i dati vengono trasmessi al prodotto per calibrarne la resa. E le impostazioni non restano memorizzate per sempre, anzi la marcia indietro è garantita: «Il test» chiarisce Johnson «può essere ripetuto in qualsiasi momento, da chiunque». Così potremo prestarle a un amico o a un familiare, che con pochi passaggi avrà a disposizione a sua volta il suo audio su misura.

Ci abitueremo alla novità, la troveremo normale: siamo abituati a provare le scarpe o i vestiti per scovare la taglia che ci sta a pennello, lo stesso faremo prima di tuffarci nelle note. L'avanguardia diventerà tendenza: lo crede pure un altro produttore, Jabra. I suoi auricolari per lo sport, gli Elite Active 75t, oltre a resistere a sudori e strapazzi, in primavera potranno essere tarati prima dell'uso. Si parte da una rapida procedura, che Panorama ha sperimentato in anteprima: basta metterli, lanciare la loro applicazione, toccare lo schermo del telefono non appena si percepisce un rumore. Prima nell'orecchio destro, poi in quello sinistro, per carpirne le caratteristiche specifiche. È un controllo a tratti simile a quello che fa l'otorino nel suo studio per misurare l'udito, rubato o meglio allargato all'ottimizzazione delle cuffie.

Nel frattempo, gli effetti speciali nel pianeta dell'audio si estendono agli altri suoi luoghi naturali di consumo. In salotto, la soundbar si è fatta furba, ai confini dell'onniscienza: grazie alla tecnologia «AI Room Calibration», per esempio, i prossimi modelli di LG saranno in grado di adattare automaticamente il suono in base all'ambiente in cui li avremo installati.

Intanto, a bordo delle auto, l'audio è destinato a diventare atletico, flessibile: la radio o il volume di una canzone si abbassano non appena qualcuno nell'abitacolo incomincia a parlare, torna ad alzarsi a chiacchiere finite. È di nuovo su misura, stavolta di qualsiasi conversazione. All'occorrenza, una vettura avrà modo di svelare il suo lato tamarro: se è elettrica, lo speaker esterno utilizzato per avvertire i pedoni della sua presenza, potrà essere usato per sparare note nell'aria. Per esempio, per accendere un po' d'atmosfera davanti una spiaggia al tramonto. È proprio vero che la musica è cambiata.

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