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PES 2015, 6 cose da sapere + 1 video

Le principali novità del gioco di calcio Konami, uscito il 13 novembre

Calcio d'inizio

Konami mantiene l'esclusiva sulle massime competizioni continentali per club: UEFA Champions League, UEFA Europa League, Copa Libertadores, Copa Sudamericana e  Asian Champions League. Spuntano la Serie B italiana e quella inglese (squadre e leghe sono senza licenza, ma i calciatori sono veri), mentre l'innesto delle seconde divisioni di Francia e Spagna (Ligue 2 e Liga Adelante) è accompagnato da loghi e nomi tutti ufficiali. Tra i 17 stadi presenti nel gioco, 12 hanno la licenza (in rappresentanza dell'Italia ci sono San Siro e Juventus Stadium).

PES 2015 è uscito il 13 novembre per Pc, PlayStation 4 e Xbox One, distribuito in Italia da Halifax. Non manca nemmeno la versione per Xbox360 e Playstation 3, dove non si può ovviamente godere di tutte le migliori presenti su next gen.

Ritorno al passato

Nel recente passato PES era stato spesso al centro di critiche per la presunta deriva arcade, figlia di trame troppo frenetiche e situazioni di gioco eccessivamente caotiche. Nel nuovo capitolo si torna invece alle radici della saga, con ritmi ragionati e movimenti intelligenti, che non danno mai la sensazione di trovarci di fronte a scelte improvvisate, ma restituiscono il piacere di costruire una manovra offensiva degna di questo nome.

Controllo totale

I movimenti del nostro calciatore vengono gestiti con scioltezza attraverso la levetta sinistra del pad, con una libertà d'azione a 360°. Nulla di rivoluzionario, in teoria, ma c'è da considerare che anche nell'edizione 2014 persisteva la sensazione, ora del tutto sparita, di correre lungo dei binari invisibili. Dribbling, cambi direzione nello stretto e contrasti corpo a corpo sono stati rivisti per godere di un'esperienza ancora più immersiva.

Intelligenza superiore

Player ID e Team ID: le star sono fortemente caratterizzate (due a caso: Cristiano Ronaldo e la sua corsa impettita, Messi e i suoi dribbling supersonici), mentre i top club mettono in mostra i loro marchi di fabbrica, dal tiki-taka del Bayern di Guardiola alle accelerazioni monstre del Real Madrid di Carletto Ancelotti.

Come in tv (o quasi)

I volti dei calciatori, da sempre uno dei punti di forza di PES, sono riprodotti con impeccabile iperrealismo, soprattutto per quanto riguarda i nomi di primissima fascia. Il ventaglio di animazioni è stato rimpolpato e l'impatto generale è notevole, nonostante gli elementi di contorno (in particolare la resa del pubblico sugli spalti) risultino un po' sottotono rispetto a quanto si vede sul campo. Su console next gen il gioco gira a 60 frame al secondo, regalando un'eccellente fluidità di manovra.

Telecronaca, chi va e chi viene

Cambio ai microfoni: fuori Pierluigi Pardo, passato alla concorrenza, e dentro Fabio Caressa. Confermatissima la voce di supporto, che è sempre quella dell'ex portiere, oggi opinionista, Luca Marchegiani.

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