Scienza

Cervello: le mamme hanno una marcia in più

Multitasking, memoria di ferro e capacità di programmazione: i neuroni delle mamme fanno gli straordinari perché sono più grossi e meglio collegati

Kate si prepara

Kate si prepara – Credits: Chris Jackson-Pool/Getty Images

Le mamme sanno sempre dove sono le cose che si perdono in casa, possono fare il bucato, cucinare e telefonare allo stesso tempo e sono in genere assai più brave dei papà nel fare le valigie: hanno un'idea più chiara di cosa servirà in vacanza. Passata la festa della mamma, e fatti i dovuti ringraziamenti ognuno alla propria per le premurose cure ricevute, a volte fino all'età adulta, è il caso di cercare una risposta scientifica a tanta efficienza.

Ci lavora da diverso tempo il biologo Adam Franssen, che indaga sul potere della maternità e sulla sua ricaduta positiva sul corpo e sul cervello delle femmine che ne hanno fatto esperienza. La più recente ricerca, pubblicata sulla rivista Brain research dallo studioso dell'Università di Longwood, in Virginia, documentava la più rapida guarigione delle femmine di topo mamme rispetto alle non mamme da un danno cerebrale traumatico. Il motivo sarebbe da ricercare nei cambiamenti che avvengono all'interno del cervello della femmina nel corso della gravidanza e dopo la nascita dei cuccioli.

In estrema sintesi le mamme sarebbero più intelligenti rispetto alle femmine che non hanno avuto figli. Gli esperimenti dimostrano che sono più brave a risolvere i problemi, affrontare lo stress e completare alcuni esercizi di memoria. "Nella fase in cui scalda i motori, l'auto da corsa in qualche modo si prepara alla gara. Sembra ci siano molti indizi che suggeriscono che questo è proprio quello che accade nel cervello della madre durante il periodo della gravidanza", ha spiegato Franssen al sito dello Smithsonian Institution . In questo stadio si verificherebbero già dei cambiamenti a livello dei neuroni: da un lato diventano più grandi, dall'altro probabilmente aumentano le proprie ramificazioni moltiplicando le possibilità di comunicazione tra un neurone e l'altro. Tutto questo in una sorta di anticipazione generale dello sforzo che verrà loro richiesto una volta che il bambino sarà nato e loro avranno l'incarico di occuparsene.

Franssen ricorda però che siccome nei topi la cura dei piccoli è interamente affidata alla madre, e il padre non ha alcun ruolo nel nutrirli e farli crescere, questo potenziamento neuronale potrebbe non trovare un corrispettivo perfetto nella specie umana. Da donna e madre mi sento di dire che anche avendo accanto il più premuroso dei mariti e il più coscienzioso dei padri, la fetta più grande della fatica resta pur sempre sulle spalle della madre, quindi ben venga un aiutino neurologico che ci faciliti il multitasking al quale siamo chiamate quotidianamente.

Tra le teorie di Franssen ve n'è poi una che apprezzo particolarmente perché conferma una sensazione che ho sempre avuto e che spesso esprimo maldestramente dicendo che agli uomini manca "il gene del futuro". Si tratta dell'importanza della memoria prospettica, cioè la maggiore capacità delle madri di ricordare cosa devono fare in funzione di ciò che accadrà. I ricercatori hanno osservato in laboratorio che le madri hanno una memoria migliore rispetto alle non madri. Questo è vero per la memoria retrospettiva (ricordo spontaneo di eventi passati) e per quella di lavoro (cercare attivamente di ricordare qualcosa), ma lo è ancora di più per la memoria prospettica, nella quale stracciano maschi e femmine senza figli. Le madri sono imbattibili nel ricordare cosa fare in funzione di sfide che le attendono in futuro e ciò le rende molto efficienti nella cura dei piccoli.

Il loro segreto consiste nella capacità di tenere a mente alcuni dati cruciali per poter meglio affrontare la situazione in cui si troveranno. Negli esperimenti ancora non pubblicati fatti da Franssen e colleghi si trattava della mancanza d'acqua, per cui le topoline si ricordavano di farne scorta in previsione della futura carenza. L'istinto di accantonare abbastanza cibo per i piccoli è l'applicazione pratica più ovvia che viene in mente per questo particolare tipo di memoria. Le madri non possono permettersi il lusso di farsi cogliere impreparate perché sono da sole a gestire i cuccioli e devono provvedere a tutto il necessario per loro. Ai maschi questo sforzo di programmazione invece non è richiesto. Ed è per questo forse che non hanno mai sviluppato il gene del futuro...

© Riproduzione Riservata

Commenti