Esteri

La Turchia bombarda le postazioni del Pkk in Iraq

Per rispondere all'ondata di violenze e attentati nelle province orientali il presidente turco ha deciso di usare il pugno di ferro

Nawruz con Ocalan

A Diyarbakir, la popolazione curda grida slogan in favore del leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), Abdullah Ocalan – Credits: EPA/SEDAT SUNA

Secondo l’agenzia Anatolia, nella provincie orientali della Turchia è in atto una violenta controffensiva dei militanti del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), la formazione guerrigliera curda inserita nella black liste delle organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti e dall'Unione europea e considerata nemico mortale del presidente turco Tayip Erdogan. La risposta alla nuova ondata di attentati separatisti che sta scuotendo la Mezzaluna non si è fatta attendere: 50 caccia F-4 e F-16 turchi  dell’aviazione turca hanno colpito postazioni del PKK nel nord dell’Iraq uccidendo, stando a quanto riferito dall’agenzia Anadolu citata da Askanews, tra 35 e 40 terroristi.

 Sono ormai settimane, da quando è saltata la fragile tregua tra Ankara e i guerriglieri curdi a seguito (anche) dell'attentato islamista a Suruc, in Turchia, che il PKK continua la sua offensiva nel sud-est a maggioranza curda della Turchia. L'ultimo episodio è avvenuto tra domenica e lunedì 7 settembre, nella provincia orientale Igdir, dove una mina posta sotto il manto stradale e fatta saltare al passaggio di un convoglio militare ha provocato 16 morti tra i soldati, innescando sdegno e molte polemiche, ma contribuendo anche a rafforzare e compattare il fragile governo guidato dal partito di Erdogan. Tra le vittime dell'attentato c'è anche un agente che ha fatto a lungo parte della scorta dell'ex presidente turco, Abdullah Gul, il quale ha diffuso un messaggio di cordoglio e ha fatto visita alla famiglia del poliziotto. 



I nuovi attacchi del Pkk arrivano mentre le forze armate di Ankara hanno intensificato i bombardamenti sui separatisti

La controffensiva del Pkk è stata, negli ultimi giorni, a largo spettro: altri tre polizitti sono morti per un razzo sparato da miliziani curdi del Pkk contro il veicolo corazzato sul quale viaggiavano nel sud-est del Paese, un quarto a Tunceli, nella valle di Pulumur, dove è morto un ufficiale che viaggiava insieme alla figlia. I nuovi attacchi arrivano mentre le forze armate di Ankara hanno intensificato i bombardamenti sui separatisti  nel nord dell'Iraq. Quell'agguato, il più sanguinoso contro i militari turchi da quando a luglio è saltato il cessate il fuoco con i separatisti per l'avvio dell'operazione antiterrorismo di Ankara, ha spinto il premier, Ahmet Davutoglu, a promettere di "spazzare via il Pkk dalle montagne" della Turchia, dopo un trentennio di guerriglia. Per centrare l'obiettivo, oltre ai bombardamenti, Ankara ha dato luce verde alle forze speciali turche, penetrate nel nord dell'Iraq per dare la caccia a guerriglieri del Pkk, a loro volta in prima linea in Siria contro la penetrazione dell'Isis nella Siria curda.

Perché la Turchia combatte i curdi e aiuta l'Isis
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