Sono stati gli Edguy a chiudere la prima serata del Metalitalia.com Festival al Live di Trezzo d’Adda (Milano). Un evento ben riuscito con tanto pubblico, stand di magliette, cd, vinili, libri e metal memorabilia, oltre a cibo per tutti i gusti, compreso un banchetto vegano.

Dopo tante ottime band (tra le altre, Rhapsody of Fire e Grand Magus), alle 23 in punto salgono sul palco gli Edguy. Le note che aprono il concerto sono quelle di Love Tiger, metallo orecchiabile che fa cantare tutto il club. Sammet (che l'anno scorso era in tour con gli Avantasia), con l'inseparabile tuba e il trench nero è sorridente e ringrazia a profusione il pubblico che descrive come uno dei più calorosi di tutto il tour. È il turno di Vain Glory Opera, seguita da Mysteria, dalla ritmica veloce, amplificata dalla doppia cassa di Felix Bohnke.

È poi la volta poi di Tears of a Mandrake e di The Piper Never Dies, power metal di tutto rispetto. Non mancano gli episodi più divertenti e scherzosi, Lavatory Love Machine e Superheroes (uno dei videoclip più divertenti degli ultimi anni in ambito metal).

Il tempo scorre veloce e in un festival non si può stare sul palco troppo a lungo. Così si arriva velocemente ai bis finali: Out of Control, tratto dall’album Vain Glory Opera e l’immancabile King of Fools. Sammet dimostra di essere sempre caloroso e disponibile con i fan, firmando, senza smettere di cantare, autografi sui libretti dei cd e sulle fotografie che gli vengono passate durante lo show. Saluti di rito, un’interminabile serie di ringraziamenti e poi via veloci verso le prossime tappe del tour che si concluderà il 3 Ottobre a Fulda, la loro città natale.

Negli ultimi anni Tobias Sammet, il vocalist degli Edguy, sembrava totalmente assorbito dai suoi Avantasia, il cui ultimo disco, Ghostlights (2016), ha riscosso un ottimo successo e ha portato la band in giro per il mondo con uno show di oltre tre ore. 

L'attesa di un nuovo album della band tedesca si è interrotta a luglio con Monuments. Stando alle parole dello stesso Sammet, Monuments non è solo un greatest hits ma include anche nuovi brani, un percorso antologico che ripercorre 25 anni di carriera.

Monuments inizia infatti con cinque inediti, per poi riprendere tutti gli episodi salienti della carriera: Kings Of Fools, Superheroes, Vain Glory Opera (con un intro ispirato a The Final Countdown degli Europe), Tears of a Mandrake, solo per citarne alcuni, per poi chiudersi con Reborn in the Waste, risalente al periodo del loro primissimo album, Savage Poetry, del 1995.

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