Cinema

"Sole a catinelle" di Checco Zalone, le 10 battute più divertenti

La commedia del comico pugliese ha avuto un debutto al cinema da record di incassi. Ripercorriamo qui i momenti più esilaranti del film

Sole a catinelle (Medusa)

Come da previsioni Sole a catinelle, il nuovo film di Checco Zalone diretto da Gennaro Nunziante, sta sbancando il botteghino. Nel weekend d'uscita ha guadagnato 18,6 milioni di euro in quattro giorni, con tanto di record storico di incassi, superando il precedente del gennaio 2011 che apparteneva sempre al comico pugliese con Che bella Giornata. La media per schermo è di 16.598 spettatori. 

Seppur lontano dall'arguzia sottile e raffinata di certa commedia all'italiana alla Monicelli, Luca Medici - vero nome di Checco - è un mattatore assoluto e divertente. Congiungendo ironia a una leggera disanima delle magagne dell'Italia di oggi, riesce a far fioccare risate.

Ecco le 10 battute migliori di Sole a catinelle (elencate in ordine temporale):

1) Checco, inguaribile ottimista e materialista con il senso della responsabilità di una cicala, dopo aver fatto ricorso a finanziamenti su finanziamenti per togliersi dei costosi sfizi, si ritrova sul lastrico quando il suo lavoro da venditore di aspirapolveri ha una battuta d'arresto. Alla porta di casa gli bussano dei signori distinti dicendo:

"Siamo di Equitalia". "No, siamo cattolici qui", replica lui richiudendo l'uscio sulla loro faccia.

2) Dopo aver promesso incoscientemente una vacanza da sogno a suo figlio, a patto di tutti 10 in pagella, Checco cerca di rimediare portandolo in viaggio in... Molise, dove vive la sua vecchia zia e dove spera di vendere aspirapolveri ad altri parenti. In loco cerca un passatempo per suo figlio e soprattutto alcuni bambini con cui farlo giocare. In paese, però, sembrano esserci solo vecchi. All'ennesimo tentativo di rintracciare dei ragazzini, si rivolge così a un gruppo di anziane:

"Allora, sono come gli uomini, però più piccoli, senza la barba, con la voce più sottile..."

3) Il piccolo Nicolò (Robert Dancs), deluso dalla vacanza in Molise, chiede a suo padre di accompagnarlo a Piombino dove si unirà alla vacanza di alcuni amici di colore. Checco, nel consegnarlo in mano alla famiglia di origini afroamericane, dice con grossolana ignoranza a suo figlio:

"Ricorda a quella gente lì che noi occidentali abbiamo fatto tanto per loro, adesso tocca a loro, faglielo pesare, ok?".

4) Checco e suo figlio sono attratti da un cartello che indica "zoo". Entrano nella tenuta della bella e ricca Zoe (Aurore Erguy). All'ingresso c'è un bambino alquanto taciturno (è affetto da mutismo selettivo). Checco gli chiede più volte, senza mai ottenere risposta e alla fine urlando:

"Sai dove sta lo zoo?". "È qui", risponde infine il ragazzino. Zalone, osservando il coniglietto che il bimbo tiene in mano gli fa: "Quello è lo zoo? se c'avevi un pesciolino rosso era l'acquario di Genova? Umiltà, bambino".

5) Nella villa di Zoe tutto è all'insegna della spiritualità e del benessere. Il figlio di Checco partecipa a una seduta di yoga. Una delle partecipanti chiede a Checco:

"Per suo figlio è la prima volta?". "No, già respirava", risponde lui. 

6) Lorenzo (Ruben Aprea), il figlio di Zoe, grazie ai metodi poco ortodossi di Checco è ormai libero dal suo mutismo selettivo dovuto all'assenza del padre. Alle quattro di notte si presenta in camera di Checco e Nicolò e inizia a inondarli di parole. Non riuscendo a dormire, dopo un po' Checco, senza pietà, gli dice:

"Senti a me, bello, lo sai che tuo papà è una persona totalmente anaffettiva che ha abbandonato ogni forma di relazione con te per badare solamente al suo ego? Oh, ti è venuto il mutismo selettivo. Vai a dormire, domani ti sblocco. Spegni la luce, con mutismo". 

7) Checco conosce la mamma elegante e austera di Zoe e le dice:

 "Lei ha una vecchiaia davvero giovanile, complimenti signora".

8) A un ricevimento pieno di autorità e ricconi, Zoe presenta a Checco un caro amico di suo padre, Bollini (Augusto Zucchi), potente brutto ceffo panciuto e canuto. A sua volta lui presenta a Checco sua moglie, bella ragazza bionda, e sua figlia, donna abbondantemente sopra gli "anta". Checco rimane stupito:

Checco: - Scusi, non è il contrar...? (facendo un cenno di inversione con le dita)
Bollini: - No. E lei è... (indicando una bambina)
Checco: -  Aspe' aspe', la nonna!

9) La scena della riunione massonica è una delle più divertenti. La moglie (Miriam Dalmazio) chiama Checco al cellulare e lui risponde velocemente: "Ehi Danie', sto entrando in massoneria, ci sentiamo più tardi, ciao". 
Con tutti i massoni incappucciati riuniti Checco viene applaudito e allora prende la parola, togliendosi il cappuccio, e dicendo:
"Grazie, volevo ringraziare gli amici Vittorio Marin e Piergiorgio Bollini", indicando i due incappucciati accanto a lui, con loro evidente rassegnata disapprovazione. 

10) Sul finale Checco e famiglia tornano in Molise dove la sparagnina zia Ritella (Matilde Caterina) nel frattempo si è ammalata: Checco ha lasciato accesa una stufa elettrica dagli alti consumi e la zia ha ricevuto una bolletta di 89 euro, anziché i soliti 4-5 euro. È caduta in una sorta di delirio. Deve rimanere sempre attaccata a una macchinetta che le controlla la pressione arteriosa. 

Checco si avvicina alla zia allettata: - "Tu devi solo riposare adesso. C'è questo macchinario che ti controlla costantemente, devi stare però riposata. 
Zia: - È elettrico?
Checco: - Eh sì, zia, è elettrico. 
Zia: - Stacca la spina, stacca la spina...
Checco: - No zia, ti tiene in vita.
Zia: - Stacca la spina...
Checco: - No zia, devi consumarla la corrente.
Zia: - Stacca la spina...
[...]
Checco: - No, non staccherò la spina.
Zia: - Stacca la spina...
Checco: - E va bene, vorrà dire che farò... una eutanazia!

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