Tre giorni nella "prima nazione cristiana"
venerdì 24 giugno 2016
-  Papa Francesco è partito stamane per il quattordicesimo viaggio all'estero del suo pontificato, che per tre giorni lo vedrà in Armenia, la "prima nazione cristiana", in quella stessa regione ex-sovietica del Caucaso dove tornerà di nuovo a settembre, per le visite in Georgia e Azerbaigian.

Al centro del viaggio, il consolidamento dei rapporti ecumenici con la Chiesa apostolica armena, l'incoraggiamento alla piccola e minoritaria Chiesa cattolica locale, nonché l'attestazione di vicinanza al "popolo martire" armeno, vittima nel corso della storia di persecuzioni e massacri. Il Papa non mancherà di lanciare nuovi messaggi di pace anche per le tensioni attuali, come quelle tra Armenia e Azerbaigian per il conflitto del Nagorno-Karabakh.  

Il fitto programma del pontefice prevede incontri sia istituzionali sia religiosi, di profondo significato ecumenico, in un programma che prevede tappe in tre citta': la capitale Erevan, la vicina Etchmiadzin, centro e quartier generale della Chiesa apostolica armena, e Gyumri, nel Nord del Paese, sede dell'arcivescovo cattolico e cuore della piccola Chiesa cattolica armena. Cinque i discorsi del Papa nei tre giorni. 

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Il benvenuto del presidente e del Patriarca supremo
Giunto alle 8.57 all'aeroporto di Fiumicino, Papa Franesco si è imbarcato su in volo diretto allo scalo internazionale Zvartnots dell'aeroporto di Erevan, dove è stato accolto dal presidente Serzh Sargsyan e dal Patriarca supremo e Catholicos di tutti gli Armeni Karekin II.
Subito dopo la cerimonia di benvenuto all'aeroporto, con gli inni e gli onori militari, il Papa si è trasferito a Etchmiadzin, a dodici chilometri di distanza, dove ha visitato la Cattedrale della Chiesa Apostolica Armena. Nel Palazzo apostolico, sede del patriarca supremo (catholicos) di tutti gli Armeni, Karekin II, il Papa alloggerà nei tre giorni di visita.

Il programma
Alle 18.00 (le 16.00 italiane) Francesco andrà quindi in visita di cortesia al presidente della Repubblica, Serzh Sargsyan, nel Palazzo presidenziale di Erevan, dove incontrerà poi le autorità civili e il Corpo diplomatico.

Alle 19.30, le 17.30 in Italia, è previsto l'incontro personale e il colloquio col catholicos Karekin II nel Palazzo apostolico di Etchmiadzin.

Sabato 25 giugno
Visita al memoriale del Metz Yeghern, il Complesso memoriale sul colle di Tzitzernakaberd ("Fortezza delle rondini"), che a Yerevan ricorda le vittime del genocidio del 1915 compiuto un secolo fa dall'Impero ottomano. 
Con il catholicos Karekin II, incontro con un gruppo di bambini e visita alla fiamma perenne del memoriale.
Piantumazione di un albero e incontro con i discendenti dei perseguitati accolti a Castel Gandolfo da Benedetto XV.
Volo a Gymuri, celebrazione della Messa per la comunità cattolica in Piazza Vartanants e visita a un orfanotrofio.
Visite alla cattedrale armeno apostolica delle Sette Piaghe e alla cattedrale armeno cattolica dei Santi Martiri.
Ritorno a Yerevan: partecipazione alla Divina liturgia celebrata da Karekin II sul piazzale della cattedrale armeno-apostolica: un incontro ecumenico con preghiera per la pace, alla presenza (prevista) di decine di migliaia di persone.

Domenica 26 giugno 
Incontro con i 14 vescovi cattolici e gli arcivescovi armeni nel Palazzo apostolico ad Etchmiadzin e liturgia nella Cattedrale armeno apostolica.
Incontro con i delegati e benefattori della Chiesa armena apostolica.
Preghiera nel monastero di Khor Virap, luogo del pozzo in cui, secondo la tradizione, fu tenuto prigioniero per anni il fondatore del cristianesimo in Armenia, Gregorio l'Illuminatore, fondatore della Chiesa apostolica armena, con liberazione di due colombe di pace insieme a Karekin verso il biblico Monte Ararat, approdo dell'Arca di Noè. 
Cerimonia di congedo.
Ritorno a Roma Ciampino previsto alle 20.40 italiane.


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