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Lo stalker di Amanda Todd svelato da Anonymous

ll nome del cyber-stalker che ha spinto la ragazza canadese al suicidio il 15 ottobre rivelato dal gruppo: "Una vicenda che ci riguarda tutti"

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"Non ho nessuno, ho bisogno di qualcuno, mi chiamo Amanda Todd" Credits: YouTube

Amanda Todd è una ragazza canadese che si è tolta la vita il 15 ottobre perché vittima di un caso di cyber-bullismo. La giovane aveva posato nuda davanti alla sua webcam dopo le pressanti richieste di un uomo conosciuto sul web. Amanda aveva annunciato al mondo la volontà di suicidarsi dopo aver postato un video su YouTube nel quale mostrava, foglio dopo foglio, i motivi del gesto che avrebbe compiuto di lì a poco. Ha raccontato di essere stata vittima di un caso di cyber-bullismo, dopo che la sua foto a seno nudo era stata caricata sul profilo Facebook dell’uomo, del quale non si conosceva ancora l’identità.

Amanda ha raccontato di essere stata presa da ansia e depressione appena ha visto la sua foto sulla bacheca dello stalker, che intanto aveva provveduto ad informare anche altri amici della sua bravata. Il disagio era stato tale da indurre la giovane ad assumere droga e alcol per superare i momenti di difficoltà e non pensare a quello che era successo. Il motivo del suicidio di Amanda è stato accelerato da un secondo atto di bullismo accusato dalla ragazza, questa volta per mano del fidanzato di una sua amica, che l’avrebbe addirittura picchiata.

Nelle sue ultime note trasmesse in video Amanda ha sentenziato: “Non ho nessuno, ho bisogno di qualcuno, mi chiamo Amanda Todd”. Quel qualcuno Amanda lo ha trovato in tutte le persone, soprattutto ragazzine, che hanno attraversato gli stessi momenti, minacciate su internet per colpa di una foto in più, mandata per scherzo, magari per un’infatuazione con colui che si trasformerà poi nel cyber-bullo di turno. Un altro aiuto Amanda lo ha trovato nel popolo della Rete, soprattutto negli hacker più famosi al mondo che hanno deciso di avviare la #OpRIP per dare la caccia a chi ha spinto la Todd al suicidio.

La ricerca è durata davvero poco visto che gli Anonymous hanno pubblicato qualche ora fa, in un file su Pastebin , le credenziali dell’uomo che ha minacciato Amanda su Facebook, postando la sua foto sul social network. Si chiamerebbe (il condizionale è d'obbligo fino ad annunci ufficiali delle forze dell'ordine) Kody Maxson e vive a New Westminister, nella provincia della British Columbia in Canada.

Gli hacker avevano pubblicato un lungo video su YouTube (ora rimosso), mandato in prima battuta alla filiale canadese di CTV News, un mosaico che mostrava immagini di Google Maps e testi con le informazioni personali del presunto molestatore di Amanda, con screenshot degli account utilizzati su altri portali e forum (parzialmente visibili a questo link ). Google ha prontamente cancellato il filmato, perché violava la privacy dell'uomo, e Anonymous si è dovuto accontentare di pubblicarne un altro dove spiega semplicemente l’obiettivo di #OpRIP : “Di solito non ci piace dare una mano alla polizia ma siamo stati costretti a mettere le nostre abilità a favore della protezione dei bambini” -  scrivono sotto il video - “ironia della sorte abbiamo qualche buona persona in Vancouver che ha portato questa cosa all'attenzione dei nostri coordinatori. È una storia davvero triste che ci riguarda tutti“.

Sul web qualcuno ha invitato alla calma, anche perché l’uomo scovato dagli Anonymous potrebbe non essere il cyber-stalker di Amanda. Pronta la risposta degli hackivisti: “In ogni caso è comunque un altro pedofilo che sfrutta i bambini". Le attività rintracciate dagli hacker sono infatti chiare: frequentatore di siti pedo-pornografici, il nickname del 30enne compare su diversi forum dove partecipano molte ragazzine. A ridosso dell’annuncio di Anonymous, tutti gli amici di Amanda hanno cominciato a creare pagine Facebook di sostegno, dove invitano l'uomo a “dormire con un occhio aperto”.

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