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Caro-traghetti e navi estate 2026: rischio prezzi in aumento e meno collegamenti

Caro-traghetti e navi estate 2026: rischio prezzi in aumento e meno collegamenti

Dopo il caro-voli, il boom del carburante spinto dalla crisi in Medio Oriente colpisce anche navi e traghetti: in arrivo rincari, ritardi e tagli sulle tratte per Sicilia, Sardegna e Corsica

Dopo il caro-voli ora sull’estate incombe anche il caro-traghetti e navi. Il boom del prezzo del carburante causato dalla guerra in Medio Oriente rischia di avere un impatto anche per i turisti che sceglieranno di viaggiare sul mare. A lanciare l’allarme sono le principali associazioni di categoria, Assarmatori e Confitarma: prezzi in aumento, meno collegamenti e rischio cancellazioni.

Traghetti e caro carburante: Sicilia, Sardegna, Corsica e Calabria sempre più lontane

Il caro carburante sta colpendo duramente anche il trasporto marittimo, rendendo sempre più costoso raggiungere mete tipiche dell’estate come Sicilia e Sardegna, ma anche collegamenti cruciali come quelli con la Corsica e tra Calabria e Sicilia (anche per i pendolari non solo per i turisti). Le tratte più esposte sono quelle a lungo raggio, come Genova-Palermo e Genova-Olbia, dove il consumo di carburante incide in modo determinante sui costi. Ma i segnali di tensione arrivano anche dalle rotte più brevi: nello Stretto di Messina, i pendolari hanno già denunciato aumenti significativi, mentre tra Corsica e Toscana si sono registrati stop e disagi nei collegamenti con Livorno, con turisti e lavoratori rimasti bloccati per ore, soprattutto nell’area di Bastia. Con il carburante alle stelle in alcuni casi potrebbe risultare più conveniente per gli armatori tenere ferme le navi, continuando comunque a sostenere i costi fissi, piuttosto che operare in perdita. Una dinamica che rischia di rendere le isole sempre meno accessibili, proprio in un periodo, l’estate, di boom. Per questo le compagnie chiedono interventi urgenti al governo, proponendo un credito d’imposta legato all’aumento dei costi sostenuti nei mesi primaverili. Senza misure correttive, il rischio, spiegano, è quello di una “compromissione dei servizi”, con meno collegamenti e frequenze ridotte, soprattutto verso le isole maggiori.

Prezzi in salita e strategie delle compagnie: dalle navi più lente alle crociere più care

Se la situazione non migliorerà, gli effetti sui viaggi estivi saranno inevitabili. Le compagnie stanno già studiando contromisure: dallo slow steaming (velocità ridotta per consumare meno carburante, ma ovviamente tempi allungati) all’aumento del numero di passeggeri e merci a bordo per distribuire i costi. Nel caso della Sardegna, anche piccoli cambiamenti operativi come la riduzione della velocità, potrebbero allungare i tempi di viaggio fino a due ore.
E il caro energia si riflette anche sul settore delle crociere. Alcune compagnie hanno già introdotto supplementi per far fronte all’aumento dei costi: tra queste StarCruises e Dream Cruises, che applicano extra fino a circa 20 euro al giorno per passeggero, variabili in base all’itinerario. Per le partenze da Singapore si parla di circa 9 euro al giorno, mentre da Hong Kong si può arrivare a 19 euro. Le compagnie hanno chiarito che si tratta di misure temporanee, legate all’andamento del prezzo del carburante, ma il segnale è chiaro: l’intero comparto del turismo marittimo è sotto pressione.
In definitiva, il rischio è che, dopo il caro-voli, anche il mare diventi meno accessibile. Organizzando l’estate 2026 bisognerà mettere in conto che anche il viaggio in sé (aereo o nave o macchina che sia) potrebbe incidere, e non poco, sul budget finale.

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