Legge contro il negazionismo: io dico sì

Donatella Di Cesare: "Chi nega l'Olocausto commette un crimine contro la democrazia" - Io invece dico no - 

Fiaccolata a Roma nel 70esimo anniversario del rastrellamento del ghetto (Credits: Alessandro Di Meo/Ansa)

Claudia Daconto

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Autrice del primo libro sul negazionismo pubblicato in Italia ("Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo", edito da il melangolo), Donatella Di Cesare, docente di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma, minacciata anche dai neonazisti di Stormfront, spiega perché in Italia serve una legge per punire chi nega la Shoah.

"Sono stata tra i primi a sostenere la necessità dell'introduzione in Italia di una legge contro il negazionismo. In Germania e in Francia, dove questa legge già c'è, sono stati raggiunti risultati importanti. In Germania, dove ho a lungo vissuto, un negazionista non può parlare nei luoghi pubblici, nelle scuole o nelle università come è accaduto da noi negli ultimi tempi senza che si potesse far nulla per impedirlo. Tra l'altro esiste anche una legge quadro europea del 2008 che richiama l'Italia proprio in questo senso. Non mi interessa dire se un negazionista debba andare in carcere o meno, mi interessa insistere sulla necessità dell'introduzione di un reato specifico perché chi nega l'Olocausto commette un crimine e si pone al di fuori della democrazia.

Non si tratta assolutamente di voler limitare la libertà di stampa o di opinione né tantomeno quella di ricerca, anzi, è fondamentale che il tema della Shoah continui a essere approfondito. Ma negare la Shoah non è un'opinione e non costituisce alcuna tesi storica. Infatti nessun negazionista è uno storico o un ricercatore.

Ciò non significa che il compito di contrastare questa non-opinione possa essere affidato solo agli storici e alla ricerca del numero esatto delle vittime che non potrà mai essere stabilito. Tentare di farlo, tra l'altro, rischia di legittimare il negazionismo che, invece, non può assolutamente essere accettato all'interno del dialogo democratico.

Chi nega non fa altro che attentare ai fondamenti della democrazia e pregiudicare il dialogo democratico che invece deve essere difeso e protetto.

Le nostre democrazie, a iniziare da quella italiana, sono molto giovani e sono nate sulle ceneri di Auschwitz, sono democrazie fragili che dobbiamo proteggere. I negazionisti non vogliono ricercare la verità, ma, lo ripeto, attentare ai fondamenti della democrazia e del dialogo democratico".

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