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Moreno Montanari, 'Gli equivoci dell'amore' - La recensione

Frammenti di un amoroso discorso sull'amore: per liberare dalla doxa (l'opinione) l'espressione migliore del nostro essere "oltre un corpo"

Gli equivoci

Gli equivoci dell'amore, particolare della copertina

Se non fosse già il titolo di una antologia cult di Raymond Carver, What we talk about when we talk about love è la formula perfetta per introdurre questo libro: di cosa parliamo quando parliamo d'amore. Terzo capitolo di una stimolante interpretazione della filosofia come cammino spirituale, proposta da Moreno Montanari incrociando la poesia e il pensiero teoretico-morale con la psicanalisi e l'Oriente, Gli equivoci dell'amore ribalta la tradizionale nozione di filosofia basata sul suo etimo (amore per il sapere) per proporsi come custode di un sapere dell'amore. Un sapere che condivide con l'amore stesso. L'amore, veggente, sa.

È un'opera breve capace di debanalizzare la parola più abusata al mondo, ma anche militante per la sua opposizione al "dilagante analfabetismo affettivo" del nostro tempo. Rigoroso nel ragionamento, teso e vibrante nel ritmo, Gli equivoci dell'amore parla la grammatica universale della poesia e della metafisica, della mistica e della psicologia, della politica e della misericordia, della fiaba e del cinema, pescando tanto dagli archetipi popolari quanto dalle pietre miliari della storia della filosofia. Danzano come in cerchio, portando ciascuno un pezzettino di verità, fra gli altri Platone e Derek Walkott, Rainer Maria Rilke e Sigmund Freud, i Baustelle e Lou Andreas Salomé, Raymond Panikkar e Hannah Arendt, Terrence Malick e Michel Foucault, Osho e Maria Zambrano, Simone Weil e Rosa Luxemburg.

L'irriverenza di questo citazionismo ribalta a sua volta la domanda che Wystan Hugh Auden trasformò in ardente verso: la verità sull'amore, spiega Montanari, risiede nello spirito di verità che esso incarna. Benché la sua radice mitica attecchisca nella storia di ciascuno in maniera originale, legandosi anche alle diverse tradizioni culturali, l'amore vissuto nella pienezza delle sue potenzialità costituisce per tutti l'occasione di diventare se stessi. Di portare cioè a pieno, autentico compimento il processo di individuazione, integrando le polarità che abitano la nostra psiche: la nostra Ombra, come diceva Carl Jung; lo yin e lo yang, secondo i cardini del taoismo; l'uomo e la donna che coabitano in ciascuno, secondo il tantrismo indiano.

Prendendo a prestito una metafora marinaresca usata da Platone nel Fedone e, in felice parallelo, analizzando la storia di Marina e Neil nel film To the Wonder di Terrence Malick, l'autore paragona l'amore a una traversata per mare, condotta attraverso due tipi di navigazione. La prima è sospinta dal vento dell'innamoramento, straordinaria scintilla capace di far dire "l'amore ti ama". La seconda inizia quando i suoi effetti si affievoliscono, quando il "delizioso inganno" si rivela in tutta la sua portata. Questo svincolo delicatissimo di ogni storia d'amore lascia esposta la coppia allo smarrimento e alla crisi, obbligandola a una scelta. Il passaggio alla seconda navigazione è come quando per mare la bonaccia costringe a navigare a remi, contando solo sulle proprie personali risorse: cessato il vento della passione, per potersi esprimere l'amore non ha che la capacità degli amanti di "prendersene cura".

È un'allegoria potente e consolante, l'amore che chiama a cooperare al suo sviluppo. La costruzione di un amore, cantava Ivano Fossati in una indimenticabile canzone, "mescola il sangue col sudore". Ma perché non sembrino astratte suggestioni Montanari passa in rassegna le varie declinazioni dell'amore nella vita quotidiana, individuale e di coppia. La dimensione fisico-simbolica dell'ascesi erotica e l'esito sadomasochistico di molte relazioni rimaste incagliate nel vincolo morboso-fusionale; l'amore proiettivo di istanze genitoriali irrisolte fino alle infide coppie formate da amore e desiderio, amore e possesso, amore e paura, amore e potere.

Pagine belle di intenso pathos sono dedicate all'amore per l'amore. L'amore disinteressato. L'amore in quanto gesto etico-politico, raccontato attraverso le biografie di donne e uomini straordinari come Rosa Luxemburg, Etty Hillesum, Nelson Mandela. Capaci - nonostante l'umiliazione e la brutalità del lager e della prigione - di coltivare in sé una "umanità che non si lasci annichilire dal male". Sottrarci al peso di questa materialità che ci trattiene: è il pensiero occidentale che, con amore, guarda a Oriente.

Moreno Montanari
Gli equivoci dell'amore
Mursia
pp. 138, 12 euro

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