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Giornata mondiale del gatto, è boom di vacanze con loro: come viaggiare senza stress

Giornata mondiale del gatto, è boom di vacanze con loro: come viaggiare senza stress
Head Cat out of a car window in motion. summer

Trasportino, alimentazione, soste e documenti: come preparare la partenza rispettando le esigenze del gatto e riducendo ansia e imprevisti

Il gatto non rimane più necessariamente a casa, affidato alle cure di un familiare, di un vicino o di un pet sitter, mentre il resto della famiglia parte per le vacanze, perché anche i felini stanno entrando sempre più spesso nelle automobili, sui treni e, quando le condizioni lo consentono, sugli aerei dei loro proprietari, trasformando quello che fino a pochi anni fa veniva considerato un viaggio complicato e riservato a pochi in una scelta sempre più frequente.

La Giornata mondiale del gatto, celebrata l’8 agosto nel pieno del mese delle grandi partenze, diventa così l’occasione per osservare una tendenza che sta cambiando il mercato turistico e le abitudini delle famiglie: gli animali domestici non vengono più considerati presenze accessorie, da sistemare prima di organizzare una vacanza, ma membri effettivi del nucleo familiare, le cui necessità incidono sulla scelta della destinazione, del mezzo di trasporto e della struttura nella quale soggiornare.

Nel 2026 l’interesse nei confronti dei viaggi con i gatti avrebbe registrato, secondo un monitoraggio dello Schesir Respect My Nature Index basato anche sull’andamento delle ricerche online, una crescita globale del 650% rispetto all’anno precedente, un aumento che racconta non soltanto la curiosità verso un fenomeno emergente, ma anche il bisogno dei proprietari di trovare informazioni affidabili su un’esperienza che può risultare molto più delicata rispetto al viaggio con un cane.

Il turismo si adegua alle famiglie con animali

Il cosiddetto “pet travel” ha ormai assunto dimensioni internazionali, sostenuto dal cambiamento degli stili di vita, da una maggiore attenzione per il benessere degli animali e dal legame sempre più stretto che unisce le persone ai propri compagni a quattro zampe.

Secondo diverse rilevazioni di settore raccolte da Dogster, il 54% dei proprietari prevede di viaggiare insieme al proprio animale, mentre il 52% dei viaggiatori dichiara di organizzare le proprie vacanze tenendo conto della possibilità di portarlo con sé. Una scelta che sta obbligando anche il settore dell’ospitalità a modificare servizi e regolamenti, tanto che circa tre strutture alberghiere su quattro, dagli hotel economici ai resort di lusso, avrebbero ormai adottato politiche pet-friendly.

L’automobile rimane il mezzo privilegiato, scelto dal 64% dei proprietari per la maggiore autonomia che garantisce nella gestione delle soste, dell’acqua, della temperatura e degli eventuali imprevisti, ma crescono anche i trasferimenti internazionali, soprattutto verso i Paesi che offrono infrastrutture, alloggi e regole più favorevoli agli animali.

L’Italia, secondo il “Global Pet Travel Data Report 2026” di Starwood, si colloca all’ottavo posto tra le principali destinazioni dei trasferimenti internazionali di animali domestici, alle spalle, tra gli altri, di Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Spagna. L’analisi, condotta su oltre 41 mila trasferimenti, conferma una netta prevalenza dei cani, ma mostra anche una presenza significativa dei gatti, destinata ad aumentare insieme alla domanda di viaggi e soggiorni pensati specificamente per loro.

Perché viaggiare con un gatto richiede più preparazione

Portare un gatto in vacanza non significa semplicemente sistemarlo nel trasportino e partire, perché il felino è un animale profondamente legato al proprio territorio, agli odori conosciuti e alla stabilità delle sue abitudini, e può quindi vivere lo spostamento, il rumore, il cambiamento degli spazi e la presenza di persone sconosciute come una minaccia.

«Il viaggio, così come il cambio di clima e di routine, rappresenta uno stacco netto nella quotidianità del cane e del gatto e l’eccesso di informazioni sommarie o inesatte reperibili online porta spesso i proprietari a commettere errori su aspetti cruciali come l’alimentazione, le temperature e la gestione delle emergenze», spiega Vittorio Saettone, veterinario e Head of Research & Development e Quality Assurance di Schesir.

La prima valutazione da compiere riguarda quindi l’opportunità stessa della partenza. Non tutti i gatti desiderano viaggiare e non tutti sono in condizioni di affrontare uno spostamento lungo: l’età, lo stato di salute, il carattere, la durata del tragitto e il tipo di destinazione devono essere considerati prima di decidere. In presenza di patologie, forte ansia, difficoltà respiratorie o precedenti reazioni problematiche, il confronto con il veterinario diventa indispensabile.

Una volta stabilito che il viaggio è possibile, la preparazione deve iniziare con anticipo, evitando di concentrare ogni novità nelle ore immediatamente precedenti alla partenza.

Abituarlo al trasportino prima della partenza

Il trasportino non dovrebbe comparire improvvisamente il giorno del viaggio, magari dopo essere rimasto per mesi in cantina o in un armadio, perché il gatto potrebbe associarlo immediatamente a un’esperienza sgradevole, come una visita veterinaria, una costrizione o l’allontanamento dal proprio ambiente.

Gli esperti consigliano di lasciarlo aperto e accessibile in casa almeno due o tre settimane prima della partenza, collocando al suo interno una coperta, un cuscino, un gioco o qualche premio, in modo che l’animale possa esplorarlo autonomamente e iniziare a considerarlo un rifugio anziché una trappola.

Il trasportino deve essere solido, ben ventilato e sufficientemente spazioso da consentire al gatto di girarsi e assumere una posizione comoda, ma non eccessivamente grande, perché durante gli spostamenti uno spazio troppo ampio potrebbe farlo scivolare o sbattere. In automobile va inoltre fissato correttamente, evitando di appoggiarlo liberamente sui sedili o di sistemarlo in zone esposte direttamente al sole.

Niente pasti abbondanti prima del viaggio

Nelle ore precedenti alla partenza è preferibile evitare pasti particolarmente ricchi, perché il movimento dell’automobile, del treno o dell’aereo può provocare nausea, salivazione e vomito anche negli animali che normalmente non manifestano problemi digestivi.

Un pasto leggero o, su indicazione del veterinario e in base alle condizioni del gatto, un intervallo di circa tre o quattro ore senza cibo possono ridurre il rischio di malessere, mentre l’acqua deve rimanere disponibile fino alla partenza ed essere proposta regolarmente durante i tragitti più lunghi.

Non è invece consigliabile introdurre improvvisamente un alimento nuovo proprio in vacanza, quando al cambiamento dell’ambiente si aggiungerebbe anche quello della dieta. Portare con sé una quantità sufficiente del cibo abituale permette di mantenere almeno uno degli elementi più importanti della routine e di evitare disturbi intestinali difficili da gestire lontano da casa.

Feromoni e farmaci: mai improvvisare

Gli spray contenenti analoghi sintetici dei feromoni felini possono contribuire a rendere l’ambiente più familiare e a contenere l’agitazione, soprattutto nei gatti che manifestano un’ansia moderata legata al trasportino o agli spostamenti.

Il prodotto può essere applicato all’interno del trasportino prima dell’ingresso del gatto, rispettando le indicazioni riportate sulla confezione e lasciando trascorrere il tempo necessario perché l’alcol contenuto nello spray evapori. Nei giorni precedenti alla partenza può essere utilizzato anche nell’ambiente domestico, così da rendere più graduale l’associazione.

Diverso è il discorso per sedativi, ansiolitici o altri medicinali, che non devono essere somministrati senza una precisa prescrizione veterinaria. Un animale eccessivamente sedato potrebbe avere difficoltà a regolare la temperatura corporea, mantenere l’equilibrio o reagire correttamente alle sollecitazioni del viaggio, mentre in aereo alcuni farmaci possono aumentare i rischi respiratori e cardiovascolari.

Durante le soste il trasportino deve restare chiuso

Aree di servizio, parcheggi, stazioni e aeroporti sono ambienti ricchi di rumori, odori, persone e stimoli sconosciuti, nei quali anche un gatto normalmente tranquillo può spaventarsi e tentare la fuga in pochi secondi.

Per questo motivo il trasportino non deve essere aperto durante le soste all’aperto, nemmeno quando il proprietario ritiene che l’animale abbia bisogno di “prendere aria”. Se è necessario controllarlo, cambiare il tappetino o offrirgli acqua, bisogna farlo all’interno dell’automobile con portiere e finestrini chiusi oppure in un locale completamente sicuro.

La pettorina può rappresentare una protezione aggiuntiva, ma soltanto quando il gatto è stato abituato a indossarla con largo anticipo. Mettergliela per la prima volta durante una sosta non garantisce infatti alcuna sicurezza, perché un animale spaventato può sfilarsi anche dai modelli apparentemente più resistenti.

Portare in viaggio l’odore di casa

Una piccola lettiera, alcuni tappetini assorbenti, il cibo abituale e almeno un oggetto impregnato dell’odore di casa possono aiutare il gatto a ritrovare punti di riferimento durante il tragitto e una volta arrivato nella struttura scelta per il soggiorno.

Coperte, cuscini e giochi non svolgono soltanto una funzione pratica, ma contribuiscono a ricreare una continuità tra l’ambiente domestico e quello temporaneo, riducendo la sensazione di trovarsi in un territorio completamente estraneo.

All’arrivo è preferibile non lasciare immediatamente il gatto libero di esplorare l’intero appartamento o la camera d’albergo, ma predisporre inizialmente una stanza tranquilla con lettiera, acqua, cibo, trasportino aperto e un luogo nel quale nascondersi. Solo quando apparirà rilassato potrà iniziare a conoscere gradualmente gli altri spazi, controllando sempre finestre, balconi, porte e possibili vie di fuga.

Documenti e controlli da preparare in anticipo

Per i viaggi all’estero è necessario verificare con largo anticipo le regole del Paese di destinazione, che possono prevedere microchip, passaporto europeo per animali da compagnia, vaccinazione antirabbica in corso di validità, certificati sanitari, trattamenti antiparassitari o periodi di attesa tra la vaccinazione e l’ingresso.

Anche le compagnie aeree, ferroviarie e marittime applicano regolamenti differenti per dimensioni del trasportino, peso complessivo, prenotazione del posto e numero massimo di animali ammessi, perciò la semplice indicazione “pet-friendly” non è sufficiente a garantire l’accesso.

La vacanza con un gatto può diventare un’esperienza serena e condivisa, ma soltanto quando viene costruita intorno alle sue esigenze reali e non alla convinzione che possa adattarsi automaticamente ai ritmi umani. Preparare il trasportino, conservare le abitudini alimentari, limitare gli stimoli e organizzare documenti e spostamenti in anticipo significa rispettare la natura di un animale che può accompagnarci lontano da casa, purché non gli si chieda di smettere di essere un gatto.

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