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Fernanda Pivano in cinque libri

Auguri “Nanda”: la madrina della Beat Generation avrebbe compiuto oggi 95 anni. Ecco cinque titoli per ricordarne la carriera.

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Fernanda Pivano – Credits: CESARE ABBATE /ANSA/DC

Il 18 luglio 1917 nasceva a Genova Fernanda Pivano, una delle principali responsabili dello sbarco della letteratura made in USA sulle coste del Belpaese. Hemingway, Kerouac, Ginsberg, Fitzgerald, tutti questi nomi forse non si sarebbero conosciuti senza il lavoro certosino di “signora anarchia” , o perlomeno sarebbero arrivati da noi con ritardo o sotto un’altra luce.

Grazie alla sua lunga carriera di traduttrice, saggista, giornalista, critica e talent scout, è arrivata ai piani altissimi del gotha del panorama editoriale e letterario italiano, senza fermarsi mai un momento fino alla sua scomparsa a 92 anni, il 18 agosto 2009.

Per festeggiare quello che sarebbe stato il suo novantacinquesimo compleanno, ecco tre sue traduzioni, un’intervista speciale e un’opera che deve molto all’impegno di Fernanda Pivano.

Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters

Si tratta della prima traduzione in assoluto, datata 1943, per la quale Fernanda Pivano fu affiancata e guidata in Einaudi da Cesare Pavese, che era stato suo supplente di italiano negli anni di studi al celebre liceo classico Massimo D’Azeglio di Torino.

Il grande Gatsby - Francis Scott Fitzgerald

Tradotto per la prima volta in Italia nel ’36 da Cesare Giardini con il titolo Gatsby il magnifico, il capolavoro di Francis Scott Fitzgerald riprese vita nel 1950 con la versione di Fernanda Pivano, che è rimasta l’unica in circolazione fino al 2010, vale a dire una volta scaduti i diritti, a settant’anni dalla morte dell’autore.

Addio alle armi – Ernest Hemigway

Nel 1943 la traduzione di questo romanzo costò alla Pivano l’arresto. Il regime fascista considerava il contenuto di Addio alle armi lesivo dell’onore delle forze armate, principalmente per la descrizione della sconfitta di Caporetto e per l’antimilitarismo neanche tanto celato che si percepisce all’interno dell’opera.

Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle – Charles Bukowski

In una domenica di fine agosto del 1980, in una villa di San Pedro in California, accade qualcosa di speciale: Fernanda Pivano raggiunge Charles Bukowski nella sua casa, per intervistarlo. Da quel dialogo nasce questo libro, ricco di aneddoti, ricordi e riflessioni di uno dei simboli della letteratura americana contemporanea.

Sulla strada – Jack Kerouac

Il manifesto della Beat Generation non venne tradotto, ma solo introdotto da Nanda, la quale risultò però determinante perché il libro arrivasse nelle librerie italiane nel 1959. Pare infatti che la direzione editoriale di Mondadori avesse rifiutato inizialmente il libro, e solo la l’ostinatezza della Pivano, che fece pressioni su Arnoldo Mondadori, consegnò il capolavoro ai lettori nostrani.

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