The Kolors in concerto: il racconto del Tour 2015
Musica

The Kolors in concerto: il racconto del Tour 2015

16 luglio, Milano, Estathé Market Sound. La recensione del loro live "da famosi"

Li abbiamo visti in televisione per mesi (anche adesso al Coca Cola Summer Festival), hanno dimostrato di essere fin dal giorno uno una spanna sopra il 99% degli artisti vincitori di un talent show. I The Kolors si esibiscono all'Estathè Market Sound di Milano il 15 luglio ed è il momento della verità: niente contesto televisivo, niente coprispigoli, solo il loro talento e la loro creatività.

Sì, perché sono seguiti da un team fortissimo come Baraonda, hanno un tour con Friends & Partners che ha fornito mezzi importanti, ma quando si spengono i riflettori della tv e si accendono le luci del palco, bisogna correre verso il pubblico reale senza armature. Lasciare un segno concreto, una cicatrice. 

Fin dall'inizio li abbiamo amati perché hanno dimostrato che la musica può essere un prodotto di successo senza essere svilito nel gusto, nei riferimenti culturali, nella cura per i dettagli, nella freschezza del prodotto. I The Kolors hanno fatto capire a tutti che le anomalie sono ciò che fa muovere il mercato. Ma ci sono piaciuti ieri sera? Siamo certi che ognuno di voi si è recato al concerto con aspettative altissime, perché in tv li abbiamo visti preparati come soldati in guerra. 

La sensazione generale che la band dà nel loro primo tour "da famosi" è che si siano mossi come se lo show fosse pensato per la tv. Metti un po' l'emozione, metti il non voler uscire troppo dalle righe, ma questo concerto ha avuto un "impatto statico", effetto stridente con una scaletta votata al ritmo e all'energia. Se non li puoi vedere da vicino come è successo fino a ieri in tv, li percepisci ovattati, non abbastanza esplosivi. 

Non è un caso che mi siano piaciute (e siano piaciute al pubblico) le sporcature: hanno dato vita a un live talmente studiato dal punto di vista strumentale/musicale da non sembrare veri, ruvidi e un po' sporchi come un tour estivo chiede. È stato concerto dove la loro "professionalità" ha inficiato (non del tutto e non sempre sia chiaro) il coinvolgimento emotivo del pubblico. 

Per questo in tv ci piacevano tanto quando affrontavano prove inedite, perché è nelle nuove sfide (e non nella mera esecuzione di cose assodate, nel modo più fedele ai brani originali) che danno il meglio.

"Out" è un album da record in classifica e tanti lo stanno ascoltando questa estate, ma quello che ci piace di loro è l'estro creativo, la voglia di non rimanere mai fermi, la continua esigenza di rinnovamento all'interno di un cappello che celebra la musica popolare, elettronica e rock del nostro passato. 

Hanno le doti (e anche il repertorio) per fare qualcosa che non si sente spesso in giro: musica made in Italy dal carattere pedagogico. Musica che ti fa venir voglia di ascoltare altra musica. Una volta tanto una produzione che si rivolge al pubblico giovanile che non è un seme sterile, ma l'inizio di un fenomeno che può prendere una strada che non cerca la tradizione, ma il rinnovamento.

Per tornare al live: se dai talenti della tv ci aspettiamo la massima disciplina perché il talent li mostra acerbi e poco abituati al palco, qui bisogna fare un lieve processo inverso: essere più istintivi in scena, più liberi anche di scivolare sulle bucce di banana, se serve. Loro sanno come gestirlo, loro se lo possono permettere.

In un'ora e mezzo di concerto e attraverso 20 canzoni (di cui alcune cover, vi alleghiamo la scaletta) c'è tutto il loro mondo. Un mondo musicale che ci auguriamo possano difendere in futuro e che venga seguita dai ragazzi (e non solo dai ragazzi) anche dopo il primo entusiasmo post talent. I The Kolors, quelli che "cantano solo in inglese", anche se non ne sono del tutto consapevoli ed è meglio così, fanno un gran bene alla musica e al pubblico italiano.

Il loro percorso di lunga gavetta fa pensare che quello che è successo ieri sera sia un punto di arrivo.

È meglio pensare che questo sia solo l'inizio.

La scaletta

1 - intro (Out) - Bella l'idea di raccontare fin dall'inizio con un espediente scenico i loro riferimenti musicali. Il loro essere derivativi non significa che hanno qualcosa da nascondere.
2 - Keep on Smiling
3 - Love
4 - Twisting - Bellissimo l'entusiasmo del pubblico su questo brano
5 - Great Escape
6 - Shout (Tears for Fears Cover)
7 - My Queen
8 - Light On
9 - Pompeii (Bastille Cover)
10 - No More + Areodynamic (Daft Punk Cover)
11 - Radio Gaga (Queen Cover)
12 - I'm Sorry
13 - Il mondo (Jimmy Fontana Cover) - Il brano più cantato dopo "Everytime"
14 - Realize
15 - Me Minus You - Uno dei brani che più di tutti è entrato nel cuore del pubblico. 
16 - Why
17 - Why Don't you love me
18 - Maniac (Irene Cara/Flashdance Cover)
19 - I don't give a funk
20 - Everytime - Portato in una versione perfetta, sia con l'inizio al piano che con la coda finale. 

I più letti

avatar-icon

Alessandro Alicandri