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WHIB, “ROCK THE NATION” è un manifesto: identità, ambizione e il suono di una nuova generazione K-pop

WHIB, “ROCK THE NATION” è un manifesto: identità, ambizione e il suono di una nuova generazione K-pop

I WHIB si raccontano a Panorama: ROCK THE NATION non è un semplice debutto ma una dichiarazione d’identità tra energia, vulnerabilità e visione artistica.

Nel sistema K-pop contemporaneo, dove il debutto è spesso progettato come un’esplosione immediata più che come un racconto, i WHIB si muovono in una direzione diversa: meno rumore di fondo, più costruzione. Formati da C-JeS Entertainment, arrivano con ROCK THE NATION che non è semplicemente un mini album, ma un primo tentativo – sorprendentemente consapevole per una rookie band – di definire un linguaggio.

C’è una tensione precisa nel loro progetto: da una parte l’urgenza performativa, quella che guarda ai grandi palchi e ai festival, dall’altra una dimensione più fragile, quasi introspettiva, che attraversa i brani senza mai diventare didascalica. È in questo equilibrio, tra superficie e profondità, che i WHIB iniziano a costruire una propria identità, ancora in divenire ma già leggibile.

In questa intervista a Panorama, il gruppo racconta il processo creativo dietro ROCK THE NATION, tra scelte sonore, costruzione dell’immaginario e la volontà – non così scontata – di essere immediatamente riconoscibili.

ROCK THE NATION sembra meno un debut mini album e più un manifesto. In che momento avete capito che questo progetto serviva a definire la vostra identità, non solo a presentare il vostro sound?
KIM JUNMIN: L’ho capito mentre vivevo le diverse tracce dell’album e le registravo per condividerle con i nostri fan.
HASEUNG: Durante la preparazione di questo mini album ci siamo chiesti quale fosse il modo più sincero per raccontare la nostra storia e quale musica potesse rappresentarla. È stato proprio in quel processo che credo abbiamo compreso l’identità dei WHIB.

La title track “ROCK THE NATION” è costruita sull’idea di un’“invasione” sonora e di un’energia travolgente. Quali emozioni o sensazioni volevate far vivere fisicamente al pubblico sul palco?
JINBEOM: Ho immaginato spesso che chi guarda la nostra performance di “ROCK THE NATION” crei un moshpit e si goda davvero il palco. Sarebbe bellissimo anche sentirli cantare insieme a noi.
JAEHA: Ho immaginato il pubblico travolto dalla nostra performance e allo stesso tempo coinvolto, capace di divertirsi insieme a noi.

Il sound design potente e la costruzione spaziale sono centrali in questo album. Quanto avete pensato alla performance e alla messa in scena durante la registrazione?
HASEUNG: Credo che abbiamo lavorato ai brani immaginando suoni adatti a grandi palchi, come festival o show di fine anno.
WONJUN: In generale ho lavorato immaginando un suono metallico e quasi cinematografico.

Nel mini album c’è una tensione tra sicurezza e vulnerabilità: forza in superficie, ansia e solitudine sotto. Perché era importante includere entrambe queste dimensioni?
LEEJEONG: In molte situazioni mi sono sentito stanco e sopraffatto dalla solitudine. Ma nel momento in cui ho deciso che dovevo comunque salire sul palco, ho capito che solo affrontando e mostrando sinceramente queste emozioni avrei potuto camminare a lungo accanto ai nostri fan.
UGEON: Essendo un album a cui abbiamo partecipato fin dalla fase di pianificazione, abbiamo cercato di essere il più sinceri possibile. Credo che tutti, in misura diversa, provino ansia e solitudine. Volevamo che chi ascolta le nostre canzoni potesse riconoscersi in queste emozioni e allo stesso tempo trovare fiducia, per questo abbiamo inserito sentimenti forti e onesti nei brani.

Il nome WHIB nasce da WHITE e BLACK, simbolo di contrasto. In che modo ROCK THE NATION rappresenta questa dualità?
UGEON: Se si ascoltano le canzoni dell’album, si nota che sono molto diverse da quelle che abbiamo mostrato prima, per genere e atmosfera. Tenendo questo in mente, si capisce il contrasto con il passato e allo stesso tempo si riesce a conoscere meglio il gruppo.
WONJUN: Penso che la nostra dualità si veda soprattutto tra ciò che siamo sul palco e fuori. Musicalmente, più che puntare sulla dualità, stiamo cercando il nostro colore.

Questo album suggerisce che i WHIB brillano quando controllano completamente il proprio mondo. Cosa significa per voi “il vostro mondo” oggi?
KIM JUNMIN: Credo che il nostro mondo sia il risultato di tutto ciò che ogni membro ama, unito e trasformato in un’unica storia.
JINBEOM: È il presente, il qui e ora. Vorrei che chi ci guarda e ci ascolta percepisse che ogni momento sul palco è il mondo dei WHIB.

Il ritornello di “ROCK THE NATION” unisce vocalità e rap in modo volutamente travolgente. Come avete lavorato su questo equilibrio senza perdere chiarezza emotiva?
LEEJEONG: Non ho mai pensato a vocal e rap come elementi separati. Ho cercato di ampliare il modo di esprimermi mantenendo una linea emotiva coerente.
WONJUN: Più che trovare un equilibrio perfetto, ho cercato di rendere il suono ancora più potente.

Molti rookie puntano subito sulla versatilità, ma questo album è molto focalizzato. Avete mai pensato a una scelta più “sicura”?
UGEON: Abbiamo sempre preferito scelte coraggiose a quelle sicure. Però, dato che eravamo molto sicuri di poter realizzare questo album, non l’abbiamo vissuta come una scommessa, ma come l’occasione di mostrare ciò che sappiamo fare meglio.
JAEHA: Abbiamo scelto di essere così diretti perché volevamo mostrare chiaramente al pubblico il lato in cui siamo più forti e sicuri.

Dal debutto nel novembre 2023 la vostra crescita è stata graduale. In che modo questo ritmo ha influenzato la vostra sicurezza e disciplina artistica?
KIM JUNMIN: Credo che procedere passo dopo passo ci abbia aiutato molto a trovare il nostro colore. Abbiamo avuto il tempo di mettere in ordine le idee e prepararci meglio.
JINBEOM: Definirei il nostro percorso proprio così: graduale. Non avendo fretta, siamo riusciti a esprimere meglio la nostra vera identità sul palco.

Guardando avanti, vedete ROCK THE NATION come una base o come una sfida da superare?
HASEUNG: Lo considero l’inizio del nostro percorso musicale. In futuro voglio lavorare per mostrare una comprensione della musica ancora più profonda.
JAEHA: Lo vedo come un nuovo punto di partenza. Da qui in avanti ogni album sarà una sfida da superare, uno dopo l’altro.

Se ROCK THE NATION è il momento in cui dichiarate la vostra presenza al mondo, cosa volete che il pubblico ricordi di voi?
KIM JUNMIN: Spero diventi il primo vero punto di svolta per i WHIB.
HASEUNG: Vorrei che fosse visto come un nuovo inizio e il primo momento in cui si scopre la nostra identità.
JINBEOM: Spero che la nostra immagine resti legata nella memoria a un preciso periodo della vita di chi ci ascolta.
LEEJEONG: Spero che le persone ricordino il nostro modo di andare avanti anche nei momenti difficili e trovino coraggio in questo.
UGEON: Vorrei che ci ricordassero come un gruppo con cui sono cresciuti e hanno continuato ad andare avanti.
JAEHA: Spero che questo album venga ricordato come l’inizio dell’era dei WHIB.
WONJUN: Spero che questo progetto cambi la percezione del pubblico nei nostri confronti.

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