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MotoGP

Sanchini: "Rossi mondiale se fa l'impresa a Sepang"

Per il telecronista di Sky, il pilota pesarese si gioca il titolo in Malesia. "Lorenzo non sente la pressione? Non ci credo. La sente anche Valentino"

Uno contro l'altro. In Australia, come nelle ultime due gare, in Malesia e in Spagna. Il titolo mondiale della MotoGp balla sulla musica che suonano Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, compagni di scuderia nella Yamaha che è tornata sul gradino più alto del podio dei costruttori. A Phillip Island la sfida è diventata spettacolo grazie al piglio tuttopepe di Marc Marquez e Andrea Iannone, ma gira e rigira a tenere banco è sempre il confronto diretto tra i due rivali in lotta per il campionato. Il pilota maiorchino continua a dire di non sentire alcuna pressione. Dobbiamo credergli?

"No, perché è assolutamente impossibile - spiega a panorama.it Mauro Sanchini, ex pilota di Superbike al servizio di Sky per il motomondiale - Senti la pressione anche in una partita a briscola tra amici, figuriamoci quando c'è in ballo un titolo mondiale. La sente anche lui, ne sono certo. Lo conferma la scarsa resistenza che Lorenzo ha fatto in Australia in occasione dell'attacco decisivo di Marquez. Se fosse tranquillo, avrebbe reagito in un altro modo. Dice così probabilmente perché vuole farsi uno scudo che gli fa comodo fuori e dentro la pista. Intendiamoci, la sente anche Valentino, non potrebbe essere altrimenti".

 

Valentino Rossi ha pagato a Phillip Island la settima casella sulla griglia di partenza. Non è contento e l'ha detto senza giri di parole ai suoi tecnici. La sua scarsa confidenza con le qualifiche sarà determinante nella corsa per il titolo?
"Credo che il settimo posto nelle qualifiche di Phillip Island non sia stato frutto della sua difficoltà nel giro secco, bensì di una messa a punto che tardava ad arrivare. Venerdì e sabato Valentino non ha guidato bene, perché non aveva una moto che gli consentiva di farlo. Detto questo, sono convinto che la partenza dalla terza fila non abbia condizionato troppo la sua gara. Perché dopo pochi giri era già insieme con gli altri tre a lottare per la vittoria. Era molto arrabbiato con il suo box perché non vuole far pensare a Lorenzo di essere in difficoltà alla vigilia di un gran premio. La pressione la vuole mettere lui al suo avversario, non vuole che accada il contrario. La Malesia sarà determinante. Secondo me, il campionato si deciderà a Sepang".

Per Valentino sarebbe un rischio troppo grande giocarsi il mondiale a Valencia?
"A Valencia Lorenzo può battere tutti. Ma facciamo un passo indietro. Se prima di Phillip Island, a Valentino bastava fare tre secondi posti in tre gare per vincere il titolo, ora è sufficiente che ne faccia due nelle ultime due. Come dire, non è cambiato niente sotto l'aspetto dei numeri. Eppure, sono convinto che se vuole diventare campione del mondo per la decima volta, Valentino deve arrivare davanti a Lorenzo in Malesia.
Se arrivasse secondo dietro a Marquez ma davanti a Lorenzo, guadagnerebbe quattro punti che porterebbero a 15 il suo vantaggio in classifica a una gara dal termine. E con 15 punti di vantaggio puoi rischiare il minimo necessario e arrivare anche quarto. Se invece Lorenzo riesce a fare meglio di Valentino a Sepang e recupera ancora qualche punto, be', il discorso cambia. Perché poi deve trovare il modo di battere Marquez e Pedrosa e arrivare almeno secondo. Per carità, il mondiale si può vincere comunque, ma se si riducono i rischi, è meglio".

Che aria si respira al box Yamaha? Lorenzo e Rossi sorridono sempre davanti alle telecamere, ma è evidente che tra i due qualcosa sia cambiato.
"E' il mondiale più bello di sempre, il mondiale dei mondiali, ci sono i piloti più forti di sempre. Lorenzo è impressionante: a mio parere, non è mai stato così veloce. E se Valentino riesce a stargli dietro, tanto di cappello, perché significa che anche lui si sta superando. Corre da vent'anni e ha ancora la voglia di mettersi in gioco: straordinario. Fin qui, sono stati anche fin troppo bravi. Corrono nello stesso team e non è affatto facile in una situazione così delicata. Ma si rispettano pur non essendo amici. Sì, perché a quel livello non si può essere amici. Dico di più. Sarebbe ipocrita chiedere il contrario. D'accordo, ci sono stati alcuni screzi, ma fanno parte del gioco. E comunque vada, la Yamaha farà festa. Ha avuto la fortuna che Marquez si togliesse dal gioco da solo e ora qualsiasi cosa accada gli starà bene".

Il pilota spagnolo sta evitando in gara il confronto diretto con Rossi perché teme l'esperienza del suo compagno di squadra?
"Lorenzo evita il confronto perché ha le potenzialità per farlo. Quando è davanti, non sbaglia niente e fa il vuoto. Se invece viene agganciato, lo si è visto anche a Phillip Island (ndr, vedere per credere il canale 'Testa a testa' nel mosaico interattivo di Sky), perde il ritmo. Non fa errori, ma guida in modo diverso. Non è mai stato un pilota da ferri corti. Preferisce girare seguendo il suo stile. E' una sua caratteristica, nulla di più e nulla di meno".

Al netto di tutto, il mondiale chi lo vince? Nel caso, ne siamo certi, Valentino perdonerà.
"Mi fai una domanda brutta un bel po'. Dico che il titolo meriterebbero di vincerlo entrambi. Sono dei fenomeni, cosa si può dire? Va bene, mi sbilancio. Secondo me, il mondiale prende la strada della penisola".

Troppo facile: quella a forma di stivale o quella bagnata dall'Atlantico?
"Be', la prima, ovviamente".

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