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Grecia, ferri corti con la Turchia: ecco cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane

Grecia, ferri corti con la Turchia: ecco cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane
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Atene e Ankara sono sempre più ai ferri corti. A dividerle, si registrano vari dossier. I possibili sviluppi dell’escalation

Domenica, la Turchia ha dato il via a Sea Wolf: una poderosa esercitazione militare che durerà fino al 25 settembre e che riguarderà tre aree: il Mediterraneo Orientale, il Mar Egeo e il Mar Nero. Secondo il Daily Sabah, a essere coinvolti saranno 14.000 soldati, 100 navi e 50 velivoli. A guardare con preoccupazione a queste manovre è soprattutto la Grecia che, negli ultimi mesi, ha visto nuovamente crescere la tensione nei suoi rapporti con la Turchia.

Ad agosto, due caccia F-16 di Atene avevano intercettato un drone turco che aveva violato la spazio aereo della Repubblica Ellenica. Pochi giorni prima, il ministero della Difesa di Ankara aveva criticato il progetto di Atene volto a creare una base di droni a Rodi, sostenendo che un simile scenario “violerebbe lo status demilitarizzato dell’isola e danneggerebbe la pace e la stabilità nell’Egeo, nonché le buone relazioni di vicinato”.

Sempre il mese scorso, il governo greco aveva inoltre biasimato la Turchia per aver istituito due parchi marini nel Mediterraneo e nell’Egeo. “Nella misura in cui i parchi si estendono su aree di alto mare, la loro istituzione è illegale, poiché nessuno Stato ha il diritto, secondo il diritto del mare, di istituire unilateralmente aree marine protette in zone al di là della giurisdizione nazionale”, aveva tuonato il ministero degli Esteri di Atene. Dall’altra parte, la Turchia aveva a sua volta criticato la Grecia, nel 2025, per aver creato un parco tra le isole di Milos e Levita.

“Non vogliamo che la Grecia diventi uno strumento nelle mani di coloro che desiderano destabilizzare la regione e farla precipitare nel caos”, ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, la scorsa settimana. “Naturalmente, nutriamo serie preoccupazioni riguardo alla militarizzazione di alcune isole. Loro lo sanno e glielo abbiamo comunicato”, ha aggiunto. “La militarizzazione delle isole che godono di uno status smilitarizzato rappresenta una minaccia per noi”, ha continuato.

A incrementare la fibrillazione tra Atene e Ankara sta anche il fatto che, poche settimane fa, la Grecia ha stretto un accordo con Israele per realizzare un sistema di difesa aerea dal valore di oltre tre miliardi di euro. Non dimentichiamo che i rapporti tra la Turchia e lo Stato ebraico sono ormai gelidi. Gerusalemme vede infatti in Ankara uno dei suoi principali rivali a livello regionale. Giocando di sponda con Israele, la Grecia punta quindi a incrementare la propria capacità di deterrenza nei confronti della Turchia. È anche in tal senso che, la settimana scorsa, Atene e Gerusalemme hanno effettuato delle esercitazioni congiunte nel Mediterraneo Orientale. La situazione nell’area si sta, insomma, facendo sempre più tesa, mentre la Nato – di cui sia la Grecia che la Turchia sono membri – rischia una notevole frattura interna.

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