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Pizza Margherita, tiramisù e spritz: ecco i simboli della cucina italiana che conquistano l’Europa

Pizza Margherita, tiramisù e spritz: ecco i simboli della cucina italiana che conquistano l’Europa

Il report Fipe-Confcommercio fotografa il successo della ristorazione made in italy all’estero: Londra guida per autenticità, Barcellona per qualità-prezzo

Margherita, tiramisù e spritz sono la triade del soft power italiano all’estero. La cucina italiana, con i ristoranti in giro per il mondo, si conferma ambasciatrice del Made in Italy. A certificarlo è il report “The Italian Table Abroad” di Fipe-Confcommercio, presentato alla vigilia della Giornata della Ristorazione (il 16 maggio). Lo studio ha analizzato la ristorazione italiana in dieci grandi città europee: Parigi, Londra, Barcellona, Vienna, Amsterdam, Bruxelles, Monaco di Baviera, Lione, Berlino e Marsiglia. Risultato? Il podio della classifica va alla pizza Margherita, il piatto più diffuso nei ristoranti italiani europei. Seguono il tiramisù e lo spritz, entrato stabilmente nelle abitudini europee.

Quanto vale davvero la cucina italiana all’estero

I numeri del report raccontano la forza economica e culturale della ristorazione italiana in Europa. Nelle dieci città analizzate si stimano circa 8.960 locali italiani. Lo studio, però, non si è limitato a censire i ristoranti: ha misurato anche qualità, autenticità e percezione del pubblico attraverso due indicatori, l’Indice di Valore (che valuta il rapporto tra qualità e prezzo) e l’Indice di Autenticità (che misura quanto un locale venga percepito come realmente italiano). Il risultato premia la cucina tricolore: il rating medio dei ristoranti raggiunge 8,95 su 10, mentre il prezzo medio di un piatto principale si ferma a 30,30 euro. Tradotto: la cucina italiana all’estero mantiene un’immagine di alta qualità ma ancora accessibile. Quasi il 70% dei locali si colloca infatti nella fascia tra 20 e 30 euro, mentre solo il 5% supera i 50 euro medi, presidiano il segmento dell’alta cucina italiana internazionale.

Londra e Parigi guidano la sfida dell’autenticità

Londra e Parigi guidano la classifica dell’autenticità della cucina italiana all’estero. La capitale britannica ottiene il punteggio più alto, con un indice di autenticità pari a 9,2, mentre Parigi si conferma la città europea con il maggior numero di ristoranti italiani analizzati: 532. Lione, invece, si distingue per l’offerta più fedele alla tradizione gastronomica italiana.
Il report evidenzia anche come ogni metropoli europea abbia sviluppato una propria “interpretazione” della cucina italiana. A Londra domina la cucina regionale, Berlino e Monaco puntano molto sul caffè e sull’esperienza da bistrot italiano, mentre Barcellona adora la carbonara. Tra i format domina la pizzeria, il modello più esportato con 345 locali censiti e un forte rapporto qualità-prezzo. Ma a ottenere le performance migliori è l’osteria, che registra il più alto Indice di Valore (13,3) e un rating medio di 9,21.

Cucina italiana all’estero: Barcellona regina del rapporto qualità-prezzo

Se Londra vince sul piano dell’autenticità Barcellona conquista il primato del miglior rapporto qualità-prezzo. La città catalana registra infatti un prezzo medio di 22 euro a fronte di un rating molto elevato, pari a 9,05. Il motivo, secondo lo studio, è legato alla forte presenza di giovani e turisti, che favorisce formule più informali come pizzerie e trattorie. Interessante anche il dato relativo alle recensioni online. Parigi e Marsiglia guidano la classifica per numero medio di recensioni per locale. Londra e Berlino, al contrario, mostrano numeri molto più bassi. Inglesi e tedeschi sono meno inclini alle recensioni dei locali sperimentati.

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