Gennaio, con il suo misto inconfondibile di disciplina e insofferenza, arriva ogni anno come un mese bifronte, sospeso tra la voglia di rimettersi in riga e il desiderio altrettanto potente di scappare alla prima occasione utile, e così si torna alla scrivania con agende nuove e propositi luminosi, ma basta pochissimo — la prima infornata di e-mail che si moltiplicano con sorprendente rapidità, una riunione incastrata male, un caffè bevuto in fretta che non ha il tempo di essere davvero confortante — per risvegliare l’impulso più istintivo e democratico di ogni inizio anno, quello che spinge ad aprire un sito di viaggi, scorrere compulsivamente le destinazioni e immaginare, anche solo per un attimo, un biglietto acquistato d’impulso che permetta di ripartire prima ancora di essersi davvero riabituati alla routine.
E, in un gioco di incastri che ha quasi del surreale, questo impulso non è soltanto un vezzo da viaggiatori incalliti che faticano ad accettare la fine delle festività: secondo il nuovo Report Best Time to Book 2026 di eDreams, è anche uno dei momenti più convenienti dell’anno per trasformare quella tentazione in un gesto concreto.
Il report, costruito osservando le prenotazioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, diventa una sorta di bussola annuale che non si limita a elencare i periodi più vantaggiosi, ma racconta in filigrana come gli italiani si muovono, sognano, anticipano e inseguono il viaggio, confermando che la geografia degli spostamenti non è fatta solo di coordinate, ma anche di umori collettivi e di quell’eterna oscillazione tra ordine e fuga che rende gennaio un mese irresistibile per chi vuole già ripartire.
Dall’Italia all’Asia, passando per l’Africa: quando osservare il calendario diventa strategia
Guardando con attenzione i dati raccolti da eDreams, emerge una mappa di convenienze che spiega con precisione quasi chirurgica come muoversi nel corso dell’anno, partendo dal presupposto che ogni destinazione abbia una propria stagionalità invisibile, una finestra nascosta in cui il prezzo si abbassa e la prenotazione diventa un colpo di fortuna solo apparente.
Per i voli nazionali, ad esempio, gennaio e febbraio sono stati i mesi più favorevoli, con tariffe medie rispettivamente di 100 e 119 euro, quasi un invito ad allungare le festività con un viaggio breve ma rigenerante.
Sul fronte europeo, gennaio ha guidato la classifica con una media di 130 euro, mentre settembre — mese tradizionalmente legato al rientro — ha rivelato un lato sorprendente con voli a 139 euro, seguito da un maggio che con i suoi 152 euro ha mostrato che la primavera non è solo un risveglio climatico, ma anche tariffario.
Per quanto riguarda le rotte intercontinentali, il protagonista indiscusso è stato settembre, con una media di 400 euro, mentre gennaio ha mantenuto un primato affettivo e pratico anche verso l’America, con voli di andata e ritorno a 648 euro.
E l’analisi, ampliando lo sguardo agli altri continenti, conferma un trend preciso: settembre è stato il mese più conveniente per raggiungere sia l’Africa (267 euro) che l’Asia (359 euro), trasformando l’inizio dell’autunno in una sorta di seconda estate, almeno per chi sceglie di volare lontano.
Le metropoli amano l’inverno, il mare ama l’estate: la mappa stagionale delle destinazioni più amate
Per chi nelle città cerca la prima scusa per respirare aria diversa da quella del rientro, gennaio è stato il mese perfetto per prenotare voli verso Italia, Francia, UK e Spagna, mostrando come il cuore urbano d’Europa si apra con generosità proprio quando le giornate sono più corte e le valigie meno pesanti.
La primavera e l’estate, invece, hanno riservato sorprese su tratte particolarmente amate dai viaggiatori: la Croazia ha toccato i 127 euro a maggio, mentre l’Austria ha offerto tariffe intorno ai 126 euro a giugno, e gli Stati Uniti hanno stupito con un agosto a 517 euro, combinazione rara per una destinazione tradizionalmente più onerosa nei mesi più caldi.
La Grecia, con la sua doppia anima di dedizione turistica e malinconia elegiaca, ha registrato prezzi favorevoli sia a maggio (184 euro) sia a settembre (160 euro), mostrando che chi la ama davvero ha due stagioni ideali per viverla senza la pressione estiva.
L’autunno, infine, si è rivelato un territorio fertile per le occasioni di recupero: Spagna a 121 euro, Marocco a 193 euro (contro i 187 di gennaio) e Tunisia a 171 euro (rispetto ai 168 di gennaio), confermando che settembre e ottobre rappresentano non solo una “seconda opportunità”, ma una vera e propria alternativa di valore.
E proprio settembre ha regalato le tariffe migliori verso Egitto (197 euro) e Turchia (208 euro), due destinazioni che nel cuore dell’autunno trovano una luce particolare, intensa e cinematografica.
Il giorno perfetto esiste, ma non è uno solo: la teoria del “weekend lungo” come nuova grammatica dei voli
Le teorie sul giorno giusto per prenotare sono diventate negli anni una sorta di mitologia moderna, con consigli tramandati come fossero segreti esoterici, eppure i dati di eDreams raccontano una storia più articolata, quasi una sinfonia di convenienze distribuite lungo un “weekend lungo” che va dal venerdì al lunedì e che segue un ritmo apparentemente naturale, come se i cieli si allineassero per accompagnare i viaggiatori verso il biglietto più adatto.
Il venerdì si è rivelato perfetto per l’Africa, con una media di 317 euro, mentre il sabato ha premiato chi cercava l’Europa con voli a 146 euro, giornata lenta, dedicata alla decisione ponderata ma non troppo, tipica di chi sfoglia le destinazioni tra un impegno e un brunch.
La domenica, sacra ai bilanci e ai sogni di nuove partenze, ha offerto le migliori tariffe verso America (687 euro) e Oceania (922 euro), mentre il lunedì — paradossalmente il più detestato dagli amanti della routine — ha regalato il prezzo più competitivo verso l’Asia (441 euro), quasi un gesto consolatorio nei confronti di chi deve ricominciare la settimana ma sogna di esserne già fuori.
Anche l’ora perfetta esiste: la notte come finestra segreta, gennaio come grande eccezione
Da sempre oggetto di discussione tra esperti e viaggiatori, l’orario più adatto per prenotare sembra finalmente avere un profilo definito: secondo eDreams, le ore più convenienti si collocano nella fascia notturna, quella in cui il mondo dorme, le notifiche tacciono e gli algoritmi sembrano quasi più indulgenti.
Alle 2 del mattino si registravano le migliori tariffe verso l’Asia (402 euro), alle 3 quelle verso l’Europa (138 euro) e l’Oceania (795 euro), mentre alle 4 i voli verso l’Africa scendevano a 285 euro.
L’America, invece, trovava la sua finestra ideale alle 7 del mattino, con una media di 636 euro, come se il continente occidentale rispondesse proprio quando l’Europa sta iniziando a svegliarsi.
Ma è gennaio a ribaltare le regole: in questo mese l’orario più conveniente è stato le 20:00, fascia serale in cui il pensiero del viaggio diventa un balsamo naturale contro la stanchezza del rientro.
E non solo: tra le 13 e le 14, nella sospensione della pausa pranzo, e tra le 21 e le 22, a cavallo della serata, i prezzi si muovevano con variazioni minime tra i 150 e i 159 euro, confermando che in certi periodi dell’anno il desiderio di viaggiare si sincronizza perfettamente con le tariffe.
Prenotare in anticipo sì, ma con discernimento: Oceania premia la pianificazione, Africa l’audacia
Sul tema dell’anticipo, forse il più divisivo tra i viaggiatori, i dati di eDreams offrono una sintesi limpida: programmare è spesso utile, ma non rappresenta una regola universale.
Per l’America, ad esempio, la fascia più conveniente si trova tra 91 e 100 giorni prima della partenza, con una media di 657 euro, mentre l’Oceania richiede un anticipo ancora più deciso, premiando chi prenota con oltre 90 giorni d’anticipo con tariffe intorno ai 981 euro.
Europa e Asia, invece, suggeriscono una pianificazione più moderata, con le migliori offerte collocate tra i 31 e i 60 giorni prima, e tariffe medie rispettivamente di 130 e 415 euro.
Poi c’è l’Africa, continente che sovverte ogni schema e che ha mostrato le migliori tariffe con un anticipo relativamente breve, tra i 16 e i 30 giorni, con una media di 298 euro, confermando che in alcuni casi l’intuizione dell’ultimo minuto può essere sorprendentemente premiante.
Le curiosità che raccontano più del previsto: Francia, Egitto e Tunisia riscrivono l’arte dell’anticipo
Accanto ai grandi trend, il report contiene anche dettagli che rivelano dinamiche sottili: alcune destinazioni di medio e corto raggio, come la Francia, hanno raggiunto le tariffe migliori prenotando con oltre 100 giorni d’anticipo (140 euro), mentre l’Egitto ha toccato i 244 euro prenotando con più di 90 giorni di anticipo, a dimostrazione che non sempre l’Europa e il Mediterraneo seguono la logica lineare a cui ci si aspetterebbe.
E per i ritardatari, la Tunisia, con il suo prezzo migliore (195 euro) tra i 16 e 30 giorni dalla partenza, conferma che non è mai troppo tardi per trovare un’occasione reale e non solo presunta.
