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Il crollo del Milan consegna lo scudetto all’Inter

Il crollo del Milan consegna lo scudetto all’Inter

Il Parma passa a San Siro e manda i nerazzurri a +10 sui cugini: campionato indirizzato verso Chivu nel solito fine settimana di polemiche e veleni arbitrali.

Non ci sarà derby scudetto la sera dell’8 marzo a San Siro. Il Milan si è sfilato dalla sfida e l’Inter gode, avendo visto raddoppiare il suo vantaggio (da +5 a +10) in meno di una settimana quasi senza fare nulla, se non l’ordinaria amministrazione in campionato con annesso scivolone doloroso in Europa. La squadra di Allegri si è sfaldata sul più bello, confermando di aver viaggiato ben oltre i propri limiti fin qui. E’ fortemente significativo che abbia abdicato in due partite davanti al proprio pubblico, sbattendo sull’organizzazione del Como prima e sul muro del Parma poi. Una scena già vista nei mesi scorsi, limite su cui Max ha lavorato coprendo il difetto di costruzione (come sarebbe servito un centravanti dominante) senza, però, cancellarlo del tutto.

Nella serata del crollo, provocato dal Parma di Cuesta che oltre a difendersi ha saputo colpire, c’è anche la scena madre del gol prima annullato e poi concesso a Troilo con sospetto di doppio fallo su Maignan e Bartesaghi. Una goccia nel mare di veleno che sta accompagnando la stagione arbitrale. Poteva essere confermata la scelta di campo di Piccinini, ma al netto di questo passaggio la sensazione è che il Milan avrebbe potuto bussare ancora a lungo alla porta ducale senza trovare soddisfazione.

Il ko accelera il verdetto che da settimane Allegri definiva il più probabile, non solo per il ritmo insostenibile che Chivu ha impresso al campionato con le sue 13 vittorie e un pareggio dopo la sconfitta nel derby d’andata ma anche per l’andatura da passista del suo Milan, a tratti parsa del “vorrei ma non posso”. In ogni caso i rossoneri hanno motivo per consolarsi nella notte della sconfitta, avendo comunque mantenuto i preziosissimi 8 punti di vantaggio sulla Juventus che rappresenta il taglio della zona Champions League, il vero obiettivo societario affidato ad Allegri e a un passo dall’essere raggiunto.

Nota a margine: l’allungo decisivo dell’Inter arriva nell’ennesimo fine settimana di veleni e polemiche. Esiste un problema arbitrale non superiore all’enorme deficit di cultura sportiva che attraversa dirigenti, allenatori e giocatori. Dopo una settimana di prediche e buoni propositi sono tornate le famigerate simulazioni o similari, mani in faccia, cadute accentuate, varie ed eventuali. Il Napoli ha urlato allo scandalo per una scelta del direttore di gara opinabile ma non scandalosa, ma tanto è stato sufficiente per evitare di parlare di campo e del perché i campioni d’Italia (quasi ex) siano incappati nella sesta sconfitta, decima considerando la Champions League. Nessuna sorpresa, siamo italiani…

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