L’igiene orale è una cosa seria, per ciascuno di noi ma anche per chi ci sta quotidianamente attorno; d’altra parte, però, sono non meno di 3,7 miliardi le persone che soffrono di problemi del cavo orale. Significa, dunque, che l’opportunità di miglioramento è ancora ampia.
Il problema, del resto, non riguarda solo l’estetica del sorriso: l’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala un legame sempre più riconosciuto tra una cattiva salute orale e condizioni di più ampia portata, come le malattie cardiache e l’Alzheimer.
Eppure le abitudini quotidiane restano lontane da quanto raccomandato, visto che in media allo spazzolamento si dedicano appena 45 secondi, contro i 2 minuti consigliati dalle linee guida.
E proprio tenendo a mente questo, Dyson ha voluto inserirsi con il nuovissimo Dyson CameraJet. Come ogni prodotto della casa fondata da James Dyson, si è voluto fare le cose in grande.
CameraJet è infatti il primo spazzolino al mondo dotato di una videocamera integrata, pensato non per aggiungere un gadget alla routine quotidiana, ma per risolvere un problema che riguarda miliardi di persone, spesso senza che se ne rendano conto.
Vedere quello che lo spazzolamento non vede
Alla base di tutto c’è la tecnologia Gap Optical Targeting, una microcamera da 100.000 pixel, con lente macro e guidata da un algoritmo di machine learning.
Lo scopo è scansionare 28 immagini al secondo per individuare in tempo reale gli spazi interdentali, le zone dove la placca si forma più facilmente e che il gesto meccanico dello spazzolamento tende a trascurare.
Bastano 100 millisecondi dal rilevamento perché il dispositivo attivi un getto mirato di collutorio, esattamente dove serve.
Un getto conico al posto dell’ago
Tuttavia “vedere” meglio non era sufficiente, bisognava anche ripensare il modo in cui l’acqua rimuove la placca.
Gli idropulsori tradizionali usano infatti getti sottili e puntiformi, capaci di forare la placca ma non di staccarla del tutto.
Dyson ha lavorato cinque anni con la Facoltà di Odontoiatria della National University of Singapore per sviluppare una placca sintetica su cui testare soluzioni alternative, arrivando a un getto conico e più ampio, pensato per rimuovere più residui restando delicato su gengive e smalto.
Una testina che non si blocca
Anche il gesto dello spazzolamento è stato rivisto. Analizzando al rallentatore gli spazzolini sonici già in commercio, gli ingegneri Dyson hanno notato che le setole tendono a incastrarsi contro il dente, soprattutto nei punti più difficili da raggiungere.
La risposta è un’oscillazione sonica variabile, che cambia costantemente angolo per tenere le setole sempre in movimento. Tanto che dall’azienda fanno sapere che nei test di laboratorio ha rimosso fino al 69% di placca in più rispetto ai principali spazzolini elettrici premium, proprio nelle aree più trascurate.
Completa il quadro una testina a doppia setola, dotata di un tag RFID che ne traccia l’usura e segnala quando è il momento di sostituirla.
Non solo uno spazzolino
Come ogni prodotto Dyson, anche il CameraJet nasce all’interno di un ecosistema più ampio. Completano il quadro un dentifricio senza agenti schiumogeni, formulato apposta per non “accecare” la videocamera, un collutorio a basso potere schiumogeno, una docking station che ricarica il serbatoio in appena tre secondi e l’app MyDyson, che consente di rivedere in streaming privato la pulizia appena effettuata, senza che alcuna immagine venga salvata o conservata.
Tutti questi prodotti, ovvero il Dyson Dental System (spazzolino, dock, dentifricio e collutorio), sono già disponibile nei Dyson Demo Store e presso una selezione di rivenditori, al prezzo di 479 euro, nelle colorazioni Ceramic Ultra Blue e Ceramic Pink.
