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Basket: cosa ha detto la Supercoppa vinta da Reggio Emilia

Trofeo di inizio stagione alla Grissin Bon, che supera l'EA7 Milano: le prime indicazioni sulle squadre, incluse Sassari e Venezia

Basket di primissimo autunno, quello della Supercoppa 2015, ma nel caso di Reggio Emilia con la testa ancora rivolta alle scottature di quella calda notte di inizio estate in cui lo scudetto prese dal PalaBigi la strada di Sassari. Così, anche se coach Menetti non ne fa una questione di riscatto ma di consapevolezza ("quella finale persa ci ha comunque dato la consapevolezza di aver fatto un grande Campionato"), il nucleo storico della Grissin Bon ha tanta voglia di rivincita e se la prende in quel di Torino prima superando in semifinale all'ultimo canestro (79-78) proprio i campioni d'Italia del Banco di Sardegna e poi regolando in finale l'EA7 Milano con un più netto 80-68, conquistando così il secondo trofeo della sua storia dopo l'EuroChallenge del 2014.

Della Valle: dall'azzurro con furore
Mvp della manifestazione, proprio sul parquet di Torino che ha visto protagonista in altre stagioni il padre Carlo, è Amedeo Della Valle, trascinatore dei suoi contro l'Olimpia con 13 punti (più 4 rimbalzi e altrettanti recuperi). Con la voglia di riscatto del ragazzo, reso ancora più consapevole dei suoi mezzi dalla recente esperienza agli Europei, condivisa non solo dai vecchi compagni (Kaukenas 12 punti e tanta esperienza al servizio della squadra, Polonara 9 e tanta energia a rimbalzo) ma anche da quelli nuovi: a partire da un Aradori (10 punti, 4 assist) che deve ovviamente ancora inserirsi nei meccanismi offensivi ma dimostra già la sua potenziale efficacia e soprattutto da un eccellente Stefano Gentile (top-scorer della finale con 14 punti, più 4 recuperi nei momenti decisivi), che si cala senza esitazione nel ruolo di leader reggiano che fu di Andrea Cinciarini proprio giocandogli contro.

"Vengo da una stagione difficile a Cantù e da un'estate con un intervento al ginocchio che mi ha tolto la Nazionale: ho fame di rivincita, ma penso solo a fare il mio meglio per la squadra, senza pensare ad altro", le parole a fine partita del nuovo play in maglia Grissin Bon, che tra l'altro si aggiudica pure la sfida con il fratello Alessandro (9 punti e 6 assist per il capitano dell'Olimpia, capace di incidere solo a tratti).


Reggio Emilia e le altre...
Lo spirito di Reggio, che ha anche segnali positivi tra i lunghi dal recuperato Silins (8 punti, 4 rimbalzi) e dal neo-acquisto Veremeenko (7 punti, 4 rimbalzi), è insomma chiaro: ricominciare da protagonista, puntando come in passato su un nutrito gruppo di italiani (tra i quali non va dimenticato l'altro play De Nicolao) in un più generale mix di giocatori d'esperienza (tra i quali non va invece dimenticato Lavrinovic) e giovani talenti. Quanto invece alle altre squadre viste sul parquet della Supercoppa, ecco le prime indicazioni emerse...

Banco di Sardegna Sassari. Per quanto con Stipcevic sia arrivata sull'isola un'altra mano caldissima nel tiro da tre (4/6 nella semifinale persa con Reggio Emilia), la squadra di coach Sacchetti pare quest'anno meglio strutturata anche sotto canestro grazie agli ancora da rodare Petway e Varnado e al già esplosivo Eyenga (migliore dei suoi contro Reggio con 16 punti e 7 rimbalzi). Certo tanti meccanismi sono ancora da affinare: "In particolare", ha sottolineato lo stesso Sacchetti dopo la sconfitta di Torino, "non riusciamo ancora a spingere palla per i primi 15 metri subito dopo un rimbalzo, e poi dobbiamo mordere di più in difesa". Condizione, quest'ultima, fondamentale anche e soprattutto in vista dell'avventura in Eurolega, con il doppio impegno che sarà la vera insidia per Sassari in questo inizio di stagione.

EA7 Milano. Tutto troppo nuovo in casa Olimpia per poter funzionare al meglio, come certificano anche le 24 palle perse della finale. La reazione d'orgoglio della prima sfida con Venezia, risolta negli ultimi minuti dopo essere finita sotto anche di 13 nella prima frazione e aver di fatto sempre inseguito, fa però pensare che Milano abbia già assorbito l'imprinting di coach Repesa. Che se da un lato si ritrova con ancora moltissimo da fare per amalgamare il gruppo intorno al "bomber" Alessandro Gentile, dall'altro ha già avuto un'importante risposta di leadership nella semifinale dal neo-arrivato Cinciarini, tradito poi invece dal nervosismo contro la sua ex-squadra. Nella doppia uscita, tuttavia, luci e ombre hanno riguardato un po' tutti, iniziando da un McLean capace di alternare irresistibili giocate sotto i tabelloni a banalissime palle perse.

Umana Venezia. Ci ha creduto a lungo nella finale, la squadra di coach Recalcati, salvo poi farsela sfuggire di mano (proprio come i palloni perduti da Green e Goss) nel decisivo ultimo quarto contro l'EA7. Sconfitta a parte, Venezia ha però mostrato di aver saputo integrare altro talento nel gruppo che l'ha saputa rendere protagonista la scorsa stagione: importanti in tal senso gli arrivi di Bramos sul perimetro (12 punti con 4/5 nelle triple contro Milano per il tiratore greco-statunitense), di Owens sotto le plance e di Green in regia, il cui utilizzo anche a fianco di Goss (al di là delle mancanze di Torino) è un'interessante variabile già presa in considerazione dallo staff tecnico. Il vero salto di qualità, tuttavia, dipenderà anche dall'apporto dei giovani talenti di origine triestina Ruzzier (alla sua seconda stagione in laguna) e Tonut (all'esordio in maglia Reyer): se sapranno dare minuti di qualità, la profondità della panchina di Venezia diventerà davvero interessante.

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