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Legge di stabilità 2018: le misure allo studio

Tra i provvedimenti della manovra a cui sta già pensando il governo ci sono quelli riguardanti il fisco e l’evasione

È senza dubbio il fisco il primo dossier su cui sta lavorando il governo in vista della legge di stabilità del 2018. L’urgenza con cui i tecnici del ministero dell’Economia si sono messi fin d’ora al lavoro è dettata, tra le altre cose, dal sempre incombente giudizio europeo che continua a vedere nei conti del nostro Paese falle da colmare, a cominciare dai preannunciati, e per ora per fortuna sempre evitati, aumenti dell’Iva. E così il fronte della lotta all’evasione, che da sempre viene utilizzato come paravento per un recupero di risorse solitamente più virtuale che reale, e più in generale il capitolo della riforma fiscale, sono i temi su cui fin d’ora cominciano a circolare interessanti anticipazioni su quelle che sarebbero le intenzioni del governo. Vediamo allora quali sono i provvedimenti di carattere tributario che potrebbero trovare posto nella prossima manovra.

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Lo spauracchio dell’Iva
Come detto, una delle motivazioni più forti a trovare nuove risorse economiche, soprattutto dalla lotta all’evasione, è senza dubbio il pericolo di un aumento delle aliquote Iva, scongiurato finora, ma sempre drammaticamente incombente. Al netto dello sconto ottenuto dall’Unione europea, valutabile in circa 8-9 miliardi, e dell'effetto strutturale dell’ultima manovra bis, che ha fruttato altri 3,8 miliardi di 'dote' per il 2018, servono infatti ancora circa sei miliardi e mezzo di euro, che di questi tempi è proprio il caso di dire che non siano bruscolini. Senza contare, più in generale, gli impegni per il rinnovo del contratto del pubblico impiego e per una nuova riduzione del cuneo fiscale che portano il 'conto' attualmente attorno a 10-12 miliardi.

Fattura elettronica tra imprese
La caccia a nuove risorse non poteva che partire dall’ormai citata immancabile lotta all’evasione, cavallo di battaglia praticamente di tutte le ultime manovre economiche. E tra i provvedimenti più importanti a cui si sta dunque lavorando in questo senso in vista della prossima legge di bilancio ci sarebbe l’obbligo di fattura elettronica anche tra i privati. Questa misura farebbe parte di un pacchetto di norme di carattere squisitamente “digitale” voluto dal governo  per accelerare proprio sul fronte della lotta all'evasione ma anche su quello della semplificazione dei rapporti col fisco. Tutto dipenderà però dall’eventuale via libera sulla questione che dovrebbe arrivare da Bruxelles, il cui semaforo verde consentirebbe una deroga per estendere al mondo “business to business”, ossia quello del rapporto fra imprese, l'obbligo appunto della 'e-fattura'.

Addio ricevute e fatture
Altro tassello, connesso alla semplificazione delle comunicazioni dei dati all'amministrazione fiscale, sarebbe la creazione di un 'documento unico di vendita', che superi le attuali diverse modalità (fattura, ricevuta, ecc). In questo modo si realizzerebbe una quasi completa 'de-materializzazione' della documentazione da inviare al fisco, che viaggerebbe per via telematica, raggiungendo un server centrale. I dati sarebbero poi anche a disposizione nel proprio 'cassetto fiscale', ferma restando la possibilità di richiedere una copia cartacea di fatture o ricevute se necessaria.

Lotteria degli scontrini
All'interno di questo stesso pacchetto di norme fiscali andrebbe poi ricollocata anche la lotteria degli scontrini, che doveva entrare a regime proprio dal 2018. Quello cui si starebbe pensando è però un rinvio dell'intero processo al 2019. Al momento, infatti, tra le altre cose, mancherebbe ancora l'infrastruttura tecnologica necessaria a supportare i negozi che vogliano aderire all'iniziativa.

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