Isee, Assegno Unico, medici, carta d’identità, tessera elettorale. Incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini le misure del decreto Pnrr, approvato in via definitiva dal Senato, L’obiettivo è quello di accelerare l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in vista della scadenza del 2026. Ma il decreto va oltre, introducendo cambiamenti concreti per famiglie, lavoratori e pubblica amministrazione.
Carta d’identità “a vita” per gli over 70
Una delle novità riguarda la carta d’identità elettronica per gli over 70. A partire dal 30 luglio 2026, il documento avrà una validità fino a 50 anni, diventando di fatto “a vita” per molti cittadini anziani. Si riducono quindi burocrazia e costi per una fascia di popolazione spesso penalizzata da rinnovi frequenti. Resta comunque la possibilità di aggiornare il documento dopo 10 anni, soprattutto per mantenere valida la componente digitale legata all’identificazione online.
Tessera elettorale digitale
Il decreto introduce anche la tessera elettorale digitale, che sostituirà progressivamente quella cartacea. Il nuovo documento potrà confluire nell’IT Wallet, il portafoglio digitale italiano. Tuttavia, almeno nella fase iniziale, resterà una modalità ibrida: la versione digitale potrà essere utilizzata insieme a una copia analogica, soprattutto per garantire la piena operatività ai seggi.
Isee antifrode
Sul fronte delle prestazioni sociali, arriva una stretta con il cosiddetto Isee antifrode. Le amministrazioni pubbliche (scuole, università, Comuni) potranno acquisire automaticamente i dati dall’Inps, senza doverli richiedere ai cittadini. Da una parte vengono così semplificate le procedure e dall’altra parte si riducono le dichiarazioni non corrette. Per le famiglie questo si traduce in meno documenti da presentare, ma anche in controlli più stringenti sui requisiti per ottenere bonus e agevolazioni.
Assegno unico esteso
Novità importanti anche per l’Assegno Unico Universale, che viene esteso ai lavoratori dell’Unione europea occupati in Italia anche se i figli risiedono in un altro Paese membro. Viene inoltre eliminato il requisito dei due anni di residenza in Italia, ampliando la platea dei beneficiari. La modifica nasce anche dall’esigenza di adeguarsi alle indicazioni europee dopo una procedura avviata da Bruxelles.
Medici di famiglia fino a 72-73 anni
Nel settore sanitario, il decreto interviene su una criticità ormai strutturale: la carenza di medici di base. Viene infatti estesa la possibilità, su base volontaria, di restare in servizio fino a 72 anni (con effetti che possono arrivare fino a 73). La misura è una prima risposta alla mancanza di oltre 5.700 medici di medicina generale. Coinvolge anche pediatri e guardie mediche, categorie sempre più difficili da sostituire, soprattutto nelle aree periferiche.
Le altre misure: Università, Pnrr e semplificazioni
Il decreto contiene poi una serie di interventi che incidono su istruzione, ricerca e governance del Pnrr. Viene prorogata fino al 2029 la struttura di gestione del Piano, con l’obiettivo di garantire continuità nel monitoraggio e nella rendicontazione. Rafforzato anche il sistema ReGiS, con aggiornamenti mensili obbligatori sullo stato di avanzamento dei progetti. Sul fronte universitario, arrivano meno vincoli per l’assunzione di giovani ricercatori e una spinta alla realizzazione di residenze studentesche. Infine, viene fissata al 30 giugno 2026 la scadenza per completare gli interventi finanziati dal Pnrr. Fine giungo dunque sarà dunque il vero banco di prova per l’attuazione del Piano.
