Più di sette persone su dieci con sovrappeso o obesità preferiscono iniziare un trattamento in pillole. E oltre otto su dieci scelgono il profilo di semaglutide orale rispetto a un altro trattamento orale. Sono i risultati dello studio OPTIC, condotto su 800 adulti e presentato al Congresso Nazionale SIO WIP 2026 di Palermo. La preferenza per una compressa non è soltanto una questione di comodità. La possibilità di integrare il trattamento nella vita quotidiana può influenzare la scelta terapeutica, anche se non dimostra automaticamente una maggiore aderenza.
«L’obesità è una malattia cronica e complessa, che richiede una presa in carico tempestiva e più ampia», ha spiegato Paolo Sbraccia, professore ordinario di Medicina interna all’Università di Roma Tor Vergata e presidente della IBDO Foundation. l professore sottolinea che, per alcuni pazienti, la formulazione orale può rappresentare un elemento importante nella scelta del trattamento. «Ascoltare questa preferenza è parte di una presa in carico tempestiva e attenta alle esigenze di ciascun paziente», ha aggiunto.
Semaglutide orale, quanto peso si perde
I risultati clinici arrivano dallo studio OASIS 4, pubblicato nel 2025 sul New England Journal of Medicine. La ricerca ha valutato semaglutide orale 25 mg in adulti con sovrappeso o obesità, senza diabete, associando il trattamento a interventi sullo stile di vita. Dopo 64 settimane, la riduzione media del peso è stata del 13,6% con semaglutide, rispetto al 2,2% con placebo, secondo l’analisi che considera il regime terapeutico assegnato. Un’analisi basata sull’assunzione del farmaco secondo il protocollo ha riportato una perdita media del 17%, contro il 2,7% del placebo. Le percentuali dipendono dal metodo statistico utilizzato e non rappresentano una previsione valida per tutti. La risposta varia da persona a persona e richiede una valutazione clinica individuale. I benefici non riguardano soltanto il peso. Le evidenze disponibili indicano miglioramenti di alcuni parametri cardiometabolici, tra cui circonferenza vita, pressione arteriosa e controllo glicemico. Gli effetti devono essere interpretati sulla base delle specifiche popolazioni studiate, senza attribuire automaticamente alla formulazione orale tutti i risultati ottenuti con quella iniettabile.
«Disporre di una molecola con un’efficacia significativa sul peso e su altri fattori di rischio cardiometabolico, con un profilo di sicurezza consolidato», ha dichiarato Luca Busetto, professore ordinario di Nutrizione all’Università di Padova e vicepresidente della European Association for the Study of Obesity, «ci consente di personalizzare il trattamento in base al profilo clinico e alle esigenze quotidiane della persona con obesità o sovrappeso».
Come funziona la compressa e quali precauzioni richiede
Il problema dei farmaci biologici assunti per bocca è noto: gli enzimi digestivi possono degradare le proteine e i peptidi prima che vengano assorbiti. Per superare questa barriera, semaglutide orale è stata sviluppata insieme a SNAC, una sostanza che favorisce l’assorbimento del principio attivo a livello gastrico. La compressa si assume una volta al giorno a stomaco vuoto, con poca acqua. È necessario attendere almeno 30 minuti prima di mangiare, bere o assumere altri medicinali. Il rispetto di queste indicazioni è fondamentale per favorire l’assorbimento.
Nello studio OASIS 4, le interruzioni definitive dovute agli eventi avversi sono risultate comparabili tra il gruppo trattato e quello che ha ricevuto placebo. Questo non significa che il farmaco sia privo di effetti indesiderati: nausea, diarrea, vomito e altri disturbi gastrointestinali possono comparire durante il trattamento. Anche il confronto con altri farmaci orali richiede prudenza. Lo studio ORION ha rilevato, attraverso un confronto indiretto, una maggiore probabilità di interruzione per eventi avversi con orforglipron rispetto a semaglutide orale. Non essendo uno studio testa a testa, il risultato non consente una graduatoria definitiva tra i due trattamenti. L’introduzione della pillola amplia dunque le possibilità terapeutiche, ma non sostituisce la necessità di una presa in carico continuativa. La scelta deve considerare condizioni cliniche, tollerabilità, terapie concomitanti e preferenze individuali.
«Nello studio OPTIC la preferenza per il profilo di semaglutide orale è molto netta» conclude Sbraccia. «È un dato che merita attenzione e che si inserisce in un’esperienza clinica ormai ampia con semaglutide e in evidenze solide di efficacia e tollerabilità. I risultati vanno oltre il numero sulla bilancia e riguardano anche la composizione corporea. A questo si aggiunge la modalità orale: una compressa al giorno, che per alcune persone può essere semplice da integrare nella quotidianità, seguendo le indicazioni previste. Ascoltare questa preferenza è parte di una presa in carico tempestiva e attenta alle esigenze di ciascun paziente»
