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Leone XIV, in Angola il primo viaggio del 2026. Ecco quali potrebbero essere gli altri

Leone XIV, in Angola il primo viaggio del 2026. Ecco quali potrebbero essere gli altri

“Papa Leone XIV prepara il primo grande viaggio del 2026: Angola, Africa e poi Stati Uniti, Europa e Sudamerica. Un pontificato che guarda al mondo

Papa Leone XIV ha scelto la sua prima meta per il 2026. Nella conferenza stampa del 13 gennaio, l’Arcivescovo Kryspin Witold Dubiel, nunzio apostolico dell’Angola, ha annunciato che presto verranno definite date e programmazioni ufficiali della visita del Pontefice: «In questo momento stiamo preparando il piano e il programma della visita del Santo Padre in Africa. Non abbiamo ancora i dettagli precisi, ma verranno comunicati appena definiti».

Il rappresentante pontificio si augura che la visita del Papa consenta di «riscoprire i valori che hanno formato il popolo angolano» e condividerli con le altre comunità globali.  

Il legame di Papa Leone XIV con l’Africa

A dicembre dello scorso anno, Leone XIV aveva già manifestato l’intenzione di visitare il continente africano nel 2026. Aveva indicato l’Algeria come possibile prima tappa, insieme ad Angola, Guinea Equatoriale e Camerun. Ed ecco che proprio l’Angola si è rivelata ora la prima destinazione.

Da fervente agostiniano, il primo viaggio il pontefice lo avrebbe voluto fare simbolicamente in Algeria, sulle orme di Sant’Agostino. E in effetti, al ritorno dal viaggio diplomatico in Turchia e in Libano di fine 2025, il Papa ha detto che la prossima visita potrebbe essere in Africa, in particolare in Algeria. Una nazione per cui Prevost ha un debole, come dimostrato dal suo impegno nel mettere subito a costo le questioni ecclesiali del Paese: ha fornito un vescovo ad Annaba, l’antica diocesi di Agostino; un nunzio apostolico, in precedenza vacante dal marzo 2025. Ha ricevuto infine lo scorso 25 luglio il presidente algerino Tebboune. Insomma, un viaggio che di certo è fra le priorità di Leone.

Il pontefice è sempre stato legato in modo speciale all’Africa, su questo non vi è alcun dubbio. Le suore agostiniane della Misericordia di Gesù in Sudafrica hanno ricordato quasi commosse l’incontro con l’allora padre Robert Francis Prevost. Una connessione testimoniata dall’esperienza diretta in tutte le zone principali: prima dell’elezione al soglio pontificio, aveva visitato più volte Kenya, Tanzania, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo, dove nel 2009 aveva persino l’Università Agostiniana di Kinshasa come Priore Generale dell’Ordine.

Le altre possibili mete

Non solo Africa: anche negli altri continenti si profila per Leone XIV una stagione di grandi viaggi, densa di simboli e significati geopolitici e spirituali. L’ipotesi più concreta è una visita in Spagna, in occasione dell’inaugurazione della Sagrada Família di Barcellona, la monumentale opera di Antoni Gaudí, con tappe anche a Madrid e Santiago di Compostela. Sarebbe un viaggio nel cuore cattolico d’Europa, tra fede, cultura e identità.

Ma l’attenzione si concentra soprattutto sugli Stati Uniti, la sua patria d’origine, dove il Papa potrebbe tornare già quest’anno, in coincidenza con i 250 anni della nascita della nazione. Washington e New York sono tappe obbligate, ma il viaggio potrebbe includere Baltimora, Chicago – la sua città – e la California, fino a San Diego, crocevia di mondi e migrazioni. In parallelo, resta forte il legame con il Perù, l’altra sua patria, con un ritorno a Chiclayo e forse un grande tour sudamericano che tocchi anche Argentina e Uruguay. Un 2026 che si profila dunque molto intenso (è più probabile che questi viaggi siano spalmati su più anni), e che dimostra l’ambizioso obiettivo del Pontefice di diffondere la parola di Cristo in tutto il mondo.

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