Si rafforza la promozione internazionale dei grandi cammini storici e religiosi che attraversano l’Italia. Sotto il coordinamento di ENIT S.P.A. — Agenzia Nazionale del Turismo, in raccordo con il Ministero del Turismo, prende forma “Antichi Cammini d’Italia”: un progetto finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU «Antichi Cammini d’Italia», PNRR – Missione M1C3 Investimento 4.3 Intervento 274 – soggetto attuatore MINISTERO DEL TURISMO, soggetto esecutore ENIT S.p.A. — con l’obiettivo di posizionare in modo strutturato l’Italia tra le walking destination internazionali.
Il cammino è oggi una delle modalità di viaggio in più rapida crescita a livello europeo. Il Programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, lanciato a Strasburgo nel 1987 con il primo riconoscimento dei Cammini di Santiago di Compostela, ha costruito negli anni una rete di oltre quaranta itinerari sovranazionali certificati, individuando nei percorsi storici un veicolo di patrimonio condiviso, dialogo interculturale e turismo sostenibile. L’Italia partecipa a questo sistema con una presenza qualificata: i cinque cammini al centro della nuova azione di promozione si raccordano, in modi e tempi diversi, a tale framework europeo e convergono geograficamente verso Roma, raccordandosi al cuore storico del pellegrinaggio occidentale.
Via Francigena
La Via Francigena è il cammino storico italiano più riconosciuto a livello internazionale. Nel 1994 il Consiglio d’Europa l’ha certificata come Itinerario Culturale, al pari del Cammino di Santiago. Il tracciato si fonda sul diario di viaggio dell’arcivescovo Sigerico di Canterbury, che nel 990 d.C. annotò le 79 tappe (mansiones) del proprio ritorno da Roma. L’itinerario complessivo si estende per circa 3.200 chilometri da Canterbury a Santa Maria di Leuca, attraverso Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia e Città del Vaticano. Il tratto italiano dal Passo del Gran San Bernardo a Roma misura circa 1.000 chilometri suddivisi in 45 tappe, e attraversa Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio. Tra i suoi paesaggi più distintivi figurano le risaie della Lomellina, il Passo della Cisa, la Val d’Orcia, le crete senesi e la Tuscia viterbese. La gestione dell’itinerario è affidata all’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), riconosciuta dal Consiglio d’Europa come soggetto referente.
Via di Francesco
La Via di Francesco è un sistema di percorsi che unisce i luoghi più significativi della vita di Francesco d’Assisi (1182–1226). Si articola su due direttrici principali che convergono ad Assisi. La Via del Nord, dal Santuario della Verna ad Assisi, si estende per circa 190 chilometri attraverso il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, l’Alta Valle del Tevere, Sansepolcro, Città di Castello, Pietralunga, Gubbio — luogo del celebre episodio del lupo — e Valfabbrica. La Via del Sud, da Roma ad Assisi, percorre circa 300 chilometri in 19 tappe attraverso la campagna sabina e la Valle Santa Reatina, dove si incontrano i quattro santuari francescani di Greccio, Fonte Colombo, La Foresta e Poggio Bustone, prima di salire alla Valnerina e scendere lungo la Valle di Spoleto. Il santuario della Verna, in Toscana, è universalmente associato all’evento delle stimmate, ricevute da Francesco nel 1224. Al termine del cammino, presso la Basilica di San Francesco di Assisi, viene rilasciato l’attestato di pellegrinaggio, denominato Testimonium.
Cammino di San Benedetto
Il Cammino di San Benedetto, definito nel suo tracciato attuale grazie al lavoro di documentazione di Simone Frignani, unisce i tre luoghi fondamentali della vita del fondatore del monachesimo occidentale: Norcia, sua città natale (intorno al 480 d.C.); Subiaco, dove visse oltre trent’anni e fondò tredici monasteri; Montecassino, dove intorno al 529 fondò l’abbazia che rappresenta il riferimento dell’Ordine benedettino e dove, secondo la tradizione, scrisse la Regola e morì nel 547. Il percorso si sviluppa per circa 300 chilometri in 16 tappe a piedi tra Umbria e Lazio, attraversando i Monti Sibillini, Reatini, Simbruini, Lucretili ed Ernici, e tocca luoghi di particolare densità spirituale e culturale: Cascia, legata a Santa Rita; Rieti; Subiaco con il Sacro Speco e l’Abbazia di Santa Scolastica, considerata culla della stampa italiana per aver accolto nel 1465 la prima stamperia attiva in Italia; Casamari; Arpino, città natale di Cicerone; Roccasecca, legata alla figura di Tommaso d’Aquino. Benedetto da Norcia è patrono d’Europa dal 1964, per proclamazione di Paolo VI con la lettera apostolica Pacis nuntius.
Romea Strata
La Romea Strata è il cammino più recente entrato nel sistema degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, che l’ha certificata il 17 giugno 2025. Il percorso ricostruisce la rete di vie che dall’Europa centro-orientale e baltica conducevano i pellegrini a Roma. Lo sviluppo complessivo supera i 4.000 chilometri attraverso sette paesi (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Italia), con 245 tappe e oltre cinquanta siti UNESCO collegati al tracciato. Il tratto italiano principale, da Tarvisio fino al raccordo con la Via Francigena a Fucecchio, si sviluppa per circa 1.000 chilometri in 47 tappe attraverso cinque regioni — Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio — ed è affiancato da diramazioni che comprendono anche Trentino-Alto Adige e Lombardia. Tra i nodi più significativi: il Santuario del Monte Lussari, Concordia Sagittaria, Venezia, Padova, l’Abbazia di Nonantola, Pistoia — dove si conserva l’unica reliquia di San Giacomo Maggiore esistente al di fuori della Spagna — e Bolsena. Il coordinamento europeo è affidato all’Associazione Europea Romea Strata (AERS).
Via Romea Germanica
La Via Romea Germanica è stata certificata Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa nel 2020. Il tracciato moderno ricostruisce il viaggio descritto dall’abate Alberto di Stade negli Annales Stadenses del 1236, in cui un dialogo tra due frati che valutano le possibili strade verso Roma diventa l’occasione per documentare con precisione il percorso compiuto dall’autore. L’itinerario complessivo si estende per circa 2.200 chilometri da Stade, in Bassa Sassonia, fino a Roma, in 94–97 tappe attraverso Germania, Austria e Italia. Il tratto italiano misura circa 1.050 chilometri dal Brennero a Roma e attraversa Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio, raccordandosi alla Via Francigena a Montefiascone. Tra i suoi snodi: Bressanone, Trento, la Valsugana, Padova, Ferrara, Ravenna — con il patrimonio bizantino riconosciuto dall’UNESCO — le Foreste Casentinesi, Arezzo, Cortona, Orvieto, Civita di Bagnoregio, Viterbo e Sutri.
Una visione integrata
La promozione coordinata dei cinque cammini risponde a un’esigenza precisa: dare visibilità sistemica a un patrimonio che, fino ad oggi, ha trovato espressione comunicativa in modo frammentato, con la sola Via Francigena dotata di una riconoscibilità internazionale strutturata. “Antichi Cammini d’Italia”, avviata da ENIT in raccordo con il Ministero del Turismo, mira a colmare questo divario, posizionando l’Italia come riferimento europeo per il turismo culturale lento. La strategia poggia su una lettura aggiornata del viaggiatore contemporaneo: una persona che cerca esperienze prima ancora che destinazioni, che pratica la lentezza come scelta consapevole e che riconosce nel cammino — storico, naturalistico, spirituale — un ponte tra patrimonio condiviso e ricerca personale. Cinque vie, una direzione: l’Italia che si scopre a piedi.









