Chi sono i musulmani a Milano

Una mappatura per capire di cosa parliamo quando parliamo di islam a Milano - Il pasticcio della "grande moschea"

Musulmani in preghiera all'Arena civica di Milano per festeggiare la fine Ramdan (Credits: ANSA/DANIELE MASCOLO)

Marco Pedersini

-

A Milano vivono circa 100 mila musulmani. Non pregano in moschea perché, ufficialmente, non ce ne sono: l’unica moschea propriamente detta è a Segrate, alle porte della città. Si prega in luoghi riconosciuti come centri culturali o associazioni, due status che, come vedrete qui sotto, viene declinato nelle forme più svariate. Le associazioni “laiche”, come quelle dei giovani di Yalla Italia o i turchi dell’associazione interculturale Alba , sono poche. I centri hanno una chiara connotazione religiosa, sia che si tratti di pregare, di mangiare insieme o semplicemente di mantenere relazioni con persone del proprio paese d’origine. Eccone una mappatura, per capire di cosa parliamo quando parliamo di islam a Milano.

Comunità sciita Ahl Al-Bait
Dove: via Tolstoj
Chi sono: Sono musulmani sciiti, quindi in larga parte iraniani, ancora molto legati a ciò che succede nella vecchia patria. Il centro non ha un capo, perché dipende direttamente dal Consolato Iraniano. Interessati al dialogo, per la maggior parte sono colti e rigidi nelle loro convizioni.
Quale lingua parlano: italiano

Casa della cultura islamica
Dove: via Padova 144
Chi sono: È un locale ampio, dove si prega e si tengono altre attività: attenti al dialogo interreligioso sin dai primi anni 90, i musulmani della Casa della cultura islamica puntano su educazione (religiosa, ma anche civica) degli immigrati e opere sociali (assistono i poveri, hanno visitato i carcerati finché gli è stato consentito). Il presidente Asfa Mahmoud è stato premiato con l’Ambrogino d’oro nel 2009.
Quale lingua parlano: arabo gli adulti, italiano slangato i più giovani

Confraternita sufi Jerrahi Halveti
Dove: piazza san Fedele
Chi: Diretto da un tunisino in Italia da più di 40 anni, Muhsin Moluehi, il centro si rifà alla corrente mistica dell’islam, quella sufi. È molto aperto e ben inserito nella realtà milanese.
Quale lingua parlano: italiano

Centro culturale islamico
Dove: viale Jenner
Chi: Per un lungo periodo è stato “il principale centro operativo di al Qaeda in Italia” (come l’ha definito il Dipartimento di stato americano in Italia). Era un passaggio obbligato per gli estremisti diretti in Bosnia, poi in Afghanistan e Iraq. Molte figure chiave, dall’imam al bibliotecario , avevano un ruolo nella rete jihadista internazionale. Da anni non è più una base degli jihadisti di Gamaa Islamiyya. Il centro ha una sala per la preghiera, una libreria, una macelleria islamica e una mensa. Tra le realtà milanesi è una delle più importanti e la meno integrata.
Quale lingua parlano: arabo

Comunità religiosa islamica (Coreis)
Dove: via Meda
Chi: Professano un islam decisamente moderato, con tendenze sincretiche rispetto al cristianesimo. Sono per per la maggior parte convertiti e hanno come riferimento il milanese 'Abd al-Wahid Pallavicini, convertitosi negli anni 50.  
Quale lingua parlano: italiano

Confraternita murid (musulmani senegalesi)
Dove: via Carnevali
Chi: I murid sono musulmani senegalesi. Si rifanno ai mistici sufi e, come loro, sono considerati eretici dagli arabi sunniti (gli egiziani, per esempio). Sono stretti da una solidarietà di stampo tribale, amano canti e balli, hanno un’apertura spontanea all’altro.
Quale lingua parlano: italiano

Alleanza islamica d’Italia
Dove: viale Monza
Chi: ospita Giovani Musulmani d’Italia (Gmi), Associazione donne musulmane d’Italia (Admi) e il Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano (Caim). I Gmi sono la branca giovanile dell’Ucoii, ala dura dell’islam in Italia (il genero del presidente onorario dell’Ucoii, Ammar Bacha, ad esempio, ha lasciato Milano per andare a combattere con gli islamisti in Siria). I giovani, in realtà, sono molto meno ideologizzati della vecchia generazione. Fanno riferimento a Reggio Emilia, centro del Gmi. Il Caim è il coordinamento che riunisce il maggior numero di associazioni islamiche milanesi. I suoi leader hanno saputo tessere buone relazioni con le autorità (religiose e civili) cittadine, da usare come strumento utile per far ottenere maggiori diritti per i fedeli musulmani.
Quale lingua parlano: i ragazzi conoscono l’arabo, ma parlano italiano

Centro islamico di Segrate
Dove: Segrate
Chi: È l’unico centro ad avere una moschea e delle attività rigidamente organizzate.  Ha una collana di libri divulgativi sui pilastri dell’islam (Edizioni del Calamo) e un giornale (Il Messaggero dell’Islam) disponibile anche online. Il presidente del centro è Abu Shwaima, medico di origine palestinese, e l’imam è il convertito Abdurrahman Pasquini. Sono due figure storiche dell’Islam a Milano.
Quale lingua parlano: italiano

Associazione islamica di Milano
Dove: via Padova 366
Chi: Uno dei punti di preghiera più importanti a Milano, è in zona Cascina Gobba, nelle vicinanze dell'ospedale San Raffaele. Comunità impegnata nel dialogo con le istituzioni, ben inserita nel contesto milanese.
Quale lingua parlano: arabo, italiano

Comunità islamica turca Millî Görüş
Dove: via Maderna
Chi: sono la versione italiana di un’associazione turca, marcatamente nazionalista, tendenzialmente antisemita, che in Germania è stata definita “ostile ai principi democratici”. A Milano i toni sono diversi, l’associazione è guidata da piccoli imprenditori nel business del kebab, curati e efficienti come uomini d’affari.  Il sentimento d’identità nazionale turca prevale sull’insegnamento della dottrina islamica. Sono una comunità aperta (hanno aiutato, come volontari, i terremotati dell’Aquila) ma rigida sulla norma (non tengono alcolici nemmeno nei loro negozi). Le donne stanno nettamente separate dagli uomini.  Hanno provato a costruire una moschea all’insaputa del comune, che però ha bloccato i lavori.
Quale lingua parlano: italiano. L’arabo non è parlato né insegnato

© Riproduzione Riservata

Commenti