Salute

Bambini: dormire poco aumenta il rischio obesità

Lo sostiene uno studio pubblicato su Pediatrics, resta da chiarire il meccanismo di azione

– Credits: iStockphoto

Sul numero di giugno della rivista scientifica Pediatrics vengono pubblicati i risultati di una ricerca che mette in relazione la cronica carenza di sonno nella prima infanzia con un maggior rischio di obesità e adiposità nei bambini all'età di 7 anni. I risultati si basano sull'analisi dei dati dello studio longitudinale sulla salute di madri e figli Project Viva, che ha coinvolto oltre 1.100 bambini monitorati a partire dalla gravidanza. Con interviste fatte di persona alle madri quando i bambini avevano 6 mesi, 3 anni e 7 anni, e questionari compilati al compimento di ogni anno dal primo al sesto, è stato possibile raccogliere informazioni su molti aspetti della vita dei bambini, ivi comprese le abitudini riguardo al sonno sia notturno sia diurno.

I ricercatori del Massachusetts General Hospital non si sono però limitati all'analisi dell'indice di massa corporea per stabilire il rischio di obesità dei bambini, ma hanno valutato, con misurazioni fatte al compimento del settimo anno, il grasso corporeo totale, quello addominale, la massa magra e le circonferenze del polso e delle anche. Tutti questi parametri riflettono in modo più accurato i rischi per la salute rispetto al semplice rapporto tra peso e altezza espresso dall'IMC.

La scala del sonno considerato adeguato, in base alla quale gli autori hanno assegnato un punteggio ai bambini, era la seguente: 12 ore tra 6 mesi e 2 anni, 10 ore a 3 e 4 anni, 9 ore al giorno tra i 5 e i 7 anni. Al di sotto di questi minimi, per i ricercatori siamo di fronte a una carenza rispetto ai bisogni del bambino. E' emerso che chi aveva punteggi più bassi, e quindi totalizzava meno ore di sonno nelle varie fasce di età, aveva valori più alti in tutte le misurazioni corporee, compresa quella del grasso addominale, considerato il più pericoloso. E' interessante notare come i punteggi più bassi erano più frequenti nelle famiglie con reddito più basso e con un inferiore livello di istruzione della madre, il che farebbe pensare che possano essere queste condizioni sociali e non il mancato sonno a determinare un maggior rischio di obesità. Ma anche aggiustando i risultati per questi ed altri fattori, assicurano gli autori, la relazione tra sonno e adiposità resta valida.

Come il sonno influisca sul peso e più in generale sul grasso corporeo, però, resta da chiarire. Secondo Elsie Taveras, autore principale del lavoro, tra i potenziali meccanismi vi sono l'influenza del sonno sugli ormoni che controllano fame e sazietà, l'interferenza con i ritmi circadiani o l'ipotetica esistenza di percorsi genetici comuni nel sonno e nel metabolismo. Certo anche la abitudini familiari possono avere un doppio ruolo sia nella riduzione delle ore di sonno sia nel consumo eccessivo di cibo. Infine chi dorme meno ha letteralmente più tempo e occasioni per mangiare, specialmente quando a meno ore di sonno corrispondono più ore di tv.

Se ancora non ci sono elementi certi per affermare che dormire di più aiuti a ridurre l'obesità, Taveras conclude che comunque migliorare le abitudini relative al sonno nei bambini ha sicuramente un impatto positivo e consiglia di fissare e far rispettare un orario per la nanna, limitare il consumo di bibite con caffeina ed evitare la presenza di dispositivi high-tech in cameretta per ridurre al minimo le distrazioni.

© Riproduzione Riservata

Commenti