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Canada-Italia: Quanto piace il Talebano! | video

Polemiche per le ultime dichiarazioni del ministro canadese per le donne e l'uguaglianza di genere Maryam Monsef.

E' nella bufera il Ministro canadese per le donne e l'uguaglianza di genere, Maryam Monsef dopo che nel corso di una conferenza ha chiamato " fratelli" i Talebani che il Canada riconosce come "organizzazione terroristica". Durante il suo suo discorso Maryam Monsef ha detto: "Voglio cogliere l'occasione per parlare con i nostri fratelli, i talebani ai quali chiedo di garantire che chiunque voglia lasciare l'Afghanistan possa farlo in sicurezza, di onorare l'accordo di pace e di consentire alle donne e le voci dei gruppi minoritari di essere ascoltate in modo significativo". Travolta dalle polemiche ha provato a recuperare la situazione ribadendo "che il Canada condanna le loro azioni in Afghanistan e che lo intendeva come un riferimento culturale".

Nata da genitori afgani, Monsef che è di religione musulmana ha affermato di identificarsi come afghano-canadese e ha sempre creduto di essere nata in Afghanistan fino a quando sua madre non le ha detto che non era così. Suo padre è stato ucciso quando lei era una bambina e ha detto che la famiglia ha viaggiato avanti e indietro tra l'Iran e l'Afghanistan fino a quando sua madre ha portato Monsef e le sue due sorelle come rifugiati in Canada, stabilendosi a Peterborough nel 1996. Stessa disavventura in Italia per Nura Musse Ali avvocata 35enne originaria della Somalia ma che vive a Pisa e che membro per il PD della Commissione Pari Opportunità della Regione Toscana, che secondo quanto riportato da "Il Tirreno" si è detta "a favore della presa del potere da parte dei fondamentalisti talebani in Afghanistan, non perché condivida il loro modus operandi ma perché ritengo che quello che stiamo vivendo sia una tappa obbligata della storia".

Per Nura Musse Ali, " l'Afghanistan inizia il proprio lento cammino verso un'interpretazione evolutiva delle sue leggi e la maturazione del concetto di vita politica e sociale". Parole a dir poco inaccettabili tanto che nelle scorse ore il PD della regione Toscana si è espresso con una nota molto dura" "Il Partito Democratico si dissocia totalmente dalle parole pronunciate nell'intervista al Tirreno da Nura Musse Ali. I talebani sono stati e restano liberticidi e nemici dei diritti, persecutori delle donne. Sostenere che un regime è una tappa obbligata verso la maturazione sociale è inaccettabile". Ancora piu' netta la posizione del PD nazionale che ha ribadito che "Le parole di Nura Musse Ali non rappresentano il pensiero del Pd, che si batte da sempre affinché sia riconosciuto il ruolo delle donne, in Italia come nel mondo. Per questo, nel dissociarci dalle sue parole e nel ribadire la nostra contrarietà verso ogni regime che azzera la dignità delle persone, chiediamo che si dimetta". Speriamo che entrambe si dimettano dalle loro cariche politiche un fatto che gli permetterebbe di farsi un giro a Kabul e vedere come i " fratelli" Talebani trattano le donne.

Afghanistan, Convegno Panorama.it

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