Una lunga corsa che si concluderà l’8 novembre in Brasile: in mezzo gli ultimi sei gran premi di Formula 1 da correre in sette settimane con Kimi Antonelli che si presenta al gran finale con 81 punti di vantaggio sul compagno di squadra George Russell e 101 sul ferrarista Lewis Hamilton. Se non conoscessimo il modo di guidare di Antonelli verrebbe da immaginare una gestione oculata del vantaggio per arrivare al risultato finale: il titolo di campione del mondo piloti. Ma Kimi non è uno che pensa troppo a gestire, vuole vincere sempre e comunque. Chissà se negli ultimi sei gran premi userà un po’ più la strategia, difficile pensarlo con negli occhi l’ultimo giro a Monza e a Madrid quando ottenne il miglior tempo della gara senza essere minimamente interessato al fatto che spingendo al massimo potesse correre rischi. Lui è fatto così, prendere o lasciare. La realtà è che siamo vicinissimo alla conquista di un titolo mondiale da parte di un pilota italiano, un evento al quale non assistiamo dal 1953 quando a trionfare fu Alberto Ascari. Azerbaigian, Bahrain (in Malesia), Singapore, Stati Uniti, Messico e Brasile le gare in programma, mentre restano da confermare i gran premi di Qatar e Abu Dhabi per i conflitti in Medio Oriente e resta aperta la possibilità di un ultimo gran premio a Imola in caso di cancellazione degli altri due.
Da domani a Baku
Il week end in Azeirbagian parte in anticipo: da domani prove libere, venerdì le ufficiali e sabato (alle 13 ora italiana) la gara. L’anticipo è dovuto al fatto che domenica in Azerbaigian si celebra il Giorno della Memoria dedicato alle vittime del Nagorno-Kharabak. “Sarà fondamentale restare concentrati in questa fase – ha detto Antonelli – perchè bastano pochi errori per rimettere tutto in discussione. Noi continueremo, con il team, a concentrarci su ogni gara per continuare a vincere”. Kimi pensa solo a vincere e con la forza dei suoi vent’anni non teme le fatiche del tour de force di sei gran premi in sette settimane: “Dal punto di vista fisico mi sono allenato tantissimo al via della stagione per essere pronto ad affrontare momenti duri come questo e continuo a sentirmi benissimo anche in macchina che è la cosa più importante”. Baku sulla carta è un circuito favorevole alle Mercedes e Kimi ha solo una cosa in testa, continuare a vincere sempre. Forse è il suo modo per alleggerire la pressione e pensare un po’ meno alla grande impresa che sta per realizzare.
E le Ferrari?
Dopo i ritiri di Leclerc a Monza e Hamilton a Madrid la Ferrari ha bisogno di tornare protagonista in Azerbagian, ma la vigilia è tutt’altro che serena a Maranello. Il circuito di Baku è decisamente più favorevole alla Mercedes e alla Mc Laren (che si sta pericolosamente avvicinando nella classifica costruttori) e poi c’è l’incognita del motore Aduo usato da Monza ma con il quale Leclerc è finito fuori alla parabolica. A Madrid non è stato utilizzato, a Baku tornerà ma se durante le prove Leclerc dovesse avere dei dubbi allora si cambierà motore e in questo caso la Ferrari del monegasco incapperà inevitabilmente in una penalizzazione nello schieramento di partenza. Intanto Lewis Hamilton facendo seguito al silenzio totale dei vertici di Maranello su eventuali problemi interni ha smentito sui social ogni possibile dissidio con gli uomini del suo team. Una calma solo apparente perchè i tanti problemi che ha incontrato la Ferrari in questa stagione mettono sotto accusa non soltanto i piloti ma anche e soprattutto il team principal Vasseur, nonostante il rinnovo di contratto da poco siglato con John Elkann.
