DJI Avata 360 rafforza con decisione il mercato delle produzioni video a 360 gradi anche per gli utenti amatoriali che cercano esperienze di volo più emozionanti e contenuti visivi di maggiore impatto. È un dispositivo potente, versatile, piuttosto facile da pilotare, ma non è un prodotto per tutti. In un qualche modo è anche la risposta di DJI al lancio avvenuto lo scorso novembre di Antigravity A1, entrambi consento infatti le riprese sferiche e hanno diversi punti in comune ma sono chiaramente due prodotti distinti.
Compatto ma non leggero
DJI Avata 360 sembra una versione più grande del DJI Neo 2, con un’unica differenza essenziale: la fotocamera frontale ha due obiettivi anziché uno. Il corpo è robusto, con il classico design cinewhoop della linea Avata – vale a dire eliche protette da appositi anelli integrati nel telaio – che rendono il drone più sicuro da usare in ambienti chiusi o in prossimità di persone, a differenza dell’A1 con le sue eliche esposte.
Il peso ufficiale è di 455 grammi, un dato non trascurabile sul fronte normativo, come vedremo. Le dimensioni sono 246 × 199 × 55,5 mm: confermano che non si tratta di un quadricottero minimalista, ma pensato per fare sul serio. Interessante sottolineare un dettaglio costruttivo non banale: la fotocamera ruota di 90 gradi al momento del decollo.
A terra, uno degli obiettivi è rivolto in avanti; una volta in quota, il blocco si inclina di 90 gradi e i due obiettivi puntano uno verso l’alto e uno verso il basso, coprendo così l’intera sfera. Al contrario di soluzioni con gambe di atterraggio, questo meccanismo protegge le ottiche durante i decolli e gli atterraggi. Le lenti sono inoltre sostituibili dall’utente senza inviare il drone in assistenza.
Riprese in 8K a 60 fps
l cuore del DJI Avata 360 è il suo sistema di imaging: due sensori CMOS da 1/1.1 pollici e 64 megapixel ciascuno, capaci di girare video 8K/60fps e scattare foto a 360 gradi da 120 megapixel. I pixel da 2,4 μm garantiscono prestazioni elevate anche in condizioni di scarsa illuminazione, e il supporto per il profilo colore D-Log M in 10-bit apre scenari di correzione colore di tipo professionale.
Una delle caratteristiche più interessanti, che sottolinea la versatilità di questo drone, è la modalità Single Lens: ruotando il blocco ottico in avanti, il drone si comporta come un classico FPV, riprendendo in 4K a 60 fps senza alcuna proiezione sferica. Un dispositivo, due flussi di lavoro completamente diversi.
Il sistema di trasmissione O4+ offre un feed live in 1080p/60fps con una portata fino a 20 km in condizioni ideali (10 km in area CE), mentre l’autonomia dichiarata è di circa 22 minuti per batteria, con un utilizzo reale in volo dinamico che scende intorno ai 15 minuti. La memoria interna è di 42 GB utilizzabili, affiancata da uno slot microSD.
Massima libertà di pilotaggio
Uno degli aspetti più interessanti dell’Avata 360 è la sua versatilità nei controlli. Si può volare con il controller RC Motion 3 abbinato ai DJI Goggles N3 in modalità FPV, oppure con il radiocomando RC 2 dotato di schermo touchscreen integrato (esattamente come un drone tradizionale) ottenendo comunque le riprese a 360 gradi senza indossare gli occhiali. Sono compatibili anche i vecchi radiocomandi RC-N2 e RC-N3. Il volo in prima persona (FPV) richiede un po’ di esperienza in più, soprattutto per i neofiti.
Da segnalare: la modalità acro manuale completa non è supportata. In FPV sono disponibili solo le modalità Normal e Sport, non il volo acrobatico puro. Chi cerca la piena libertà del volo manuale dovrà guardare altrove.
Valido e completo il sistema di sicurezza attiva include sensori omnidirezionali per il rilevamento degli ostacoli (funzionanti anche di notte), un sensore LiDAR frontale e sensori infrarossi inferiori. Tra le funzioni di tracking emergono Spotlight Free, che consente di selezionare un soggetto e concentrarsi sul pilotaggio mentre il drone lo mantiene inquadrato automaticamente, e ActiveTrack 360°, per inseguire soggetti in movimento come ciclisti o veicoli.
Attenzione ai vincoli normativi
Il DJI Avata 360 pesa 455 grammi: supera la soglia dei 250 grammi, il che significa che in Europa e in Italia, volare con questo drone non è libero. È necessario essere in possesso del patentino A1/A3 (o superiore) rilasciato da ENAC, di una polizza assicurativa RC obbligatoria per droni, e il velivolo deve essere registrato sul portale D-Flight. Per chi vola in modalità FPV con i visori, è inoltre obbligatoria la presenza di un osservatore a terra durante tutta la sessione di volo.
Va però detto che il drone porta la classificazione C1 che ne consente l’impiego in categorie operative più ampie rispetto ai droni senza marcatura: è possibile volare in aree residenziali, commerciali e ricreative, e in prossimità di persone non coinvolte, pur evitando assembramenti. Volare legalmente con questo drone è assolutamente possibile, ma richiede preparazione, formazione e responsabilità.
Prezzi e disponibilità
Il drone da solo (senza controller) è proposto a circa 459 euro, perfetto per chi possiede già un controller DJI compatibile. Con il DJI RC 2 il prezzo sale a circa 719 euro, mentre i bundle Fly More Combo con RC 2 che con i Goggles N3 e il Motion Controller 3, costa 939 euro. Entrambi i bundle includono tre batterie, un caricatore multiplo (con supporto a ricarica rapida da 100W e 65W), eliche di ricambio, un tappetino da decollo pieghevole e una borsa a tracolla.
