Dopo lunghi mesi di preparazione, sono in corso in Brasile, principalmente a San Paolo e a Rio de Janeiro, i coloratissimi e sensuali festeggiamentei del carnevale più celebre al mondo. In questa gallery, ecco uno sguardo sulle bellezze femminili brasiliane che si esibiscono in elaborate coreografie di danza durante le sfilate lungo il Sambodromo, sfidandosi a ritmo di samba sui giganteschi carri allegorici delle rispettive scuole cittadine.

Alla grande festa non si è rinunciato anche se il carnevale del Brasile, per il secondo anno consecutivo, deve fare i conti con la crisi economica. Il paese è infatti in recessione dal 2015: le casse dei municipi sono vuote e molti eventi, al via ufficialmente il 24 febbraio, sono stati cancellati o drasticamente ridotti.

Sulla decisione di limitare la festa hanno inciso quest'anno almeno altri due fattori: l'insicurezza provocata dalle rivolte carcerarie scoppiate il mese scorso nel nord-est del Paese e lo sciopero della polizia militare innescatosi nelle ultime settimane a Espirito Santo e Rio de Janeiro (che hanno costretto i due Stati a invocare l'aiuto dell'esercito per pattugliare le strade), nonché una nuova emergenza sanitaria causata dall'epidemia di febbre gialla.

Se al carnevale dell'anno scorso a fare paura era il virus Zika, ora l'allarme è scattato per quest'altra infezione virale, altrettanto pericolosa, propagatasi in almeno 64 città dallo scorso dicembre e che ha già causato finora 83 morti. Come per Dengue, Zika e Chikungunya, la responsabile per il contagio della febbre gialla è sempre la zanzara Aedes aegypti. Ma in questo caso esiste già un antidoto e il ministero della Salute brasiliano ha organizzato una campagna di vaccinazione di massa che ha visto la consegna di 9,9 milioni di dosi supplementari.

Ad attenuare il ritmo della folia è però soprattutto il quadro economico poco incoraggiante, con un Pil che ancora stenta a recuperare e un tasso di disoccupazione ai massimi storici (quasi 13 milioni le persone rimaste senza lavoro, secondo un rapporto divulgato oggi dall'Istituto brasiliano di geografia e statistica). In base a uno studio di Folha de S.Paolo, il principale quotidiano nazionale, sono almeno 37 le manifestazioni allegoriche finanziate con risorse pubbliche annullate quest'anno in 13 Stati, tra cui i tre più ricchi, San Paolo, Rio de Janeiro e Minas Gerais, oltre che Bahia, Paranà e Pernambuco, regioni in cui si concentrano le sfilate in maschera più tradizionali.

A Rio de Janeiro, capitale mondiale del carnevale, l'apertura della baldoria è invece accompagnata da un'insolita polemica: alcuni organizzatori dei blocos de rua (sfilate di strada) hanno deciso di eliminare dal loro repertorio le marchinhas (marcette) che fanno allusione al colore della pelle o all'orientamento sessuale perché giudicate offensive o discriminanti. Una scelta che, per molti, equivale alla censura.

In questo clima di controversia e provocazione è stata criticata anche la decisione del sindaco evangelico di Rio, Marcelo Crivella, di non partecipare alle sfilate in programma nel Sambodromo carioca: è la prima volta che accade dal 1984, quando venne inaugurata la Sapucaì disegnata da Oscar Niemeyer. Secondo il quotidiano O Globo, Crivella ha persino evitato di consegnare le chiavi della metropoli al Rei Momo, la cerimonia che simboleggia l'apertura ufficiale della festa. Alla base della decisione del sindaco ci sarebbero fattori religiosi: Crivella è vescovo della potente Igreja universal do Reino de Deus e ai suoi interlocutori avrebbe detto di sentirsi a disagio nel dover inaugurare il carnevale carioca. 


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