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Esteri

Corea del Nord: la dura risposta alle nuove sanzioni Onu

Ancora un ammonimento agli Usa da parte di Kim Jong-un: "Il popolo americano dovrà affrontare il più grande dolore che abbia che mai provato"

La Corea del Nord promette di vendicarsi contro gli Stati Uniti e si dice pronta a far pagare a "caro prezzo" le sanzioni decise dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. Questo accadeva tra giugno ed agosto 2017, ma lo scenario ad oggi non è cambiato. A parte una nuova stretta imposta dal Palazzo di Vetro a Kim Jong-un.

La decisione dell’Onu

Le Nazioni Unite infatti hanno formalizzato per Pyongyang nuove sanzioni, ancora più pesanti rispetto a quelle già in vigore da quest’estate, intimando un divieto sulle esportazioni tessili e mettendo un tetto alle importazioni di petrolio.

La risposta della Corea del Nord

Così la risposta coreana non si è fatta attendere. L’ambasciatore, Han Tae Song, intervenendo nel corso della conferenza Onu sul disarmo di Ginevra, ha usato toni forti secondo cui il popolo americano dovrà affrontare “il più grande dolore” che abbia che mai provato. “Il regime di Washington si infiamma davanti a un confronto politico, economico e militare ed è ossessionato da un gioco selvaggio mirato a rovesciare lo sviluppo della forza nucleare della Repubblica popolare di Corea, che ha già raggiunto la fase di completamento”.

La "risoluzione" è stata fabbricata negli Usa con metodi vili e squallidi" si legge inoltre nella dichiarazione del Ministero degli esteri coreano riportata dall’agenzia di stato KCNA. E ancora: "Una disgustosa provocazione, finalizzata a privare la Corea del Nord del suo legittimo diritto all'autodifesa e per soffocare lo stato e i cittadini attraverso un blocco economico".

Da Pyongyang fanno sapere inoltre che "l'ennesima illegale risoluzione sulle sanzioni è una conferma che la Corea del Nord abbia intrapreso la giusta via" nel raddoppiare gli sforzi per difendere la sovranità del paese attraverso "la realizzazione pratica di un equilibrio con gli Usa".

Una risposta coreana dura che non fa presagire niente di buono. Solo il 3 settembre Kim Jong-un aveva ordinato il lancio del suo sesto e più potente missile nucleare seguito di una settimana al test che aveva visto un missile balistico attraversare il Giappone.

In che cosa consistono le limitazioni

Le imposizioni da parte dell’Onu riguardano le forniture in Corea del Nord di prodotti petroliferi: fino a 500 mila barili dal 1° ottobre al 31 dicembre e fino a due milioni di barili per il 2018 su tutti i tipi di petrolio raffinato. Inoltre Pyongyang, che non è in grado di acquistare gas condensato e liquido ne di vendere prodotti tessili, non potrà importare una quota di greggio superiore a quella stabilita negli ultimi 12 mesi.

In più, ai cittadini della Repubblica sarà vietato il permesso di lavoro in tutti i Paesi.

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